mercoledì 24 aprile 2013

lacrime

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"Preferirei indire una mattinata di supposizioni"! Così dichiarava Majakovskij, in un suo componimento a proposito della tendenza a lasciarsi andare ai ricordi, alle rimembranze, belle o brutte che siano. Però, a volte succede, e succede senza nemmeno volerlo, senza punto indugiare, succede per caso. La concatenazione è divertente, e vale la pena riportarla. Sei a parlare di un gatto che ha dei problemi agli occhi, in via di guarigione, ed è giocoforza, per dei siciliani, ma non solo, ricondurre a Santa Lucia tutti quei problemi che attengono agli occhi, e alla vista. Così, in risposta a chi, per la guarigione del proprio gatto, è perfino disposto a far voto di pellegrinaggio alla città natale della santa, rispondo, senza nemmeno pensarci, che dopo lunghi anni, a Siracusa, proprio in Piazza Santa Lucia, è stato riaperto il "Sepolcro" dove si trova l'unico pezzetto della santa, riportato a Siracusa, con un espediente, da Venezia, dove giace tutto il resto.
Un bel posto, da vedere, il Sepolcro. Un luogo intorno al quale aleggiano leggende di cunicoli, tunnel sotterranei, catacombe che addirittura arriverebbero fino a Catania, e su cui si sussurrano storie che parlano di intere scolaresche, con annesso insegnante, che vi si sono incautamente inoltrate, per mai più ritornare.

Statua-S.-Lucia-presso-il-Sepolcro-1


Vabbè, dicevamo ....Ah, ed ecco che per risposta alla mia informazione turistica mi sento dire che a Siracusa, la malcapitata è stata condotta a vedere il ... "Santuario". Certo, alla base vi è anche un piccolo equivoco, perché il santuario trae origine non da Santa Lucia, ma dalla Madonna. Insomma, per farla breve, ma mica tanto, nel periodo che va dal 29 agosto al 1° settembre 1953 la Madonna, in persona, ha pianto a Siracusa, in piazza Euripide. Tralasciando il fatto che nello stesso anno sono nato io, ed è morto Stalin, è successo che mi sono lasciato ad andare ad esprimere tutto il mio odio viscerale nei confronti di quella che giudico essere una delle costruzioni più orride mai realizzate.

siracusa_madonna_lacrime

Il fatto è, che come potere vedere nella prima foto, a seguito del "miracolo", poco dopo nella piazzetta dove aveva avuto luogo il "pianto", era stata tirata su una costruzione, a mo' di pagoda, fatta con tubi innocenti , una chiesetta all'aperto, senza pareti. Insomma, una cosa deliziosa e divertente, un'immagine di chiesa - e di miracolo - che fin dalla mia infanzia mi ha accompagnato, anche perché il caso ha voluto che la chiesetta in questione sorgesse proprio di rimpetto all'edificio in cui andavo per frequentare la scuola media, prima, ed il liceo, dopo. Così, per far capire quanto carina fosse la chiesa senza pareti, mi sono dato da fare per trovare, in rete, delle immagini che potessero suffragare le mie opinioni. Prima, quella in bianco e nero, fotoscioppata (senza photo shop) con dei fiori finti, in cui si vede perfettamente la costruzione. Ma quando si innescano simili meccanismi, accade che non sei mai pago, e continui, in preda ad una sorte di febbre, a cercare, a cercare. Così torniamo all'inizio del post, ed alla foto che ho messo in apertura, e che ha avuto l'effetto di scatenare l'ondata di rimembranze di cui parlavo prima.

euripide

Fatto sta che quella cartolina, con tanto di madonnina a protezione, è una foto d'insieme di un pezzo per me importante della città dove sono nato e dove ho imparato a muovere i primi passi. Ed ecco che questa fotografia mi ha saputo raccontare un po' di storia mia. La foto è scattata, senza dubbio, da una finestra all'ultimo piano del Liceo Scientifico Orso Mario Corbino. In primo piano, il ponte della ferrovia (che ora non c'è più) e, ai lati del varco per le automobili, i due ponticini per il passaggio pedonale, oltrepassati migliaia di volte, ogni mattina, provenendo dalla Borgata, per andare a scuola. Al di là dell'insegna pubblicitaria della Motta, la piazza Euripide, con la chiesa a pagoda di cui ho parlato. Quel luogo, quella piazza, quei ponticini, quella scuola, hanno visto il mio '68. I ponticini venivano usati per i picchetti, per impedire, anche con la forza, agli studenti di andare a scuola, quando era sciopero. La maggior parte del traffico studentesco proveniva dalla piazza, e noi (che eravamo nati strateghi!!!) piazzavamo il picchetto dalla parte del liceo, all'uscita dei ponticini.
Sotto quei ponticini che non ci sono più, sono avvenute delle risse gigantesche, degne dell'Iliade. La nostra Iliade.

4 commenti:

Cirano ha detto...

ma sei siciliano?!?!? di Siracusa??!? Incredibile non l'avevo capito..quando accompagno gli studenti alle tragedie gli dico sempre non stupitevi dello spreco di denari per quell'orribile colata di cemento....l'uomo di fronte alla religione diventa cieco...perdendo anche Dio! Comunque il 18 maggio sono a Ragusa per il mio nuovo libro...ci sentiamo!

Franco Senia ha detto...

di Ortigia (dello scoglio), per la precisione!
Bella la vecchia Ibla, di maggio!
Ma di che libro si tratta?

Cirano ha detto...

Blocco 52 Rubbettino editore....secondo me ti piacerà!!!

Anonimo ha detto...

Curioso, ho trovato la foto dello Sputnik (io lo chiamo così, l'ecomostro, del quale ricordo bene il cantiere e le immaginette propagandistiche del "progetto") mentre cercavo l'immagine di uno 'stalin'. Anche io ho passato l'infanzia alla borgata, una decina di anni dopo, e ricordo le cose che ricordi tu, catacombe, sepolcro, rutta 'è ciauli e così via. Però dove tu segnali l'impalcatura io ricordo un fotografo. Nel '69 passò sotto la mia classe (II elementare) un corteo di studenti. «Maestra, che fanno?» e lei, la democristiana conclamata: «Non fate mai come loro, bambini.» E tagliò corto. Io no, con quel che è seguito.
Un caro saluto, Franz