lunedì 10 dicembre 2012

misure

gini

Il divario fra i ricchi ed i poveri, in Cina, è cresciuto a tal punto da  fare della seconda potenza economica mondiale, uno dei paesi con maggior tasso di disuguaglianza al mondo. Secondo un'inchiesta, pubblicata da un istituto legato alla banca centrale cinese, il "coefficiente di Gini", nel 2010, è arrivato allo 0,61; laddove il valore "zero" rappresenta una società perfettamente egualitaria dove tutti dispongono dello stesso reddito, mentre il valore "1" descriverebbe una società dove tutte le ricchezze sono concentrate nelle mani di una sola persona (un padrone ed i suoi schiavi).
Attualmente, le disparità di redditi, tra le famiglie, in Cina, sono enormi", argomenta lo studio realizzato da questo centro, creato dall'Istituto di Ricerca sulla Finanza che dipende dalla banca centrale. "Coefficiente di Gini, pari allo 0,61, sono assai rari nel mondo", sostengono gli autori della ricerca.
La crescita delle diseguaglianze sociale è una delle principali preoccupazioni, per il regime comunista cinese, che si trova costantemente di fronte a tutta una serie di problemi, provocati dalla corruzione dei suoi dirigenti locali.
L'indice, sviluppato dallo statistico italiano Corrado Gini, viene considerato un dato particolarmente sensibile, dal governo, che ha evitato di renderlo noto per più di un decennio. L'ultimo indice Gini, per la Cina, risale al 2000, ed allora si attestava sullo 0,412. La cifra attuale, piazzerebbe il paese in testa ad un gruppo di altre 16 nazioni che la Banca Mondiale ha classificato secondo il coefficiente Gini per l'anno 2010.
Per l'anno 2008, la lista della Banca Mondiale comprendeva 47 paesi, di cui il più "ineguale" era l'Honduras, con lo 0,613. Secondo il Global Times, che ha reso pubblici, una settimana fa, i risultati dell'inchiesta, il divario fra ricchi e poveri in Cina ha raggiunto un livello allarmante.

fonte:  http://juralib.noblogs.org

2 commenti:

Anonimo ha detto...

A me risulta che negli ultimi 30 anni i redditi siano aumentati di 7 volte nelle città e di 5 volte nelle campagne e soprattutto che il numero delle persone che si trovano in stato di povertà, su 1,4 miliardi di abitanti, è passato da 250 milioni del 1978 ai 15 milioni di 30 anni dopo.

franco senia ha detto...

Non vedo la contraddizione, fra quello che risulterebbe a te ed il rapporto di cui si parla che fa riferimento al coeffciente Gini, che riguarda il divario.