mercoledì 22 febbraio 2012

Re Bomba

re bomba

"King Bomb", nella foto d'epoca, era un negozio di specialità gastronomiche. Si trovava a Old Compton Street, nel quartiere di Soho, ed era specializzato in prodotti italiani. Vino, pasta e prosciutto affumicato. Ma il negozio commerciava anche in marmo di Carrara. Il proprietario era tale Emidio Recchioni, originario di Ravenna, dov'era nato nel 1864. Ferroviere, repubblicano convertitosi all'anarchia, era stato condannato a tre anni di reclusione in seguito alla repressione che seguì all'attentato contro Francesco Crispi. In seguito, deportato sull'isola di Ustica, riuscì ad evadere e a rifugiarsi a Londra.
Re Bomba (un ironico riferimento a Ferdinando II, re delle due Sicilie) era assai ben frequentato. Scrittori inglesi, intellettuali e politici, ma anche esuli e, ben presto, con l'ascesa di Mussolini al potere, anche antifascisti italiani. Un cerchio di amicizie, vasto ed influente, di socialisti e liberali, fra i quali James Ramsay MacDonald, laburista che nel 1924 sarebbe diventato
primo ministro.
L'influenza di Recchioni, il suo ruolo come promotore e finanziatore del movimento antifascista (compresi "Gli Arditi del Popolo), lo avevano reso un obiettivo ad alta priorità, per la polizia segreta di Mussolini, l'OVRA. Ma non solo; anche il tenente colonnello John F.C. Carter, Vice Assistente Commissario della Polizia Metropolitana, era interessato alle attività di Recchioni. Le informazioni, a Carter, arrivavano direttamente dall'OVRA e dalle varie agenzie private filofasciste (i cosiddetti "Casuals"): c'era un Ufficio del Fascio, aperto in Noel Street, vicino a King Bomba, con lo scopo di monitorare ed intimidire la comunità italiana, ufficio che sarebbe poi divenuto la base non ufficiale dell'OVRA.
Nel 1929, gli agenti dell'OVRA in combutta con la Polizia Metropolitana cominciarono a far circolare storie, sui giornali inglesi ed italiani, a proposito del fatto che Recchioni stesse organizzando e finanziando complotti per assassinare Mussolini. Carte diede credito a queste storie , lamentandosi allo stesso tempo con l'OVRA, circa il fatto di essere limitato nelle sue possibilità di agire contro Recchioni, dal momento che questi aveva un'amicizia personale con il primo ministro MacDonald. Ed anche la nazionalità, che fino a quel momento era stata negata a Recchioni a causa degli sforzi di Carter, gli era stata concessa, quando MacDonald era entrato a Downing Street.
E' il 1931, quando Recchioni arriva a Bruxelles, con il suo nuovo passaporto britannico, seguito da vicino da un certo J. O’Reilly, dello Special Branch, che scrive in un rapporto (che avrebbe dovuto rimanere segreto fino al 2035!) che il viaggio avrebbe dovuto portare all'arresto dello stesso Recchioni, senonché, Lord Tranchard (allora ministro degli Interni) aveva preferito fermare il corso della giustizia, piuttosto che far emergere delle "informazioni sensibili". Quale che fossero queste informazioni non lo si sa, a tutt'oggi. Lo scopo del viaggio di Recchioni, a detta di O'Reilly, era di incontrarsi con dei membri del CIDA (Comitato Internazionale di Difesa degli Anarchici, con sede a Bruxelles) e con Angelo Sbardellotto, 28 anni, minatore, anarchico.
Sbardellotto verrà arrestato, nel giugno dell'anno successivo, mentre in possesso di due bombe a mano, di una pistola e di un falso passaporto svizzero. La sua missione - secondo la confessione estorta con la tortura dagli agenti dell'OVRA - era quella di assassinare Mussolini.
Recchioni - proclamava O'Reilly nel suo rapporto - lo aveva rifornito con denaro, armi e piani per l'attentato. La polizia segreta italiana spedì a Londra la confessione firmata da Sbardellotto, insieme ad una lista di date in cui si sospettava avessero avuto luogo gli incontri, ed una richiesta di estradizione per Recchioni.
Il Ministero degli Interni ordine di fare un'indagine sul registro dei passeggeri in partenza da Dover e Folkstone, per vedere se le date coincidevano con quelle che i fascisti avevano estorto a Sbardellotto. Coincidevano.
Le cose si complicarono dell'altro, quando sul Daily Telegraph, che citava fonti italiane, veniva identificato Recchioni come uno di coloro che erano coinvolti nel fallito tentativo di attentato. Recchioni, in risposta, querelava il quotidiano per danni alla sua reputazione. I legali del Daily Telegraph contattarono il colonnello Carter, chiedendo il suo aiuto per autenticare la validità delle loro informazioni. Lord Trenchard, il nuovo capo della poliza, scrive a Herbert Samuel, nuovo ministro degli interni del governo MacDonald:
" Il Daily Telegraph ha contattato il colonnello Carter per sapere se li poteva aiutare, ma abbiamo detto loro che l'unica risposta possibile è che egli non può fornire alcuna prova."
La cosa era palesemente falsa. C'erano molte cose che Carter avrebbe potuto dire, ma se fosse salito sul banco dei testimoni avrebbe dovuto spiegare, sotto giuramento, perché il procedimento di naturalizzazione inglese dell'anarchico italiano era stata accelerata dopo l'arrivo di MacDonald a Downing Street. E che questo era avvenuto contro ogni suo parere, e sulla base di ciò che sapeva, ma anche da dove provenivano quelle informazioni (informatori dell'OVRA e agenti provocatori), compreso il tentativo fatto da Recchioni di comprare un aeroplano in Inghilterra, per una missione non meglio specificata in Italia.
In una nota segreta, Trenchard faceva osservare a Samuel:
"E' deplorevole che Recchioni possa ottenere un risarcimento dal Daily Telegraph, ma non vedo come lo si possa evitare".
Samuel approvò tale decisione, e Carter non si presentò mai all'udienza. Il Telegraph perse la causa. Recchioni, che aveva speso appena 35 sterline per finanziare Sbardellotto, ricevette 1.117 sterline, per i danni.

4 commenti:

alpexex ha detto...

che storia!

Cirano ha detto...

si conoscevo la storia...l'archivio di recchioni è consultabile in formato microfilm presso l'archvio di Fiamma Chessa.

Luc Nemeth ha detto...

(@Cirano) è abusiva, questa tua indicazione : per quanto avendo fatto ricerca su questo fondo sono in grado di poter affirmare che la parte principale delle carte di Emidio Recchioni è consultabile presso l'Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam.

Luc Nemeth ha detto...

(@Cirano) si, hai ragione, vi è del materiale interessante nelle carte di Emidio Recchioni ; sia, nelle sue proprie carte, sia nella corrispondenza di Max Nettlau, allora maggior storico dell'Anarchia. Pero la parte principale non si trova in Italia, si trova all'Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam.