martedì 28 aprile 2026

LA STRADA PER LA BARBARIE…

DAL SIONISMO AL DOMINIO DEGLI ULTRAS: la Crisi interna della società israeliana !!

- di ROBERT KURZ -

«   Da parte sua, Israele - in quanto Stato Capitalista tra gli altri Stati Capitalisti - non solo non può sfuggire alla sua assoluta alterità, ma attraversa anche quegli stessi processi di Crisi che occorrono nello spazio capitalista planetario di tutti gli altri stati; e proprio a causa della sua esistenza economica precaria e sovvenzionata, rispetto all'Occidente, affronta anche alcune particolari vulnerabilità. Tuttavia, poiché Israele, per poter essere uno Stato capitalista, bisogna che non sia consapevole della sua vera legittimità - o al più può farlo solamente in maniera altamente superficiale ( vale a dire, positivamente, in quanto rifugio per ebrei perseguitati dall'antisemitismo; e solo con una comprensione esterna e tronca della natura di un simile antisemitismo) - deve perciò rispondere alla Crisi, facendolo con la stessa regressione e la medesima ferocia di tutti gli altri Stati, da cui però viene definita Alterità assoluta: la spinta ebraica alla normalità borghese si riproduce, anch'essa, in forma negativa. Sebbene Israele, presentata come Alterità, non possa ovviamente mobilitare un suo proprio antisemitismo come se fosse l'ultima riserva interiore della soggettività borghese (come fanno tutti gli altri Stati) , essa rimane tuttavia e comunque realmente presente in questo mondo, in quanto parte integrante del suo sviluppo, e quindi anche del suo sviluppo, e cammino, verso la Barbarie!

   L'Alterità imposta, non rende così Israele un'Alternativa storico-sociale positiva, né tantomeno rende il suo popolo fondamentalmente diverso. E sebbene il razzismo anti-arabo in Occidente rimanga solo una forma di razzismo tra le altre - e non sia adatto a servire, di fronte all'imminente autodistruzione del soggetto borghese, come proiezione della proprio auto-alienazione su un oggetto esterno - in Israele, questo Razzismo deve tuttavia svolgere il ruolo, in maniera improvvisata, di sostituto della corrispondente forma di crisi antisemita della soggettività capitalista (in atto altrove), e che lì non è possibile. Ed è in questo senso che Israele sta proseguendo la sua propria strada verso la Barbarie; la quale, tuttavia, nelle sue manifestazioni esteriori difficilmente differisce da quella dei suoi ostili vicini arabi. (...) Dal momento della fondazione di Israele, gli ultraortodossi formarono una teocrazia separata, all'interno dello Stato di Israele, fondamentalmente ostile al sionismo laico; una posizione questa che, nelle condizioni della NUOVA CRISI MONDIALE CAPITALISTICA, è diventata particolarmente adatta a dare inizio al processo di DISGREGAZIONE INTERNA dello STATO & della SOCIETÀ verso i prodotti postmoderni e post-statali della BARBARIZZAZIONE. E i parallelismi con i vicini regionali ostili non potrebbero essere più evidenti o più imbarazzanti. Per agire come fermento di questo processo distruttivo, le forze ultra-ortodosse dovettero allora emergere dalla propria esistenza isolata - senza tuttavia rinunciare alle loro pretese clerico-reazionarie - e iniziare a fondersi, seppur in maniera contraddittoria, con le altre tendenze sociali che si muovevano nella stessa direzione.(...) Era pertanto inevitabile che la mobilitazione religioso-politica reazionaria, nata dalla convergenza di fanatici ultraortodossi e ultranazionalisti religiosi, iniziasse a fondersi con questa "orientalizzazione" etnopolitica: un mix di fondamentalismo religioso, nazionalismo estremista e di etno-politica combinati in un'unica miscela; un vero e proprio caso da manuale di politica distruttiva di barbarizzazione in tempi di crisi.»

- ROBERT KURZ - da "Weltordnungskrieg. Das Ende der Souveränität und die Wandlungen des Imperialismus in Zeitalter der Globalisierung" - Bad Honnef 2003 - (traduzione - e tradimento - mia !!!)

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