giovedì 30 giugno 2011

Un colpo al cerchio

Renouardexpressions

Ogni periodo storico sviluppa una sua propria ideologia pseudo-rivoluzionaria. Possono variare le sue forme, ma il contenuto essenziale è sempre lo stesso: questa ideologia, nonostante i suoi sempre nuovi abbellimenti rivoluzionari, non è altro che il riformismo spacciato per radicalismo. Coloro che lo praticano sono come sempre opportunisti e ciarlatani, le tattiche usate sono sempre volte ad ingannare e confondere. In questo particolare momento storico, diventa sempre più chiaro che il termine "anarchismo" si candida a rimpiazzare quelle ideologie diventate ormai inutili per la classe dominante. Con il crollo dell'autocrazia meglio conosciuta con il nome di Unione Sovietica, il "marxismo" non poteva più servire a continuare a svolgere il ruolo storico di ossificata ideologia "rivoluzionaria", e pertanto venne subito buttato nella pattumiera, per essere sostituito da un'altra forma di radicalismo di consumo. Il suo rimpiazzo non è nient'altro che l'anarchismo, fratello gemello del marxismo storico.
Un anarchismo che non è affatto la continuazione del pensiero e della pratica di quei milioni di uomini e donne che hanno combattuto sulle barricate, autogestite le loro fabbriche e le loro collettività, e piantato i semi per una forma nuova di società; non lo è più di quanto, quella mutazione, recentemente deceduta, conosciuta come "marxismo" fosse la continuazione del pensiero e della pratica di quei milioni di uomini e donne che hanno formato consigli operai, messo in atto scioperi generali, e combattuto per emanciparsi dalla loro esistenza di schiavi salariati.
Questo nuovo "anarchismo" non è nient'altro che il residuato di tutti i peggiori elementi dell'anarchismo: individualismo, primitivismo, anti-organizzativismo, riformismo, e terrorismo che si manifesta per mezzo di casuali atti di violenza che mancano di qualsiasi connessione organica con la lotta della classe operaia.
Nessuna teoria, se non quella di fare da appendice di sinistra ai partiti liberali del capitalismo. E nonostante le loro superficiali differenze e le loro dispute teoretiche (liberazione animale, liberazione della Terra ed altre simili assurdità), la pratica effettiva rivela chiaramente come tutti gli elementi di questa nuova ondata di finto radicalismo rappresentano una sola ed unica manifestazione di riformismo.
Il tipico neo-anarchico spesso è solo uno studente privilegiato dotato di un'intelligenza normale che un bel giorno ha trovato che il Partito Democratico non era sufficientemente radicale (anche se, in generale, lo era abbastanza per ottenere il suo voto nel corso delle elezioni capitaliste).
Invece di usare questo semi-risveglio come un trampolino di lancio verso una comprensione approfondita del pensiero radicale, della sua storia e della sua pratica, questo neofita ha immaginato che la sola strada che gli rimaneva era quella di mostrare al mondo lo pseudo-radicalismo appena scoperto. Ed il modo migliore per mostrarlo, e dimostrarlo, era quello di frequentare ed accompagnarsi ad una sottocultura locale e molto isolata. Una sottocultura priva di ogni coerenza teorica e pratica, ed unita solo da una sua estetica. In questo modo, il nostro giovane radicale impara la prima cosa sul neo-anarchismo: il bisogno di sostituire il radicalismo genuino con uno stile di vita 'rivoluzionario'. Così chi più ne ha più ne metta: il Dumpster-Diving (letteralmente "il tuffo nei cassonetti)e il veganesimo diventano rivoluzionari, e il desiderio di svolgere un'attività radicale si traduce in partecipazione ai black bloc (oggi, la caricatura di un'azione rivoluzionaria che si svolge in una situazione non-rivoluzionaria).
A parte vaghi riferimenti a termini come "autonomia" e "anti-autoritarismo", il neo-anarchico non sviluppa mai un'idea chiara a proposito di quale sia l'obiettivo finale, ed a causa di questa confusione a proposito dei fini sviluppa una serie distorta di mezzi. E questi mezzi si risolvono nelle stesse tattiche che hanno sempre usato i riformisti, quale che fosse la loro parvenza. Ragion per cui, il neo-anarchico vota, riciclando le solite trite banalità a proposito del minore dei due mali, senza mai riuscire a capire che la democrazia parlamentare serve solo alla borghesia. 
Parimenti, il neo-anarchico crede fermamente che qualsiasi sindacato sia meglio di nessun sindacato, e cerca attivamente di organizzare i lavoratori dentro i sindacati capitalisti, senza comprendere che la loro unica ragione di esistere è data dal cercare di integrare la classe operaia dentro un sistema sociale che è oramai fallito, e non di aiutarla ad emanciparsi.
Tutto questo lo porta anche ad essere contro la creazione di organizzazioni, dal momento che tali atti sarebbero contro i principi dell'anarchismo (così come loro li hanno interpretati), che l'autonomia degli individui ne verrebbe seriamente compromessa (rivelando così la loro prospettiva teorica borghese che parte sempre dall'individuo astratto, e mai dalla concreta società umana).
L'anarco-liberale tralascia qualsiasi analisi della società capitalistica, che sottolinei la sua composizione economica di base e la sostituisce con la sciocca nozione che tutte le oppressioni sono completamente uguali (aprendo così la strada a molteplici alleanze fra borghesia e proletariato).
Il neo-anarchico pensa meccanicamente che 'nessuna pubblicità è cattiva pubblicità' e che i media, un'entità che suppone neutra, possono essere usati come un alleato che simpatizza per la tua causa. Il nuovo 'anarchico' supporta l'idea reazionaria dell'autodeterminazione per le nazioni, senza pensarci, agitando una bandiera di Hezbollah o una bandiera dell'Iraq per una dimostrazione (in questo caso particolare, letteralmente, non è cambiato nulla dai tempi dell'"anti-imperialismo" dei leninisti).
Il neo-anarchico, come i suoi antenati socialdemocratici e leninisti, non ha mai realmente rotto con il liberalismo. Oggi, il nuovo 'anarchico' è semplicemente lo stesso vecchio riformista che indossa un abito diverso e parla una lingua leggermente diversa: un liberale che porta una bandana nera in modo da cercare di provare l'esistenza di una qualche sorta di radicalismo che non non c'è mai stato da quelle parti. Anche se il fatto che questo riformismo cerchi di farsi passare per radicalismo, può sembrare un fenomeno innocuo, è deleterio nei fatti. Quando insorgerà una situazione rivoluzionaria, saranno senza dubbio la tesi anarco-liberali che si batteranno per difendere il capitalismo e lo Stato, e faranno questo da sotto la maschera del radicalismo. Così come il 'marxismo' venne messo in campo per distruggere la rivoluzione e contenere il movimento spontaneo dei lavoratori, l'"anarchismo" è stato chiamato in vita per eseguire lo stesso compito in futuro. I suoi ranghi sono pieni di liberali che tentano di farsi passare per radicali. A causa di questo, tutta la natura dell'anarchismo oggi sta cambiando. Le tattiche rivoluzionarie sono state dismesse in favore delle tattiche riformiste - spesso con l'approvazione di alcuni cosiddetti leader dell'anarchismo contemporaneo, la critica rivoluzionaria è stata sostituita da uno stile di vita, l'analisi di classe è stata sostituita da un'identità politica settaria, e l'anarchismo, come già il marxismo prima di esso, si prepara a svolgere il compito di salvare il capitalismo.

