domenica 20 settembre 2020

Lettera per lettera, parola per parola !!


All'inizio del 1923, dal momento che si trovava ancora in Austria ad insegnare ai bambini, Wittgenstein entra in contatto con Frank Ramsey, il giovane matematico responsabile della traduzione del Tractatus dal tedesco all'inglese. Wittgenstein scrive una lettera in cui invita Ramsey a visitare la cittadina dove vive, Puchberg. La visita si svolge nel mese di settembre dello stesso anno, e per due settimane i due leggono insieme il Tractatus in modo approfondito e minuzioso: parola per parola, riga per riga, ogni giorno dalle 2 alle 7.
Una simile scena di lettura, in un periodo storico di abbondanza maniacale come il nostro, è profondamente angosciante. La lettura accurata - lettera per lettera, parola per parola, come faceva Foucault durante i suoi corsi (sebbene non l'abbia mai fatta con tutto un libro intero), o come faceva Derrida nei suoi saggi e nelle sue conferenze - oggi sostanzialmente appare come contro-intuitiva. La lettura accanita, oltre ad essere difficile di per sé, implica la difficoltà esterna di dover continuamente rimandare, di riferirsi a quello che è un eccesso di riferimenti, testi e libri che non sono stati letti, o che non si stanno leggendo.
Come nel caso di Wittgenstein, la minuziosità della lettura a volte arriva alla follia - come avviene in "Fuoco pallido" di Nabokov, un altro esempio di un'intensa ed esclusiva scena di lettura. Il lettore comincia a vivere all'interno di ogni sillaba, così come fa quello che l'ha scritta. In tal senso, la lettura approfondita e minuziosa genera un cortocircuito tra azione e reazione, come se il tempo della lettura potesse equivalere a quello della scrittura (un libro perfetto per un'insonnia perfetta, come avrebbe voluto Joyce, ossia, un libro la cui lettura richiede più tempo della sua scrittura). Si può pensare così alla lettura de L'educazione sentimentale, fatta da Flaubert nel salone letterario della principessa Matilde, cugina di Napoleone III, che durò sedici ore, suddivisa in quattro sezioni; oppure alle diverse notti che Kafka trascorreva leggendo integralmente i suoi testi agli amici; o a Fernando Pessoa che nella notte dell'8 marzo del 1914 scrive, in una sorta di estasi, l'intera opera di Alberto Caeiro.

fonte: Um túnel no fim da luz

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