martedì 22 maggio 2012

conseguenze

Pontiac

Fu una delle ribellioni più significative nella storia dell'America coloniale, quella che ebbe inizio quando una confederazione di tribù sotto la guida del capo Pontiac attaccò le forze britanniche a Fort Detroit. Era il 1764, e la guerra di Pontiac avrebbe infuriato per quasi due anni, prima che si raggiungesse una tregua - ma le conseguenze si sarebbero rivelate assai più drammatiche rispetto della stessa rivolta.
Per i nativi americani, fu la prima volta di una resistenza multi-tribale contro gli intrusi europei. Come fu anche la prima delle guerre indiane che non concluse con la sconfitta totale dei nativi americani. Pontiac impose un punto di vista pan-tribale destinato a modificare le susseguenti tattiche e strategie dei leader indiani. Per gli inglesi e per i coloni americani, il conflitto causò l'introduzione di nuove politiche che avrebbero portato direttamente alla guerra d'indipendenza americana. La ribellione di Pontiac documenta anche il primo tentativo di guerra biologica nella storia del Nord America.
Verso la metà del 1700, le Nazioni Indiane dell'Interno orientale erano completamente circondate dagli invasori europei. Quando gli inglesi entrarono in conflitto con i francesi, per il controllo del Nord America nel quadro della Guerra dei Sette Anni, i nativi americani si schierarono con i francesi, i cui progetti sulle terre indiane si limitavano al redditizio commercio di pellicce, piuttosto che alla colonizzazione. Nel 1760, dopo sei anni di guerra, i francesi si ritirarono improvvisamente dalla valle dell'Ohio e dai Grandi Laghi occidentali, permettendo così agli inglesi di occuparli. Pontiac, capo di una delle tribù indiane, tuttavia, rifiutò di arrendersi agli invasori affamati di terra, che non avevano alcun interesse a cementare l'amicizia scambiando doni.
Per l'inizio del 1763, Pontiac era riuscito - per la prima volta nella storia delle guerre indiane - a mettere insieme una vasta coalizione delle nazioni indiane (spesso in guerra fra di loro). Il 7 maggio, sferrava il suo attacco iniziale contro Fort Detroit. L'assalto era stato previsto, e il 120 uomini della guarnigione resistettero con successo ai vari tentativi di Pontiac. Ma solo due giorni dopo, la confederazione indiana attaccava i coloni isolati, al di fuori di Fort Detroit, e metteva sotto assedio la guarnigione del forte. Nel giro di poche settimane, erano stati presi tutti i forti ad ovest di Niagara, ad eccezione di Detroit e Pitt. In seguito a queste vittorie incredibili, all'inizio di settembre, gli indiani erano in procinto di ottenere una vittoria totale.
Ma all'insaputa di Pontiac, i francesi avevano già firmato un trattato di resa che poneva fine ad ogni ostilità tra le due potenze coloniali. Ora, gli inglesi potevano rivolgere tutta la loro attenzione alla rivolta di Pontiac. E lo fecero, con una brutalità genocida. Il generale Jeffrey Amherst - il comandante della forze britanniche in Nord America - ordinò di far pervenire agli indiani, coperte infestate con il virus del vaiolo. Migliaia e migliaia di nativi americani vennero spazzati via dall'epidemia.
Quando la notizia della conferma della resa francese, alla fine, arrivò alle orecchie di Pontiac, fu un colpo decisivo per la ribellione. Gli inglesi colsero l'occasione per porre fine al conflitto, che stava diventando troppo costoso, e fare la pace. Acconsentirono ad istituire la cosiddetta linea degli Appalachi - oltre la quale gli insediamenti non potevano invadere il territorio indiano.
Re Giorgio III avrebbe ben presto rinnegato la sua promessa ma - cosa assai più significativa - i coloni si infuriarono, a causa dell'ordine del re, credendo che l'espansione illimitata verso ovest fosse loro diritto, e il loro destino. Il risentimento aumentò ulteriormente, quando vennero introdotte delle nuove tasse per finanziare la difesa contro gli indiani. Quando, più tardi, scoppierà la guerra d'indipendenza, la maggior parte degli indiani combatterà dalla parte di quello che prima era il loro nemico, la Gran Bretagna.
Per quanto riguarda Pontiac, dopo la mancata cattura di Fort Detroit si ritirò, ma continuò ad incoraggiare resistenza contro l'occupazione britannica. Anche se gli inglesi avevano pacificato con successo la rivolta, decisero di negoziare comunque con il capo degli Ottawa, come segno di rispetto. Pontiac incontrò il sovrintendente agli affari indiani britannico nel luglio 1766, e pose ufficialmente fine alle ostilità. Tre anni più tardi, il 20 aprile 1769, venne assassinato. Si disse che gli inglesi avevano commissionato il suo assassinio.

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