martedì 11 novembre 2008

Kommune 1, prima della Baader-Meinhof



Giovedì 6 aprile 1967 il quotidiano "Bild", di Axel Gasar Sprinter, si rivolgeva così ai propri lettori: "Berlino. Scongiurato attentato al vicepresidente americano". Il giorno prima gli sbirri avevano scoperto un'"officina del terrore" e sequestrato una strana sostanza collosa.
Occorsero ben tre giorni interi ai periti chimici della polizia per capire la composizione dello strano "esplosivo" rinvenuto.
Fritz Teufel, Rainer Langhans e compagni, tutti della Kommune l (K1), la centrale del terrore cittadino, avevano messo insieme dieci chili di budino in polvere, del colorante e della farina e li avevano cotti. Con quell'impasto avrebbero poi confezionato la più dolce bomba calorica mai esistita. Nessuno li ringraziò mai per questo dolce omaggio al vicepresidente americano Hubert H. Humphrey, che aveva dichiarato pubblicamente che il budino era il suo dessert preferito!
I membri della K1 vennero accusati di "essere stati trovati in circostanze sospette". "L'attentato al budino" fu ripreso dalla stampa internazionale, anche se nessuno aveva mai definito "terroristica" la produzione di dolciumi. Nonostante la falsa partenza, l'episodio procurò alla K1 una duratura reputazione.
In qualità di "comitato provvisorio per la preparazione di un'organizzazione studentesca indipendente" la K1, con le sue spillette maoiste, fece andare in fumo un 'assemblea di 6000 studenti alla Freie Universität di Berlino. Ai partecipanti venne distribuito il "volantino dell'idiota professionista" che conteneva l'invito a lasciare l'università, ad andare a lavorare e comprarsi una casa con i soldi guadagnati e fondare così una comune dove si sarebbe praticato l'amore libero ed organizzato corsi di formazione di partito. L'obiettivo era formare dei "Provos" da disperdere nella società per portare avanti azioni di disturbo che ridessero slancio alla rivoluzione.
Partendo dal bisogno di cambiamento radicale, il movimento antiautoritario, di cui la K1 era il prodotto, intendeva mettere in crisi rapporti sociali fossilizzati. Un mutamento sociale sarebbe stato possibile solo se il piano individuale e quello sociale fossero stati considerati ugualmente politici e quindi non separabili. Il cambiamento personale non doveva rimanere una questione privata, ma contribuire a una trasformazione sociale.
I comunardi in erba, fra cui Fritz Teufel, Rainer Langhans, Dieter Kunzelmann, Uschi Obermaier e altri, trovarono rifugio per un breve periodo nell'appartamento berlinese dello scrittore Uwe Johnson. Proclamarono la rivoluzione della vita quotidiana: all'angusta famiglia borghese si sostituiva il collettivo. L'opinione pubblica percepì la loro rivendicazione principalmente come un'istanza di promiscuità sessuale.
Le forme di azione della K1 assunsero un carattere internazionale, tanto che in altri paesi si formarono gruppi con idee politicamente affini. Ad esempio nell'ambito degli Yippies americani, non solo uscì un libro con il titolo quasi identico al "Klau mich" ("Fottimi", nel senso di "rubami") di Teufel e Langhans, vale a dire "Steal this book" ("Ruba questo libro") di Abbie Hoffman, ma entrambi i gruppi manifestarono le loro provocazioni prevalentemente con forme aggressive di happening politico. A questi happening partecipavano di solito diverse centinaia di persone vestite in modo fantasioso. L'Esercito della salvezza si trovò in una situazione molto imbarazzante quando la polizia li scambiò per comunardi travestiti. Usando maschere strategiche da coniglio e da istrice i membri della K1 sfruttavano ogni occasione per provocare e schernire le autorità evitando lo scontro fisico. Gli attivisti della K1 erano maestri nella tattica dello smascheramento delle strutture autoritarie. Le loro azioni provocavano violente reazioni poliziesche che non risparmiavano nemmeno i semplici passanti.
Numerose azioni della K1 assumevano tratti di spontaneità dadaista. Non è esagerato affermare che le forme di azione specificatamente antiautoritarie furono prodotte in maniera massiccia e frequente quando l'organizzazione studentesca tedesca socialista si modellò su una linea di sviluppo che storicamente rimanda al dadaismo berlinese".
