venerdì 26 aprile 2024

«Nous sommes tous des Juifs de Palestine» !!

Strumentalizzazione della strumentalizzazione, ovvero, la trappola dell’ingiunzione a non denunciare l'antisemitismo
- Le ebree e gli ebrei rivoluzionari -

Esiste una strumentalizzazione della lotta contro l'antisemitismo, messa in atto dalla destra e dall'estrema destra – e che abbiamo sempre denunciato - la quale consiste nell’utilizzare una presunta lotta all'antisemitismo a fini razzisti, e in particolare islamofobici o antipalestinesi. In modo che, nell'attuale contesto, si traduce nel criminalizzare le azioni a sostegno dei palestinesi, in nome della lotta all'antisemitismo, e negando i crimini commessi dallo Stato di Israele. C'è poi invece quella che potremmo definire come la "strumentalizzazione della strumentalizzazione", in atto soprattutto nei circoli della sinistra e dell'estrema sinistra, e perfino tra le nostre stesse fila. La quale strumentalizzazione consiste nel negare, minimizzare o banalizzare ogni denuncia contro l'antisemitismo con il pretesto che verrebbe strumentalizzato dalla destra e che significherebbe - in quella che è ormai una confusione pressoché totale – far sì che ogni denuncia dell'antisemitismo venga diretta contro i palestinesi. Di per sé, pertanto l'antisemitismo non avrebbe ormai più ragione di esistere (se non tra alcuni militanti di destra o di estrema destra) e verrebbe quindi utilizzato solo a fini razzisti, e/o per zittire il sostegno ai palestinesi. Tale retorica è pericolosa e ha delle conseguenze concrete. Perciò, per diventare "legittimi" e poter così essere ascoltati in merito alla causa palestinese, bisognerà (soprattutto se si è ebrei) minimizzare o relativizzare l'antisemitismo: si farà finta che non esista più, o che esso sia circoscritto all'estrema destra oppure che sia limitato a pochi detrattori, o meglio che sia solo "colpa di Israele". [...]

Si tratta di un'analisi che in realtà corrisponde più a un rapporto morale nei confronti della lotta all'antisemitismo ("non siamo noi, sono quelli di estrema destra"), per cui esso sarebbe residuale, o di una teoria reazionaria basata sullo scontro di civiltà, per cui il razzismo che prende di mira una minoranza non è altro che una reazione alle azioni del Paese a cui viene associato, a torto o a ragione. [...] Così, ogni tentativo, da parte dei gruppi di sinistra, di segnalare atti o dichiarazioni antisemite di qualsiasi tipo viene immediatamente accolto in maniera squalificante, con l'accusa di essere dei "traditori della lotta per la giustizia", ed essere dei "sionisti di sinistra". In tal modo, il termine "sionista" non si riferisce più a delle posizioni politiche rivendicate, ma diventa piuttosto un insulto rivolto a chiunque (in particolare agli ebrei!) si ostini a denunciare l'antisemitismo, che così facendo, fa solo il gioco della strumentalizzazione denunciata. Questa suddivisione fa del tutto perdere di vista quali siano le persone o i gruppi politici che si nascondono dietro le etichette "sionista" e "antisionista": si stringono alleanze con antisionisti reazionari o addirittura di estrema destra, mentre i gruppi ebraici di sinistra o di estrema sinistra, impegnati nei movimenti sociali e con una base teorica socialista, comunista o libertaria, vengono zittiti, insultati, molestati ed esclusi in quanto, non appena sollevano questioni di antisemitismo, vengono immediatamente bollati come "sionisti". [...] In tutto ciò, si possono ritrovare infatti tutti gli argomenti della Sionologia sotto Stalin, fino agli anni '80,la quale ha rappresentato una delle forme più macabre dell'antisemitismo moderno.

Ci rifiutiamo di cadere in questa trappola. Continueremo a denunciare tutte le oppressioni razziste, antisemite e reazionarie, continueremo a denunciare l'uso dell'antisemitismo a fini islamofobici, repressivi o antipalestinesi da parte della destra e dell'estrema destra, e ci rifiuteremo di rispondere all'ingiunzione geopolitica fatta alla minoranza ebraica in Francia. Riteniamo infine che continuare a lottare contro l'antisemitismo in quanto tale, come contro tutte le forme di razzismo, sia il modo migliore per combattere la "strumentalizzazione dell'antisemitismo". Infatti, se in questi ultimi anni, e ancor più in questi ultimi mesi, la Sinistra non fosse stata così permeabile nei confronti dell'esplosione dell'antisemitismo, e avesse preso sul serio la questione anziché negarla cercando continuamente appigli e alibi, forse ora non ci sarebbero così tante cose da "strumentalizzare". Facciamo pertanto appello all'onestà intellettuale, e a un'autentica convergenza delle lotte - anziché ai tentativi di divisione - perché sappiamo che la negazione di un'oppressione non rende affatto più legittima un'altra oppressione, e che l'abbandono della lotta contro un'oppressione non rende certo più efficace la lotta contro le altre oppressioni, piuttosto avviene il contrario.

- Juives et juifs révolutionnaires - 26 aprile 2024-

(può essere letto per intero, in francese, qui!)

2 commenti:

bonste ha detto...

Questa storia dell'antisemitismo assomiglia a quella dell'antifascismo, dove oggi, evidentemente, ci sono molti più fascisti entro le fila degli antifascisti che tra i fascisti dichiarati. Anpi compresa naturalmente.

BlackBlog francosenia ha detto...

Caro Bonste,
non tanto "fascisti", nelle file dell'ANPI, quanto piuttosto "stalinisti", i quali ad antisemitismo di certo non scherzano. E nei confronti dell'ANPI - così come in quelli del CLN; non fosse per i vari Castellucci e Corbari da esso condannati a more ( e qualche dubbio anche su chi abbia fatto la soffiata su fratelli Cervi - nutro qualche "perplessità".

Salud