mercoledì 6 luglio 2011

Hegel ed Haiti

arton564

Come ha dimostrato Susan Buck-Morss, nel suo saggio "Hegel e Haiti", la rivolta degli schiavi ad Haiti, che ebbe successo e che portò alla Libera Repubblica di Haiti, fu per Hegel il punto di riferimento muto (e proprio perché muto, tanto più efficace), o meglio la causa assente della sua dialettica fra Padrone e Schiavo, dapprima delineato nei suoi manoscritti di Jena, e poi sviluppato nel suo "La fenomenologia dello spirito".
Partendo da una semplice asserzione: - "Non c'è alcun dubbio che Hegel ed Haiti vanno di pari passo" - Susan Buck-Morss condensa il risultato esplosivo di un corto circuito tra due termini eterogenei - "Hegel ed Haiti" - ed è forse proprio questa la formula più succinta del comunismo.
"I filosofi europei del secolo dei Lumi tuonano contro la schiavitù, tranne laddove esiste realmente. Anche se deplorano il fatto che delle persone possano essere ridotte in schiavitù (metaforicamente parlando) da dei regni tirannici, ignorano con ostentata superbia la schiavitù vera e propria che sta esplodendo su larga scala nelle colonie, quando non la scusano per motivi razzisti-culturali. Oggi, facendo eco alla rivoluzione francese, gli schiavi neri di Haiti si sono ribellati nel nome degli stessi principi di libertà, uguaglianza e fraternità, che erano il test, il battesimo del fuoco per gli ideali dell'Illuminismo francese. E ciascun europeo che appartenga alla categoria degli studiosi borghese ne è informato. Oggi, gli occhi del mondo sono rivolti a Santo Domingo. Ad Haiti, si è verificato l'impensabile (per lo spirito europeo del secolo dei Lumi): la rivoluzione haitiana ha fatto il suo ingresso nella storia con questa caratteristica singolare, quella di essere impensabile, sebbene abbia avuto luogo".
Gli ex schiavi di Haiti si sono impossessati delle parole d'ordine dei rivoluzionarie francesi, prendendole più alla lettera degli stessi francesi. Ignorandone tutte le restrizioni implicite che abbondavano nell'illuminismo (libertà - ma solo per gli adulti, dotati di ragione, non certo per i barbari e per i selvaggi che prima avrebbero dovuto seguire un lungo processo educativo che facesse loro acquisire i meriti per la libertà e per l'uguaglianza).
Tutto questo ha dato luogo a momenti realmente "comunisti", come quella volta che i soldati francesi (inviati da Napoleone per schiacciare la ribellione e ripristinare la schiavitù) arrivando in prossimità dell'armata nera degli schiavi neri (auto)liberati, sentirono un mormorio indistinto sorgere dalla folla nera. Dapprima i soldati supposero che doveva trattarsi di qualche canto di guerra tribale, ma poi si avvicinarono, e si resero conto che gli haitiani stavano cantando "La Marsigliese", e cominciarono a chiedersi a voce alta se non stessero combattendo dalla parte sbagliata.

2 commenti:

gianni landi ha detto...

"libertà ma solo per gli adulti e dotati di ragione.." io come anarco- bolscevico suggerirei anche un "esamino" prima di votare o di partorire...delle ceppe di cazzo (geneticamente parlando),oltretutto mal"educate".Eh Franco, se uno nasce quadrato..muore quadrato e non tondo! Ogni tanto diciamoci anche qualche bischerata!Omnia licet!!e dagli con questi latinismi. Un operaio mi direbbe:"..comunque..la maiala di tu'MA!! Ciao Gianni

franco senia ha detto...

Il casino con gli esamini, Gianni, sta nel fatto che prima di stabilire chi sono quelli deputati a fare gli esamini ... bisogna far loro un esamino. E già votare è meno foriero (ebbene sì, ho detto foriero!!!) di conseguenza che partorire ( forse per questo agli uomini non è dato farlo, ma solo alle donne). Quadrati o tondi, mi sa che di qui non se ne esce

ciao
franco