I media descrissero la K1 come la "centrale del terrore cittadino", fissando lo standard per tutte le successive calunnie contro altre comuni. Eppure la vita quotidiana nella K1 era tutto sommato molto piccolo-borghese. La K1 imparò presto a trattare con i giornalisti. Le foto di Uschi Obermaier che si fuma una canna erano praticamente commissionate dalla stampa e vendute a "Stern" e allo "Spiegel". La battaglia anti-K1 da parte di Springer bollò la K1 come pericoloso nemico dello Stato; la sua criminalizzazione comportò la fuoriuscita di molti. Ma i comunardi, che dovevano essere processati, sfruttarono le imputazioni come un'offerta da parte dello Stato di mettere gentilmente a loro disposizione un palco per nuovi happening. Smascherarono infatti il processo come rituale di potere. Un giornalista dello "Spiegel", nel marzo del 1967, citò Teufel in tribunale con l'accusa di vestire abiti che erano "una profanazione totale dei canoni occidentali di abbigliamento" ("Der Spiegel", n. 29, 1968). Di questo processo sono divenute leggendarie le risposte di Teufel al Pubblico Ministero che gli ordinava di alzarsi in piedi; una tra queste fu: "E va bene, se può aiutarvi a trovare la verità...". Bastò una battuta per smontare le pretese della giustizia. Quando Teufel fu invitato a sottoporsi a una perizia medica, accettò "a condizione che anche i membri della corte e il Pubblico Ministero acconsentano a farsi visitare da uno psichiatra".
La K1 simboleggia una fase del movimento antiautoritario che mirava a processi di apprendimento permanenti e di stimolo per il cambiamento autogestito. Può darsi che loro forme di azione ritualizzate cadessero "nell'inevitabile vortice del recupero", e che Teufel, Langhaus e compagni fossero "provocatori spiritualmente super-allenati della società capitalista dei media e dei suoi ligi esecutori". A ogni modo, essi contribuirono allo sviluppo dell'azione spontanea e collettiva, nonché all'autorganizzazione per l'emancipazione della soggettività sociale. I comunardi opposero la creatività alla violenza di Stato, la vivacità alle armi, la passione alla brutalità, la lingua al manganello.
La K1 segnò l'immagine sociale del '68, anche se nel Gruppo di opposizione extraparlamentare (APO) prevalse alla fine la politica. Le divergenze sempre più forti portarono nel '67 all'esclusione della K1 dalla SDS per "immediatezza sbagliata", "sovrastima" e "fuga dalla realtà". A dispetto di tutte le differenze d'opinione la K1 continuò le sue azioni, in parte anche assieme agli aderenti del SDS. Alla fine, il progetto K1 morì nel corso del '68 per le contraddizioni interne.
Contemporaneamente andò formandosi il "Consiglio centrale dei ribelli fumatori vaganti", pseudonimo coniato come canzonatura dei gruppi politici studenteschi. I ribelli fumatori predicavano una politica militante e il rifiuto in toto delle leggi esistenti sugli stupefacenti, organizzavano smoke-ins al Tiergarten di Berlino, fornivano assistenza legale ai fumatori denunciati e reclamavano la legalizzazione delle droghe. In un loro volantino si poteva leggere: "Lottiamo per la libertà di decisione sul proprio corpo e stile di vita. Unitevi a questa lotta. Formate quadri militanti nei villaggi e nelle metropoli. Sparate sulla società dei bacchettoni e dei tabù. Siate selvaggi e fate cose belle". Da questo ambiente proveniva una parte del Movimento 2 giugno, che a differenza della Raf mantenne reminiscenze delle forme di azione antiautoritarie. (Durante alcune rapine in banca, le distribuì cioccolatini ai clienti terrorizzati).

(da "autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, Luther Blisset, Sonja Brünzels - Comunicazione-guerriglia Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica all'oppressione" - DeriveApprodi)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"l'invito a lasciare l'università, ad andare a lavorare e comprarsi una casa con i soldi guadagnati e fondare così una comune dove si sarebbe praticato l'amore libero ed organizzato corsi di formazione di partito"
io però non ho capito: il piano individuale e quello sociale devono essere non separati e il piano individuale a cui ci si riferisce è quello di non studiare ma diventare sfruttati dal capitalismo, per poter comprare casa e creare una comune?
Se si deve sognare mi sembra che questo sia un sogno ben povero, se ad un ideale ci si deve rifare mi sembra che questo ideale sia poco piacevole.
Non è meglio la rivoluzione che chiede, o meglio pretende, il pane e le rose?

franco senia ha detto...

guarda che il volantino era firmato "l'idiota professionista"!
Ti suggerisce niente?

salud