martedì 27 novembre 2007

Cartoline da Parigi

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Jean-Marie Le Pen, lui, a constaté une «terrible escalade de la violence» dans le Val-d’Oise, et a rejeté toute «sensiblerie» face aux «émeutiers». «Il n’y a eu ni Kärcher ni rupture. Ici comme dans les autres domaines, la situation s’aggrave sans cesse», a estimé Le Pen, qui a dénoncé le «résultat d’une invasion migratoire anarchique».

Stamane mi sono dedicata alla lettura dei peggiori forum francesi (questo è di un sostenitore del vecchio Jean Marie su Le Figaro ).Ovviamente quei poveri ragazzini sono completamente scomparsi dalle cronache e dai pensieri di tutti i commentatori.

Tiziana

franco senia ha detto...

E meno male che - come dice Le Pen - ci sono i migranti ... anarchici! :-)
Sennò si resterebbe da soli, ciascuno, noi qui i francesi in francia, in un paese di ...poliziotti.

salud

lucharoja ha detto...

ed io invece, delle parole, dei pensieri dei commentatori per quei ragazzi, non ne sento la mancanza!
non ne voglio sentire,ci si puliscano il culo.
di altre auto in fiamme, di città che saltano, ancora e ancora, voglio che siano costretti a parlare!

Anonimo ha detto...

Vedrò di non dilungarmi con una visione che è forse più articolata di quel che è sembrata.
Conviene alla stampa francese più parlare di città in fiamme che di Larami 15 anni e Moushin 16, la morte dei quali evidenzia la vera essenza delle politiche securitarie.
Non a caso il più fascista di tutti, se la prende con le "sensiblerie" più che con gl'incendi.
Senz'ombra di dubbio,la stampa si "pulisce il culo" con qualsiasi cosa pur di riempire le pagine con i mille uomini e un elicottero che presidiano Villier,con i due processi già celebrati ,con il ritorno di Niko dalla Cina e della sua agenda zeppa di visite ai feriti polizieschi,senza parlare delle riunioni sulla sicurezza con tante condoglianze alle famiglie ( e molti ma...)Perchè oscurare tutto questo bel presepe con due ragazzetti dei quali uno scrive nel suo blog che aspetta l'anima gemella? Meglio che rimangano due arabi (li chiamano così da decenni) senza casco , esito dell'immigrazione incontrollata.
Alle volte le cose all'apparenza più innocue si rivelano eversive quanto le portiere divelte.Con tutto il rispetto e l'affetto per le medesime.
Tiziana

franco senia ha detto...

Alla parola "eversivo" ho sempre preferito il termine "sovversivo", sarà una questione d'età, riferita ai tempi in cui la prima si riferiva ad altro da noi. A prescindere da questa piccola precisazione di gusto, sono assolutamente d'accordo su quanto dici a proposito del fatto che è l'unanità, in sé, ad essere sovversiva. Solo che non so se poi sia così "innocua", quando dirompe con tutto il suo semplice desiderio di vivere. Qualcuno scriveva da qualche parte - deleuze, credo - che le parole più sovversive che aveva mai sentito erano proprio quelle di un rivoltoso che urlava, attaccando la polizia, - "vivere non è sopravvivere"!
Poi le portiere divelte, o i segnali stradali, usati come scudo fanno solo parte di quell'intelligenza che molti rincorrono senza mai riuscire ad aggunatarla. E a me ricordano - leggendo taibo ii - Pancho Villa che attaccava il nemico alle spalle, bucando i muri delle case. Sì, certo, avvantaggiato dalla consistenza di fango dei muri stessi, chioserebbe qualcuno, ma io dico che la cosa importante era che lui aveva un nemico!

salud

lucharoja ha detto...

del cordoglio della stampa, me ne faccio una sega e... tho!scommetto se ne farebbero una sega anche quei ragazzi.
di quello che conviene me ne faccio le sega di cui sopra.
hai detto bene... "eversivo". il massimo che la stampa può operare, non viene certo dal di fuori!