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In una cameretta per ragazzi, le tende tirate, buio, tranne che per la luce ambrata che emana da una radio, uno di quei modelli anni '50. Due ragazzi, due fratelli, uno di sei e l'altro di dodici anni, sdraiati sul letto, ascoltano una stazione che trasmette musica country dal Grand Ol' Opry, cantando.
Due anni dopo, il più giovane dei due suona "
Desolation Row" con il suo ukulele. Ben presto abbandonerà quello strumento per imparare il flauto, il violino e la chitarra.
Nel giro di dieci anni,
Garnet Rogers, sarà sulla strada, musicista a tempo pieno insieme a suo fratello Stan.
Questa canzone parla di due fratelli...
Frankie e Johnnydi
Garnet RogersIo e Johnny eravamo fratelli
Sebbene non ci assomigliassimo molto
Non avevamo molto in comune
Condividevamo poco più che il cognome.
Lui era grande e vivace e bello
Io ero tranquillo, pallido e schivo
Parlava come un fulmine
Io spiccicavo parola a malapena
Laddove io incespicavo, lui avrebbe potuto volare.
Così, otteneva tutto facilmente
Mentre io dovevo darmi da fare
Dove io procedevo quasi strisciando
Johnny aveva il tocco di Mida
Era veloce ad arrabbiarsi, veloce a ridere, veloce a battersi
Veloce a perdonare
Viveva ogni giorno come se fosse l'ultimo
Io, semplicemente vivevo
Andò via di casa quando io avevo diciotto anni
Rammento ancora la sua faccia
Aspettammo invano una sua lettera
Via via che si spostava da una città all'altra
Io mi sistemai e mi sposai
Feci un mutuo e due figli
E gli invidiai la sua libertà
Ed imparai presto anche a nasconderlo.
Coro:
Se ami qualcuno
Puoi darlo a vedere?
Tienili vicini a te e dillo loro
Cosicché sappiano
Prima che sia troppo tardi
Da' loro tutto l'amore che hai, giorno per giorno.
Johnny morì quando io avevo trent'anni
Una morte senza senso, quasi per caso
Lo seppi, misi giù il telefono
Non riuscivo a respirare
I miei genitori la presero anche peggio
Perché io avevo perso un fratello
Ma loro avevano perduto il figliol prodigo
Ciascuno prese su di sé il dolore dell'altro
Provai a sostituire Johnny
Provai ad essere un figlio migliore
Per poco non mi uccise, provare a vivere per due
Potevo solo vivere una vita
CoroCosì mi ritrovai ad essere il solo
Ad andare a prendere i suoi effetti personali
Non ho parole per dire quanto fosse duro frugare i suoi cassetti
Mi sembrava così reale, così vicino
Quest'uomo che avevo conosciuto a malapena
Per la cui libertà ero così risentito
Con ogni cosa che mi girava intorno
E fu così che trovai il pacchetto
Era legato con uno spago
Tagliai il nodo, e lo aprii
E mi rivelò così tante cose
C'erano le lettere
Che non aveva mai spedito
Erano quasi tutte indirizzate a me
E ad ogni pagina, mi rivelarono il prigionero
L'uomo che io avevo immaginato libero
Aveva scritto "Frank
tu pensi che io abbia così tanto
E in realtà ci sono poche cose che non ho fatto
Ma tu sei amato e capace di restituire amore
Sei tu quello fortunato
Il solo fortunato, Frankie
Hai famiglia, amici ed una moglie
E tutto quello che diranno quando non ci sarò più
è che ho avuto una vita intrigante"
E ancora "Frank io non so proprio dire quelle parole
Siamo così diversi noi due
E se tu stai leggendo allora io sono morto
Così Frank, io ti voglio bene"
CoroIl giorno dopo era tardi
Quando arrivai a casa
Mia moglie era già a letto
Si allungò, si stiracchiò e mi fece spazio
"Va tutto bene?" chiese
E io mi sdraiai sul letto e la tenni vicino
E le baciai i capelli
Poi prendendole la mano
"Ti voglio bene". Dissi.
Coro