- Gli amici di Debord -

( liberamente tradotto da http://www.notbored.org )

6 commenti:

gianni landi ha detto...

caro Franco, avrei evitato di pubblicare "Un colpo al cerchio"perchè mi sembra il solito minestrone storico politico dei situazionisti che sono già stati valutati dalla concretezza dei compagni che si sono misurati con la realtà italiana, vincenti o perdenti che siamo stati.Poco o nulla hanno avuto da insegnarci i pochi intellettuali francesi del passato e meno ancora gli attuali. La mia non è una difesa degli attuali epigoni del Movimento anarchico attuale che conosco meglio di te, ma una cosa è giudicare la condotta degli anarchici attuali dei vari giornali o biblioteche (su questo sono d'accordo) ed una cosa è fare di ogni erba un fascio riguardo alla prassi dei militanti anarchici nel mondo e dell'"idea anarchica" che aveva il Bakunin e "noi maknovisti, Solidarios ecc..A porposito del Bakunin era meglio se pubblicavi il "testamento poltico" del Nostro, apparso nella biografia di Kaminski, anzichè lo stralcio americano post evasione.Sono "chicche", come le chiosi te,molto meno educative rispetto al successivo sviluppo del pensiero anarchico del Bakunin che non aveva bisogno di cavillare sulla definizione anarchico o libertario (che oltretutto sono storicamente una tautologia) tanto era esplicito il suo sentire anarchico. Stai attento a cercare le "chicche"perchè potresti anche trovare che il Bakunin dopo la prigione di S.Pietro e Paolo in Russia era diventato impotente e che non solo si era infatuato di Netchaviev ma che anche sua figlia Marussia Bakunin (scienziata napoletana) non era figlia del Bakunin ma di Carlo Ganbuzzi suo amico e compagno, come ebbe ad insinuare lo storico Pier Carlo Masini, lo stesso che diagnosticò "una malattia mentale", non ben definita,nella biografia di Cafiero!!Ma lasciamo perdere queste comari! Lo stesso discorso vale per Pippo Gurrieri che su Sicilia libertaria di qualche anno or sono pubblicò un trafilettino di un omosessuale romano che rivendicava l'omosessualità del Bakunin!!Pippo mi disse che dovevano riempire uno spazietto vuoto del giornale!!Pippo..Pippo..non lo sa che segnamo tutto noi anarchici bakuniniani..e forse anche un pò "bolscevichi" come amichevolmente usava definirmi Aurelio Chessa..anarco-individualista: Ti abbraccio con l'affetto di sempre anche se talvolta vai un po'.."fuori linea".Gianni

