giovedì 29 giugno 2017

Venezuela

venezuela

A proposito della situazione reale in Venezuela, e soprattutto a proposito della «modernizzazione di recupero» (Robert Kurz) alter-capitalista che si cela dietro il "naso-finto" della "rivoluzione bolivariana piace tanto all'anti-capitalismo tronco di sinistra ed ai sotto-rami neo-leninisti, terzo-mondialisti, anti-imperialisti tronchi (l'alter-imperialismo del campismo uscito dalla guerra fredda) e decisamente populista, si può consigliare il libro di Rafael Uzcategui, "Venezuela : révolution ou spectacle?" (éditions Spartacus, 2011) - egli stesso giornalista e militante di lunga data di "El Libertario".

Malgrado le delusioni causate da un secolo, e malgrado i crimini che sono stati commessi in suo nome, il socialismo continua a suscitare la speranza di una vita migliore, in una società libera ed egualitaria. Inoltre, quando in un paese ricco di petrolio com'è il Venezuela, un governo forte di consecutive vittorie elettorali, annuncia che si è impegnato sul cammino del socialismo, di un socialismo nuovo, ecco che attira su di sé, da tutto il mondo, il sostegno entusiasta di una parte della sinistra.
Ma un veemente discorso contro l'Impero degli Stati Uniti, l'odio che gli viene testimoniato da alcuni dei suoi avversari, le vendite a buon mercato di petrolio a dei regimi amici, le espropriazioni di imprese locali o straniere sono sufficienti a giustificare un simile entusiasmo?
Rafael Uzcátegui, militante libertario venezuelano, collaboratore da molto tempo a "El Libertario", periodico anarchico di Caracas, e responsabile del servizio di inchiesta di PROVEA, un'organizzazione venezuelana di difesa dei diritti umani, non la pensa così. A proposito di quello che i dirigenti chiamano il "processo bolivariano", ci dice: «Due grossolane interpretazioni di questo processo sono in competizione sullo scenario mondiale: da un lato, si afferma che il governo di Caracas si è impegnato in una serie di trasformazioni radicali che sfoceranno nel "socialismo del XXI secolo", una traiettoria cui si oppongono i politici ed i valori dell'imperialismo capitalista; dall'altro lato, al contrario, si afferma che il presidente Chávez è un dittatore che instaura con la forza il comunismo in Venezuela.
Entrambe le interpretazioni, come cercheremo di dimostrare, sono false.»

In questo libro, in una forma semplice, si troveranno degli elementi - sulla vita quotidiana, sui rapporti fra il governo e le organizzazioni ed i movimenti sociali - che possano permette di ricollocare le politiche condotte dal regime venezuelano nel loro doppio contesto, quello della storia del Venezuela e quello della contemporanea globalizzazione economica. Vi potremo trovare anche una chiara visione d'insieme sulle condizioni di una situazione sociale radicale nel nostro paese.

(dal risvolto di copertina di: Rafael Uzcategui, Venezuela: révolution ou spectacle? éditions Spartacus, 2011)

Venezuela. La révolution comme Spectacle
Sommaire
Ière partie : La vie quotidienne au Venezuela bolivarien

1. Le regard des intellectuels de gauche étrangers
2. Pourquoi tant de violence
3. La situation des travailleurs
4. Les programmes sociaux

IIème partie : L'excrément du diable
5. Un pays transformé par le pétrole
6. Un contexte, la mondialisation

IIIème partie : La politique bolivarienne
7. Le populisme
8. Les mouvements sociaux comme acteurs du changement
9. Le processus politique bolivarien

Conclusion : Le triomphe du Spectacle et le chantier qui s'ouvre

venezuela libro

Appello dal Venezuela agli anarchici d'America Latina e del mondo
- La solidarietà è assai più che le dichiarazioni scritte -
Collectif éditorial de El Libertario

