lunedì 7 agosto 2006

storielle


Leggo un titolo su “il manifesto” di sabato:

Prodi rilancia: fin qui tutto bene

Mi ha fatto tornare in mente la storiella raccontata da Steve McQueen ne “I magnifici 7” a proposito di un tipo che cade da un non mi ricordo quale piano di un palazzo che, mentre precipita, ad ogni piano ripete, per l'appunto, “fin qui tutto bene, fin qui tutto bene”.

venerdì 4 agosto 2006

cover



L'altra sera ero al festival dell'unità a Firenze, e dopo
essere "fuggito" dal concerto di Van der Sfroos (non so perché, ma
nonostante la musica fosse coinvolgente, mi disturbava e il pubblico
- alcuni doveva esserseli portati dietro! - e il personaggio),
vagando per il festival sono arrivato vicino alla postazione di un
ristorante calabrese dedicato a Rino Gaetano e, accanto, in
uno spazio libero messo a disposizione dal ristorante, si esibivano due
ragazzi assai giovani che, con chitarre e voci, stavano coverando "il
pescatore" di De André. Mi sono seduto ad ascoltarli. Ed ecco che, dopo
un De Gregori, uno dei due (ne ricordo il nome: Sergio Gentile) ha
timidamente annunciato che avrebbe cantato una sua canzone che parlava
di una certa Anna che (pareva di capire) faceva la puttana in via dei
fossi. La canzone era deliziosa, e mi sono chiesto perché mai debbano
fare una serata di cover! Alla canzone seguente (una cover da Lucio
Battisti) mi sono alzato e sono andato via.

necessita traduzione




Barcellona, 1937. Il comandante Fernández Durán, ex-membro del corpo di vigilanza della Polizia Governativa e attualmente comandante dell'esercito repubblicano durante la guerra civile spagnola si ritrova assegnata dai suoi superiori una curiosa missione: investigare le oscure circostanze in cui si è verificata la morte di Buenaventura Durruti, leader anarchico caduto sul fronte della Cittadella Universitaria di Madrid nel novembre del 1936. Ragion per cui si trasferisce nella capitale, insieme al suo aiutante, il tenente Alcázar, dove la sua inchiesta lo condurrà ad una sorprendente conclusione.

caratteri


La rivoluzione del 1905, in Russia, è cominciata con lo sciopero di una tipografia moscovita, i cui operai chiedevano che i punti e le virgole venissero calcolati come caratteri nel conteggio del cottimo.

giovedì 3 agosto 2006

cercando giustizia...e trovando la legge!


Carl Hamblin

Le rotative dello "Spoon River Clarion" vennero fatte a pezzi,ed io venni impeciato e impiumato, per aver pubblicato questo il giorno che gli anarchici furono impiccati a Chicago:

"Ho visto una bellissima donna con gli occhi bendati
In piedi sulla scalinata di un tempio di marmo.
Una folla immensa le passava davanti
Alzando verso di lei gli occhi imploranti
Con la mano sinistra impugnava una spada.
E con quella spada che lei brandiva
A volte colpiva un bambino, e ancora un operaio,
e di nuovo una donna che abortiva, poi un demente.
Con la mano destra reggeva una bilancia
Quelli che riuscivano a schivare i fendenti
Gettavano pezzi d'oro nei piatti della bilancia.
Un uomo in toga nera leggeva da una pergamena:
'Ella non ha nessun rispetto per le persone.'
Quando un giovane con un cappello rosso
le balzò vicino e strappò via la benda.
Ed ecco, non c'erano più le ciglia,
erose dalle palpebre imputridite;
Un muco latteo aveva bruciato gli occhi;
Sul suo viso si leggeva
La follia di un'anima morente.
Così la folla capì perchè era bendata."
- Edgar Lee Masters - Spoon River -

un uomo in rivolta


il concerto di Massimiliano, l'altra sera, non si è tenuto al festival dell'unità, dentro la fortezza da basso di Firenze, ma fuori, sul laghetto dei cigni. Uno "spazio estivo" assegnato al pub "black molly" (un locale che ha fatto, e sta facendo, i milioni fra colazioni e pranzi dei dipendenti dell'agenzia delle entrate e quelli del centro leasing).
Ha fatto mettere un palco e così qualcuno ci può suonare, anche se c'è qualche problema di ..... tensione (elettrica). A dire il vero, c'è anche qualche problema di ...... "pezzenteria", considerato che ai musicisti, da mangiare, hanno dato solo una teglia di pasta e rizzati!
Ad ogni modo, Massimiliano ha cantato e, fra le altre, ha cantato anche questa canzone, bella e ..... "camusiana". Onorandomi di una dedica. Spero di meritarla.

