martedì 5 gennaio 2010

La Mazurka di Marx



L'Associazione Internazionale dei Lavoratori (più tardi conosciuta come la Prima Internazionale) venne fondata nel 1864, a partire dalla sua celebre dichiarazione per cui 'l'emancipazione delle classi lavoratrici deve essere opera delle stesse classi lavoratrici, che la lotta per l'emancipazione delle classi lavoratrici non è una lotta per privilegi e monopoli di classe, ma per ottenere uguali diritti e doveri, e l'abolizione di tutte le classi'.
L'anno successivo, l'Associazione Internazionale dei Lavoratori promosse una conferenza a Londra, nel quadro della quale, il 28 settembre 1865, si tenne una serata presso il Padiglione St Martin's a Long Acre.
Secondo il programma, lo scopo era quello di 'Celebrare la fondazione dell'Associazione; accogliere i delegati continentali; e congratularsi con il popolo americano per l'abolizione della schiavitù e il trionfo della Repubblica'. Si prometteva 'Tè alle sette e mezzo. Durante il tè si esibirà la banda della Società Operaia Italiana'. Ci sarebbero stati discorsi in inglese, francese e tedesco, e canti dal coro tedesco.'
Poi ci sarebbe stato il tempo per ballare, con un ambizioso programma internazionale di stili di danza:

1. - Palermo Polka - Canti
2. - Quadrille
3. - Schottische
4. - Valse - Godfrey
5. - Lancers- Albert
6. - Mazurka
7. - Caledonians - Cootes
8. - Varsovienne - Tonatta
9. - Polka Italia - Martini

Un intervallo di 20 minuti per il rinfresco e poi

PARTE II

1. - Parisian Quadrille
2. - Schottische
3. - Lancers - Albert
4. - Valse - Godfrey
5. - Polka La Bella - Gigogine Giorgi
6. - Caledonians - Cootes
7. - Mazurka
8. - Quadrille
9. - Varsovienne e Gallop

'La sala era adeguatamente decorata con le bandiere dei vari paesi, il posto d'onore era stato assegnato alla bandiera stelle e strisce americana. La serata doveva servire ad un triplice scopo - in primo luogo, celebrare l'anniversario dell'Associazione, in secondo luogo, dare il benvenuto ai delegati continentali e, in terzo luogo, adottare un indirizzo al popolo americano, congratulandosi per l'abolizione della schiavitù.
I discorsi vennero intervallati da musica e canti dalla Banda garibaldina e Coro operaio tedesco, che regalarono la Marsigliese ed altri pezzi, con un grande effetto.
La sala venne poi liberata per la danza, cosa che diede luogo a svago e divertimento per alcune ore. Alle due, il comitato e i delegati si riunirono nella sala commissione, dove Citizen Cremer venne ringraziato da tutti i delegati per lo splendido successo della serata'.

Karl Marx era certamente presente alla conferenza.
Non so se abbia ballato per quattro ore!

2 commenti:

nico ha detto...

vorrei soffermarmi un attimo sulla dichiarazione che hai evidenziato in neretto per fare una mia considerazione sul discorso dell'attuale lotta per i diritti sacrosanti di tutti i lavoratori.
pur condividendone la maggior parte dei contenuti, spesso ho pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato in queste lotte, anche da parte della classe operaia, che ha impedito spesso di ottenere. il top di questi errori secondo me è proprio il non considerare che c'è chi pretende senza dare, che esiste un popolo di qualunquisti che usufruisce di queste lotte, danneggiando chi invece meriterebbe bel altri risultati dopo queste lotte.
parlo di persone che, non schierandosi mai, aspettano solo le decisioni sindacali in loro favore, senza tenere conto della collettività. ed è proprio fra queste persone che si trova chi, per esempio, all'ufficio postale è incurante di chi aspetta in fila, di chi in generale non si sbatte per gli altri durante il proprio lavoro (bertoli disse qualcosa del genere dentro "a muso duro").
altri che sono gente comune come noi, che meriteremmo ciò che noi stessi faremmo per loro. almeno in termini di preoccupazione per pezzettini di vita che vengono loro rubati.

franco senia ha detto...

Tralasciando il fatto che, assai spesso, le decisioni (e sottolineo decsisioni) sindacali risultano essere peggiorative delle condizioni di vita di chi percepisce un salario; ritengo che il punto principale di quello "statuto" risieda nella "abolizione di tutte le classi".
Detto questo, a fronte delle tue considerazioni, vien da commentare - con Brecht - che forse converrebbe sciogliere questi lavoratori, ed eleggerne degli altri!!! ;-)