24 luglio 2008

Deserti



Pancho e Lefty
di Townes Van Zandt

Vivere sulla strada, amico mio, ti fa restare libero e puro
Ora tu indossi la tua pelle come un'armatura
E il tuo respiro è forte come kerosene
Non eri l'unico figlio di tua madre, ma eri il preferito
Lei cominciò a piangere quando la salutasti
e si sentì come affogare dentro i tuoi sogni
Pancho era un giovane bandito, il suo cavallo veloce come acciaio lucente
La pistola infilata nella cintura dei pantaloni
In faccia a tutto il mondo onesto che volesse sfidarla
Panchò andò incontro al suo destino - lo sai - nel deserto giù in Messico
Nessuno ascoltò le sue ultime parole, purtroppo è così che andò
I federali dicono che avrebbero potuto catturarlo quando volevano
Lo lasciarono scappare solo per pietà, suppongo
Lefty non poteva cantare i blues per tutta la notte, come era solito
La polvere che Pancho sputava andava a finire nella bocca di Lefty
Il giorno in cui stesero il povero Pancho, Lefty se la filò in Ohio
Dove poteva procurarsi tutti i soldi che gli servivano senza che
nessuno lo riconoscesse
I federali dicono che avrebbero potuto catturarlo quando volevano
Lo lasciarono scappare solo per pietà, suppongo
I ragazzi raccontano la storia di come Pancho cadde, ed ora Lefty
dorme nei motel da quattro soldi
Il deserto è quieto, Cleveland è fredda
E così finisce la storia che vi abbiamo raccontato
Pancho ha bisogno delle vostre preghiere, è vero, ma lasciatene da
parte qualcuna per Lefty
Lui ha fatto solo quel che doveva fare, e ora sta diventando vecchio
I federali dicono che avrebbero potuto catturarlo quando volevano
Lo lasciarono scappare solo per pietà, suppongo
Pochi federali, oramai vecchi, dicono che avrebbero potuto catturarlo
quando volevano
Lo lasciarono scappare solo per pietà, suppongo

23 luglio 2008

storie



Le storie finiscono, certo. Ma lasciano sempre qualcosa, i ricordi, belli e brutti, e le colpe ed il loro senso. Così Francesco "Bifo" Berardi - ma non solo lui - non si sottrae a questa legge. E ci scrive sopra!
Mi sono sempre chiesto come possa avvenire che, a partire da premesse ed analisi del tutto simili e condivise, si possa finire per arrivare a conclusioni del tutto divergenti. Ma, con ogni probabilità, è proprio dalla "idendità meschina" che tutto procede! Il salto lo si spicca solo in un certo momento della vita, mai prima e mai dopo, e la spinta la si trae da una sorta di "carburante" ben preciso che produce energia solo se acquisito in un momento determinato. C'è quel libro che va letto in quel preciso periodo, c'è quel film che va visto solo in quel mese di quell'anno. Non sarà servito a niente se è stato troppo presto e non servirà a niente se sarà troppo tardi! Il mondo cambia, e ci cambia, certo. Le persone cambiano molto meno, assai spesso non cambiano punto. La storia degli anni settanta ha fatto entrare in scena una generazione che, con cuore e generosità, non ha saputo sottrarsi alla speranza della "politica"( e della democrazia rappresentativa ), una generazione il cui "love affair" con il partito comunista ha prodotto perversioni che, ogni qualvolta si doveva consumare l'amplesso elettorale, sono state chiamate col nome di "scheda rossa", ed in mille altri modi ameni che adesso non riesco quasi più nemmeno a ricordare.
Oggi, nella nuova analisi, il "grande partito del proletariato" nonostante abbia finito per essere assunto - finalmente - per quello che è, continua a far scattare la solita vecchia trappola che vuole e richiede il "confronto". Oggi non ci sarebbero più le masse proletarie ed operaie, bensì un esercito di depressi da ... non lasciare soli. La politica diventa terapia! Ieri con i metalmeccanici, domani con i piddini loro malgrado. L'intelligenza si auto-umilia e le montagne partoriscono topolini. Combattere la "spaventosa barbarie totalitaria" con le armi spuntate della democrazia rappresentativa, agitando lo spettro di una "lista comunale" che diventi maggioranza, ha tutto il sapore di un esperimento che rispetterà la regola marxiana della storia che si ripete: la prima volta in tragedia, la seconda in farsa.
Il luogo delle urne elettorali è luogo ipotecato da sempre, come il luogo del partito e del sindacato.
Semplicemente, la cosiddetta "idendità gloriosa", cui Bifo fa riferimento nel suo scritto, non è mai esistita. Gli "interessi operai" erano stati venduti quasi da subito, e non solo "in cambio di una miserabile partecipazione al potere dominante". Ma anche solo per denaro, banalmente!
Forse oggi, davvero, il sogno della rivoluzione (politica in senso comunista o anarchica in senso sociale) è svanito. Ed anche il soggetto si allontana e si confonde in mille colori e in mille territori. Forse non è dato ipotizzare insurrezioni che riescano, anche nella limitatezza di una sola giornata, a ridarci il senso del tempo, umano e sospeso, della rivolta. Ma riprendersi il tempo, provare a riprenderselo, significa anche sottrarlo alla costrizione e all'infelicità del vecchio mondo. Anche a quella delle urne!