Ci rivolgiamo a tutte le espressioni del movimento libertario, in particolare a quelle di questo continente, non solo per attrarre la loro attenzione sulla situazione che stiamo vivendo in Venezuela, ma anche perché riteniamo che sia urgente che l'anarchismo internazionale si esprima in maniera più energica riguardo queste drammatiche circostanze, attraversi posizioni ed azioni degne di ciò che l'ideale anarchico ha saputo storicamente produrre in termini di parole ed azione.
È deplorevole che, mentre da un lato il governo chavista - oggi guidato da Maduro - affiancato dalle sue casse di risonanza all'estero, e dall'altro, gli oppositori della destra ed i socialdemocratici, portano avanti delle campagne chiassose per poter vendere all'opinione pubblica mondiale le loro visioni altrettanto parziali e cariche di interessi del potere, mentre molte voci anarchiche fuori dal Venezuela rimangono in un mutismo che alla fine equivale ad un'accettazione di quello che i diversi avidi pretendenti al potere dello Stato vogliono imporre come "verità". Noi sappiamo che le voci amiche non dispongono dei media che sono a disposizione degli statalisti di vario genere, ed i compagni affrontano delle realtà complesse in cui ci sono dei temi e delle problematiche che, a causa della loro urgenza, richiedono le loro più immediate preoccupazioni. Ma noi riteniamo che questa difficoltà non dovrebbe essere un ostacolo a ciò che, in qualche modo per quanto modesto sia, esprime l'attenzione, l'interesse e la solidarietà a proposito di ciò che avviene in Venezuela ed anche per quanto riguarda ciò che l'anarchismo divulga in questo paese.

Facendo un breve riassunto di ciò che oggi dice l'anarchismo locale, la situazione attuale rivela la natura fascista del regime di Chávez - e del suo successore Maduro -, e di questi governi militari che abbiamo sempre denunciato attraverso "El Libertario". Questo regime si è appoggiato alla criminalità, al traffico di droga, al saccheggio, alla corruzione, l'arresto degli oppositori, la tortura, le sparizioni che si aggiungono ad una disastrosa gestione economica, sociale, culturale ed etica. Chávez è arrivato ad imporre la sua leadership messianica e carismatica, finanziata per mezzo dell'aumento del prezzo del petrolio, ma dopo la sua morte e con la fine della ripresa economica, il cosiddetto "processo bolivariano" si è sgonfiato, dal momento che era fondato soltanto su delle basi precarie. Questa "rivoluzione" si è inscritta nella tradizione della rendita inaugurata all'inizio del XX secolo dal dittatore Juan Vicente Gómez, poi continuata dal militare Marcos Pérez Jiménez e che non è finita con l'avvento del sistema democratico rappresentativo.

Alcuni, a livello internazionale (Noam Chomsky ne è il migliore esempio), si sono rimangiati il loro iniziale sostegno all'autoritarismo venezuelano per arrivare oggi a denunciarlo senza mezzi termini. Tuttavia, assistiamo con grande preoccupazione al silenzio di numerosi anarchici, di questo continente e degli altri, sugli avvenimenti in corso nel Venezuela. Un proverbio dice: «Chi tace acconsente!», cosa che si applica perfettamente quando avviene che si affama e si reprime nel sangue un popolo e coloro che dovrebbero protestare contro tutto questo non dicono niente o quasi.
Noi facciamo appello a tutti quelli che sventolano la bandiera libertaria affinché si pronuncino, se non l'hanno già fatto, sulla nostra tragedia. Non c'è nessuna giustificazione per l'indifferenza se si ha una visione anarchica del mondo. Il contrario equivale a coprire la farsa governativa, dimenticando ciò che hanno detto gli anarchici di tutte le epoche sul degrado del socialismo autoritario al potere. Forse in passato, il miraggio "progressista" del chavismo ha potuto ingannare perfino alcuni libertari, ma essere conseguenti con le nostre idee rende oggi impossibile continuare a sostenere una simile convinzione.

