lunedì 3 febbraio 2014

Il gioco dei fascismi

fascisti

Il fascismo per Benjamin  non è altro che questo: «il fascismo cerca di organizzare le recenti masse proletarizzate senza però intaccare i rapporti di proprietà di cui esse perseguono l’eliminazione». Pertanto «il fascismo vede la propria salvezza nel consentire alle masse di esprimersi (non di veder riconosciuti i propri diritti). Le masse hanno diritto a un cambiamento dei rapporti di proprietà; il fascismo cerca di fornire loro una espressione nella conservazione delle stesse; il fascismo tende conseguentemente a una estetizzazione della vita politica» (Le masse diventano esse stesse immagini infinitamente riproducibili, occupano la scena come delle merci, si espongono nella vetrina cine-televisiva, sono trasformate in immagini cultuali, servono a riprodurre quei rapporti di produzione da cui vorrebbero emanciparsi. Invece di emanciparsi dall’immagine le masse diventano a loro volta immagini, immagini paradossalmente "auratiche" in un mondo senz’aura.

«Lo spirito che parla in nome del fascismo deve necessariamente scomparire. Lo spirito che gli si oppone fidando nella propria forza miracolosa scomparirà. Poiché la lotta rivoluzionaria non si svolge tra il capitalismo e lo spirito, ma tra il capitalismo e il proletariato» - W.B. -

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