franco senia ha detto...

Caro Gianni, procediamo con metodo!
Il "colpo al cerchio", a mio avviso meritava di esser reso noto (si fa per dire, considerato il numero di lettori...) in quanto ha il pregio di mettere in guardia rispetto alle derive in corso, laddove si riferisce, non tanto a quei giornali e biblioteche di cui parli, quanto ad una certa realtà fatta di centri sociali e di conventicole varie dove hanno domicilio, con pari dignità, la politica del voto e le bandiere di Hamas, la censura e il civettare con i centri di potere istituzionale e mediatici, solo per nominarne qualcuno. E puoi stare tranquillo che questi sono quelli che tirano le "cascate" in faccia ai ragazzini, pur di imporre la loro visione "rivoluzionaria" della lotta!
Quanto alla pubblicazione di una cosa, piuttosto che un'altra, ho giudicato meritevole l'episodio americano, giusto perché poco conosciuto, e non ho alcuna velleità di creare una sorta di casa editrice elettronica; se uno vuole il testamento di Bakunin lo trova facilmente su decine di siti, pronto da scaricare e da stampare. Ovviamente, sempre cercando di non dare un'impostazione da Novella 2000. Di rivelazioni a proposito di figli più o meno legittimi, di amanti e di cameriere, non me ne curo, e nemmeno delle abitudini sessuali di questo o di quello. Preferisco, magari, questionare sul termine "libertario" e sul fatto che negli USA esista un partito con questo nome che magari ha più a che fare con i neo-anarchici che non.
Detto questo, concludo, ricambiando l'abbraccio da "fuori-linea"; del resto, il Cardella nel suo "Anni senza tregua" mi ha definito "situazionista". Magari pensava di insultarmi!

Franco

gianni landi ha detto...

"Un colpo di ...sole" forse sarebbe stato un titolo più appropriato, oppure "faisti" pci dell'anarchia oppure anarchici di oggi..salumieri proudhoniani, come furono definiti gli anarchici dei GAF di Milano dai vostri amichetti situazionisti del passato remoto...almeno ci facemmo due risate condivise!!ma teorizzare (??) come avete cercato di fare voi ,è confondere la parte per il tutto e questo non mi sta bene perchè sono anarchico anch'io e non me la sento di recitare il De Profundis tout court del sentimento, dell'idea e dello spirito anarchico! Rimettete l'orologio all'ora di Kronstad e lì ci troverete gli autentici rivoluzionari senza giuochi di parole, senza se e senza ma. Gianni, per gli amici e compagni detto anche Severino (Di Giovanni)

franco senia ha detto...

Nessuna teorizzazione - ci mancherebbe! - ma voleva (vuole?) solo essere un mettere in guardia da questi "libertari" pronti a diventare i cani da guardia di un sistema che promette loro visibilità e palcoscenici. E nessuna confusione (per quanto mi riguarda) fra la parte e il tutto: che so bene che i "libertari" di cui si parla stanno agli anarchici di cui si intende come i partiti comunisti (vari ed eventuali) stanno ai comunisti rivoluzionari. L'offesa (se di offesa si tratta) è per tutti o per nessuno, e non sta bene confondere Vidal e Andreu Nin; lo so bene. Come so bene - e questo era l'intento di far comprendere - chi si troverebbe contro, all'ora di Kronstadt.

Franco

gianni landi ha detto...

Franco,nella tua ultima risposta penso ci sia un errore involontario quando parli di "Vidal e di Andreu Nin"; forse volevi scrivere Vidali (Vittorio)stalinista ed assassino,probabile assassino di Tina Modotti e di molti altri compagni; questo perchè esiste anche un Cesar Vidal storico che non capirei cosa ci conbinasse in questa querelle psudointellettuale.Ciao bello . Gianni

franco senia ha detto...

Ovviamente era Vittorio Vidali, soprattutto visto nel contesto legato a Nin e alla guerra di Spagna.Ovviamente poteva anche essere Togliatti, ecc. Chiedo scusa a Vidal.
Ciao Gianni.

Franco