lunedì 29 aprile 2013

28 aprile 2013

Gaetano Bresci
di Luca Mirti

Nella landa di Coiano, nel Fabbricone tessile
Sono diventato uomo come mio padre prima di me
Con il marchio del ribelle, il reato di anarchia,
sono stato confinato da uno Stato di polizia

Emigrai in America, lavoravo a Paterson
ma la mia terra mi mancava dio solo lo sa, dio solo lo sa...
E la mia gente soffocata da miseria e carestia
fu sfamata dai cannoni di un generale e del suo re

Dentro me scoppiò l'inferno, il mio cuore si annerì
tornai indietro, tornai indietro con chi fu assassinato lì.
Monza ventinove luglio, tre pallottole con me
e un nome per ognuna: Giustizia, Pace e Libertà

Respirai, trattenni il fiato, al mio popolo pensai
mi feci largo tra la gente e sparai...e sparai
Fui picchiato, processato, l'avvocato non bastò:
assassino dichiarato e l'ergastolo arrivò.

Non ho mai chiesto perdono, ora dormo un sonno che
non può essere svegliato né da loro, né da me.
Mi chiamo Gaetano Bresci, chi sia stato non lo so
ma so che ovunque sia un oppresso ritornerò. Ritornerò.

luigi

3 commenti:

Cirano ha detto...

Franco il 18 e 19 maggio sarò dalle tue parti per il libro, Ragusa e Sampieri; a Ragusa ci introduce Pippo Gurreri.

Franco Senia ha detto...

:-) Diciamo che sei dalle parti ... dove sono nato. Considerato che vivo a Firenze dal 1970 (poù o meno). Ti ringrazio comunque (vedrò di procurarmi il libro!)

Cirano ha detto...

Allora domani sera alle Murate...se cerchi su Facebook c'è tutto!!!!!