Un Uomo in Rivolta (di Massimiliano Larocca)

Con un peso sulle spalle
con un segno sulla pelle
quando gli ultimi avventori
rimangono soli

Nella mano una lanterna
una luce sempiterna
per aprire un’altra porta
per trovare una risposta

Ha percorso molte strade
sopra il bene e sopra il male
misurando la distanza
tra l’arrivo e la partenza
Un passato da inventare
un futuro da capire
mentre intorno tutto tace
nella guerra e nella pace

E’ solo un uomo che ad ogni oltraggio
contrappone il suo miraggio
il suo nome, la sua faccia
le sue gambe e le sue braccia

Quando il calcolo dei giorni
ha perduto i suoi contorni
è il momento della svolta
per un uomo in rivolta

C’è chi cade e si rialza
c’è chi mostra indifferenza
C’è chi ruba all’innocente
e chi nega l’evidente
C’è chi resta ad ascoltare
le vertigini del cuore
per riflettere un momento
e cavalcare il cambiamento

Come un uomo che ad ogni oltraggio
contrappone il suo miraggio
il suo nome, la sua faccia
le sue gambe e le sue braccia

Quando il calcolo dei giorni
ha smarrito i suoi contorni
è il momento della svolta
per un uomo in rivolta

martedì 1 agosto 2006

paci e guerre ...


"Grazie per il premio per la pace. Come voi, credo nella pace. E noi che crediamo nella pace pensiamo che il più nobile impegno sia quello di convincere ogni persona al mondo a vederla nello stesso modo. Ma non tutti accettano questa visione. Il popolo del mondo è come due tribù nel deserto, una tribù vive in un paese con un pozzo, l'altra in un paese senza pozzo. La tribù con il pozzo vuole la pace, l'altra non vuole la pace, vuole l'acqua! La tribù senza pozzo forse è meno civilizzata, non ha una parola per dire pace, ma ne ha una per dire sete che, data la situazione, è più o meno la stessa cosa. Il Comitato per la Pace nel paese con il pozzo, è buono, saggio, gente bella che non ha sete, perciò ha tempo ed energia per il comitato. La gente con il pozzo parla molto di premi per la pace da dare ad altra gente che vive nel paese con il pozzo. Quelli del paese senza il pozzo non parlano molto di premi per la pace."
Lars von Trier - 10 marzo 2004 (le parole con cui il regista rifiutò il premio che gli aveva conferito il comitato per il cinema di Pace)

lunedì 31 luglio 2006

ri...pensandoci


"Certo, eravamo giovani.
Certo, eravamo arroganti.
Eravamo ridicoli, eravamo eccessivi,
eravamo avventati, sciocchi.
Ma avevamo ragione."

Abbie Hoffman

tribunali, carceri........


CANCELLIERE
Compagni silenzio! entra la Corte!
PRESIDENTE
Introducete l'imputato
CANCELLIERE
Questo tribunale è costituito dai compagni:
Bruni, meccanico.
Gianni, taxista.
Rossi, contadino.
Paoli, studente.
Neri, pensionato.
Presiede il compagno Bori, tranviere.
ACCUSA
Compagno imputato,
perché hai commesso questo reato?
Vuoi dirci in cosa abbiamo sbagliato?...
- "Tribunale del popolo"
di Sante Notarnicola. -
(Volterra, 13 febbraio 1971)

utopie


"E' bello avere intorno persone cui non devi spiegare le battute"
- The Return of the Secaucus Seven - John Sayles

venti luglio


Ci vorrebbe il tempo giusto! Bruma, e una pioggerellina fredda e insistente. Di certo non questo cielo di un azzurro infinito. Certamente non questa luce accecante. E di sicuro non ci vorrebbe questo mare lucente, reso calmo da una brezza di maestrale che lo increspa appena. Viene voglia di andarsene e portarlo via, a pescare! Per poter stare, ancora una volta, l'uno accanto all'altro. In silenzio, gli occhi semichiusi per il sole. Senza pensare. Senza dover dire. Senza dover valutare, come passandoselo da una mano all'altra, il peso di quel che mi ha insegnato: il suo senso di giustizia, il suo amore per la verità, di qualunque veste si ammanti, e il saper ricacciare indietro la paura. Senza ignorarla, guardandola negli occhi. Così come ora ricaccio indietro le mie lacrime e mi dico che non sarei mai stato quel che sono senza la sua sconfinata fiducia e la sua timida approvazione.

martedì 18 luglio 2006

servi, senza se e senza ma


Il "compagno Bertinotti Fausto", dopo aver svolto assai diligentemente l'autocritica ... altrui (che lui ce lo vedo poco, se non per interposta persona!) circa la necessità della non-violenza, adesso ci fa sapere che bisogna mettersi l'elmetto e andare in Afghanistan.
Una poltrona val bene una guerra. Per i peana sulla non-violenza ci sarà tempo, al prossimo apparire del black bloc!

lunedì 17 luglio 2006

il vero è un momento del falso


“La coerenza della società dello spettacolo ha dato ragione in un certo modo ai rivoluzionari, perché è ormai chiaro che non si può riformare il suo dettaglio più insignificante senza disfare l'insieme.”