Ci troviamo in presenza di un governo agonizzante e repressivo, senza più alcuna legittimità, che cerca di aggrapparsi al potere, ripudiato dall'immensa maggioranza della popolazione, che assassina per mezzo delle sue forze repressive e dei suoi gruppi paramilitari, che, inoltre, favoriscono i saccheggi. Un governo di corrotti che fa del ricatto alimentare, venduto a prezzi di mercato nero, che partecipa ad ogni genere di malversazione, un governo di "boliborghesi" [N.d.T.: https://en.wikipedia.org/wiki/Boliburgues%C3%ADa ] e di militari arricchitisi con la rendita petrolifera e con l'ecocidio minerario. Un governo che uccide con la fame e l'assassinio, mentre applica una regolamentazione economica brutale in linea con il capitalismo transnazionale, a cui puntualmente paga un criminale debito estero.

È tempo di smantellare le manovre di pseudo informazione per istigazione  di quelli che controllano o aspirano a controllare lo Stato venezuelano, e a tal fine, speriamo di poter contare sul sostegno attivo di individualità e di collettivi libertari, sia in America Latina che nel resto del pianeta. Ogni dimostrazione di solidarietà anarchica sarà benvenuta per il movimento anarchico venezuelano, che è certamente piccolo e lotta contro innumerevoli difficoltà, ma che, nella situazione attuale, apprezzerà enormemente sapere che in un modo o in un altro possiamo contare sull'appoggio dei compagni del resto del mondo, sia per la riproduzione e per la diffusione delle informazioni che noi, anarchici del Venezuela, produciamo, generando delle prese di posizione e delle riflessioni che possano smantellare le visioni che gli autoritari di destra e di sinistra tentano di imporre, oppure - cosa che sarebbe molto meglio - promuovendo e sostenendo delle azioni nei loro rispettivi paesi, in cui si condanni la situazione di carestia e di repressione che attualmente esiste in Venezuela. Oggi più che mai, la vostra presenza e la vostra voce sono necessarie in tutti gli scenari in cui è possibile denunciare la tragedia in cui è precipitato il popolo venezuelano.

- La rédaction de El Libertario - [ http://periodicoellibertario.blogspot.com/ ]

fonte: Critique de la valeur-dissociation. Repenser une théorie critique du capitalisme

8 commenti:

Anonimo ha detto...

" la situazione attuale rivela la natura fascista del regime di Chávez"
E allora fatevi sterminare tutti dai macellai del Caracazo, visto che il fascista è Maduro. Sarebbe solo un atto di umanità per gente in stato di palese morte cerebrale.

Franco Senia ha detto...

Anche no.

Anonimo ha detto...

Ma questo libro è stto tradotto anche in italiano?

Franco Senia ha detto...

No. Solo in spagnolo e in inglese.

Anonimo ha detto...

Preferiscono i neo-liberisti americanofili (perché quella è l'alternativa), ugualmente " criminali" e "statalisti" ma nell'interesse dei ricchi ? Contenti loro... (e si definiscono pure libertari)

Franco Senia ha detto...

Veramente, caro Anonimo, a me risulta essere tu - e quelli come te - quello che preferisce comunque una delle due "alternative" criminali e statalisti.
Quanto a loro, si definiscono correttamente libertari. Mentre tu verso cosa saresti incline? Stalinismo?!?
(Ovviamente, nell'interesse dei poveri; che per coltivare il loro interesse devono naturalmente continuare ad essere tali e a rimanerci, poveri!

Anonimo ha detto...

Libertari che usano gli STESSI utensili concettuali della Conf. Patronal,della Ambsciata gringa e della Conferenza Episcopale.. Che manifestando al fianco..del fascistelli dei quartieri alti. Mai visto questo a Parigi o Barcelona...Solo a Caracas, che strano!

Franco Senia ha detto...

Mentre, da parte tua, caro il mio anonimo, di utensili concettuali non se ne vedono punti, se non il buon vecchio caro stalinismo!