mercoledì 18 marzo 2026

HABERMAS, ADORNO e la "ASTRAZIONE REALE"

« Dalla rivoluzione francese in poi, la sinistra si trascina dietro un concetto ideologico di democrazia, dove la logica della circolazione delle merci appare come se fosse l'archetipo di una comunicazione "libera" e discorsiva nella sfera politica. In ultima analisi, non si tratta altro che del regno "ideale" della produzione totale di merci, ridotto alla circolazione e contrapposto alla sua vile realtà. Va detto apertamente, e contro la sua iconizzazione messa in atto dalla sinistra radicale: "in ultima istanza", Adorno è un democratico borghese radicale, rimasto legato a un falso concetto di ragione, che egli fa derivare dalla sfera della circolazione, la quale non va mai in maniera conseguente al di là della forma-merce in quanto tale (sebbene vada sicuramente assai più lontano di quanto faccia la maggior parte dei suoi tardivi epigoni). Habermas non ha "tradito" il livello della riflessione adorniana, ma per mezzo della sua "ragione comunicativa", apertamente ricalcata sulla forma-merce, l'ha semplicemente resa più chiara e meno criptica di quella di Adorno. Rendendo impossibile, in tal modo, che si potesse superare storicamente la micidiale "astrazione reale". »

- Robert Kurz - da "La Fine della Politica", su "Krisis", 1994 -

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