Guy Debord – Commentari alla società dello spettacolo


...che schiava di roma, iddio la creò!

Non ho mai capito se sia l'Italia o la vittoria (o addirittura la chioma stessa!) ad essere stata creata schiava di Roma, ma qualcuno dovrebbe informare quei tanti milioni di vincitori della coppa del mondo di calcio che, stante quel che cantano in coro, non hanno motivo di lamentarsi per lo striscione sotto il palco, al circo massimo, dove si leggeva che “Roma ringrazia gli azzurri”, anziché (come hanno lamentato da più parti) “l'Italia ringrazia gli azzurri”. A questo punto vien da dubitare che siano anche pronti alla morte, qualora l'Italia dovesse chiamare! Sono certo che nessuno si offenderà, così come nessuno si è offeso per la croce celtica che firmava il manifesto che nello stesso circo massimo portava il Buffon(e) nazionale per informarci tutti di quanto lui sia fiero di essere italiano!

venerdì 14 luglio 2006

what a wonderful world


L'ultimo capitolo di uno dei più bei libri che ho letto lo scorso anno - “Scirocco” di Girolamo De Michele – ha per titolo “What a wonderful world”. E la lista di canzoni che segue (Original soundtrack) precisa come la versione cui si riferisce sia quella eseguita da Nick Cave e Shane MacGowan (anche se quest'ultimo viene erroneamente riportato come “McGowan”).

I see trees of green, red roses too
I see them bloom, for me and you
And I think to myself, what a wonderful world

Vedo alberi verdissimi, e rose rosse
Le vedo fiorire, per te e per me
E dico a me stesso che mondo meraviglioso che è questo.

Potrebbe sembrare strano chiudere un romanzo, che insieme a “L'amore degli insorti” di Stefano Tassinari potrebbe essere usato come libro di testo per un corso di .... educazione alle lacrime, con una melodia del genere. Una canzone che ti viene da ripercorrere solo quelle poche volte che il mondo, per qualche strana ragione, ti sembra essere ... migliore. Una canzone assai conosciuta nella versione canonica che ne da Louis Armstrong. Questa è meglio! A due voci: quella bassa e tenebrosa del pianista, Nick Cave, australiano; e quella roca e sgraziata, quasi stonata, di Shane Macgowan, irlandese, già leader dei Pogues. E potrebbe parlare d'Irlanda questa canzone! Anzi, lo fa senz'altro, nelle corde della voce di MacGowan. Ma il contrappunto scuro dell'australiano è fondamentale!

I see skies of blue, and clouds of white
The bright blessed day, dark sacred night
And i Think to myself, what a wonderful world

Vedo cieli di azzurro, e nuvole di bianco
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura
E dico a me stesso, che mondo meraviglioso che è questo.

A due voci. Maschili, come in uno di quei film di “amicizia virile”, da uomini senza donne. Che sia western o meno. Dove la donna è l'assenza. Quello che manca. Come a dire, che triste meraviglioso mondo!
E, infatti, niente donne dentro questa canzone.

The colors of the rainbow, so pretty in the sky
Are also on the faces, of people going by
I see friends shaking hands, sayin' “how do you do?”
They're really sayin' “i love you”.

I colori dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Li ritrovo anche sulle facce delle persone
Vedo amici che battono le mani, chiedendo “come va?”
E in realtà ciascuno sta dicendo “ti amo”.

Niente donne. Maledizione d'Irlanda, dove le donne più belle e più desiderabili sono “banshee”. Portano sventura, loro malgrado, agli uomini che incontrano. Portano male a chi vuol loro bene.

I hear babies cryin', i watch them grow
They'll learn much more than i'll ever know
And i think to myself, what a wonderful world
Yes i think to myself, what a wonderful world
Oh yeah

Sento i bambini che piangono, li guardo crescere
Impareranno molte più cose di quanto io ne abbia conosciute
E dico a me stesso, che mondo meraviglioso che è questo
Sì dico a me stesso che mondo meraviglioso
Oh sì.