22 luglio 2008

fotografie



"Guardare una vecchia fotografia di se stessi, o di una persona che si conosce, o di un personaggio pubblico molto fotografato, significa per prima cosa pensare: quanto più giovane ero (o era) allora"

Susan Sontag, "Sulla fotografia"


"L’osservatore sente il bisogno irresistibile di cercare nell’immagine quella scintilla magari minima di caso, di hic et nunc, con cui la realtà ha folgorato il carattere dell’immagine, il bisogno di cercare il luogo invisibile in cui, nell’essere in un certo modo in quell’attimo lontano si annida ancora oggi il futuro, e con tanta eloquenza che noi, guardandoci indietro siamo ancora in grado di scoprirlo"

Walter Benjamin

21 luglio 2008

quello che non ho ...



" (...) Vi si sentirà battere il cuore di una inedita Sicilia ionica, dove «mafioso» voleva dire «sgargiante, superbo, leggiadro», e si diceva di una ragazza; vi si potrà, pellegrinando fra le verità sommerse della civiltà «familiare», trarre a riva qualche inaffondato relitto; riconoscere nella compianta figura dei padri l'immagine di un'alleanza di occhi e mani leali, l'ipotesi, insomma, di una comunità e di una terra abitabili... In quanto a me, infine, a me che scrivo, e di ricordi mi ammalo, e coi ricordi mi curo, chissà che non sorprenda fra tanti risorgimenti la macchia di sangue, il ramo d'oro, l'ustione celeste, il segno che aspetto per riconvincermi di esistere (memini ergo sum!) e per ritrovare, in guerra col tempo, la mia dilapidata immortalità di bambino. (...)"

Gesualdo Bufalino
- Museo d'Ombre - Sellerio

17 luglio 2008

belle età



"Avevo vent'anni. Non permetterò mai a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita".
Così Paul Nizan cominciava il suo "Aden - Arabia", un libro che, come ebbe a scrivere Jean Paul Sartre nella sua introduzione, parlava della giovinezza, ai giovani, e riusciva a farlo in quanto avrebbero riconosciuto, nella voce di Nizan, la propria voce: "egli può dir loro tutto perché è un bel giovane mostro, come loro". E' il diario disperato di chi non sopporta il mondo che lo circonda e decide di partire alla ricerca di un'umanità meno falsa. Inutilmente.
Tornerà, uomo in rivolta, a finire di imparare la propria parte nel mondo. A caro prezzo. Comunista, alla sottoscrizione del patto Molotov-Ribbentrop, straccerà pubblicamente la tessera del partito, così sarà - parola di Thorez (leader dei comunisti francesi) - un provocatore al soldo della polizia.
Morirà a trentacinque anni, nel 1940, combattendo contro i nazisti, nella battaglia di Dunkerque. Una pallottola lo lascerà giovane, per sempre, come il suo libro!

08 luglio 2008

Intermezzo siracusano



Dovrei tornare mercoledì 16 luglio!
Salud

Viola



Questi giorni di buio di lutti di vergogne
avvicinandomi alla parola fine della stesura
che credo sia quella definitiva, stilato
un "intervento" ecco ore diciotto dell'8 luglio

(...)

Ora che s'è fatto silenzio,
a denti stretti ciao - ma ciao dove
se non su questo pianeta che tu bella
infioravi? Luce succo esalati come
scoppia la melagrana al troppo sole.

Tu clandestina.

( ... )

S'è acceso all'orizzonte il faro
che illumina San Miniato musiva,
le verdi colline del Fiore sulla sera.
Egli ha detto: « Aiutami, insieme daremo
voce e lume alla sua storia. Ci spenderò,
io, nel trascriverla, il resto della vita».

E tu non gioire dagl'inferi
del loro cordoglio, bella, del loro
vecchio cuore ... Sei stata di questo
pianeta Italia molecola impazzita,
nel tuo occhio trapassano a fissarlo,
i suoi lutti recenti le quotidiane sozzure.

Massima la "sopraffazione di classe", certo,
come le lotte operaie le feste la poesia.
Tu, esemplare d'allucinata speranza, stolta
vestale della felicità ché Morte d'entro 'l cor
me tragge un core. « Ma cosa citi? Il referente
è altrove
», dài, protesta, «e che squallido epifonèma

Natascia ha poi detto: «Era l'allodola venuta
a posarsi sul gàttice infido, così è caduta».

Vasco Pratolini - Il mannello di Natascia - Einaudi

07 luglio 2008

partenze



“Uno scrittore da combattimento, satanico quel tanto che occorre…” - così l'aveva definito Valerio Evangelisti. Thomas Disch, scrittore di fantascienza, autore di opere memorabili come Campo Archimede ( Camp Concentration ), capace di portare la narrativa di genere su sentieri inesplorati. Si è suicidato, la notte del 4 luglio!