Dicono, in Irlanda, che agli uomini basterebbe avere un pizzico di sale in tasca, per non lasciarsi confondere dalle banshee; per sentire il vento che soffia là fuori. E lasciare il piattino con il latte, fuori della porta. La sera.


giovedì 13 luglio 2006

tre accordi e la verità


"Al banco del bar, il gigante barbuto beve la sua "root beer" ad occhi
chiusi e ascolta. Ci ritrova la storia della sua vita, e della vostra.
Sa bene che chi canta sa le stesse cose di chiunque altro, solo che
chi canta ha la forza e il coraggio di dirle."

Christopher Cook, Robbers

vivere



"Kleist che brucia due volte i suoi manoscritti...
Piero della Francesca cieco alla fine dei suoi giorni...
Ibsen colpito da amnesia che impara di nuovo l'alfabeto...
Coraggio! Coraggio!"

Albert Camus

mercoledì 12 luglio 2006

corto ... come un sogno


Io non c'entro niente con questa storia...ho sentito un'esplosione e sono venuto a vedere”, sono le parole che Corto Maltese, nelle sue storie, si trova assai spesso a pronunciare. Servono a spiegare (?) la sua presenza nei vari ed innumerevoli posti in cui si viene a trovare. Magari, le avrebbe usate, se Hugo Pratt gliene avesse dato la possibilità, per spiegare (o non spiegare) la sua presenza in Spagna durante la guerra civile. Già, perché è proprio lì che il marinaio, nato a Malta, andrà a morire. Sul fronte aragonese, nel 1937. Una storia mai scritta, quella spagnola, se non, forse, nella linea della fortuna disegnatasi da sé solo, col rasoio, sulla mano.
Una storia mai scritta, tranne che in queste tre tavole di Bonvi.





martedì 11 luglio 2006

borgotordo



Facce senza dio (Devil's Angels).Un film del 1967, prodotto da Roger Corman e diretto da un misconosciuto Daniel Haller (destinato a specializzarsi come regista di serie tv), su soggetto e sceneggiatura di Charles B. Griffith .
John Cassavetes (Cody) è il capo di una banda di motociclisti (The Skulls). Per sfuggire ai poliziotti che li stanno braccando, per aver provocato la morte incidentale di un passante, decide di guidarli verso un posto che, con ogni probabilità, non esiste: Borgo del Tordo, adagiato in una qualche baia, luogo utopico di pace e di tranquillità, di cui qualcuno, un tempo, gli ha parlato. La banda non ci arriverà mai. Il verificarsi di una concatenzione di eventi, farà sì che Cody, alla fine, abbandonerà la banda e si allontanerà, da solo, sulla sua moto. Verso Borgo del Tordo?

il linguaggio dell'amore


E' un piccolo racconto, di Robert Sheckley (scrittore di fantascienza, e morto). Credo di ricordare che ha per titolo “Il linguaggio dell'amore”. La fantascienza è solo un grande pretesto, per dire. Parla di un uomo perdutamente innamorato di una donna. L'unico scopo nella vita di quest'uomo è di poter riuscire a dire, con parole perfette, quale sia la reale portata del proprio amore nei confronti della donna. In un bar, mentre beve per trarre da sé, grazie all'alcool, le parole giuste, viene a sapere che in un pianeta lontanissimo, oltre i bordi della galassia conosciuta, esiste una razza aliena che ha creato un linguaggio in grado di poter esprimere ogni reale sfumatura dei sentimenti, umani o simil-umani. E' la loro unica creazione, la loro unica arte. Ed è perfetta. L'uomo si mette in viaggio, e dopo innumerevoli peripezie, riesce a raggiungere lo sperduto pianeta, dove rimane per mesi e mesi a studiare il linguaggio dell'amore, di modo che poi possa riuscire a renderlo con pari intensità anche nella propria lingua. Ora sa. Ora conosce le parole perfette per poter esprimere, senza tema di fraintendimenti, quello che prova nel profondo del proprio cuore. Ripercorre la distanza, con un po' meno peripezie, che lo separa dal coronamento del proprio sogno, e quando si trova al cospetto della donna amata, alla fine, pronuncia le parole:
Ti sono sinceramente affezionato!

E cosa vorrà dire questa storia? Me lo sono sempre chiesto, e continuo a chiedermelo. Vuole essere una banalizzazione del “grande amore”, negandone l'esistenza? Oppure vuole solo essere una condanna di quel gran coglione del protagonista, che invece di viverselo, l'amore, lo pianta in asso per andare ad inseguire il proprio egoismo e la propria vanità?
Sarei portato a propendere per la seconda ipotesi!
Ah, come al solito, chissà poi perché, la donna non c’è mai in questo genere di storie!