Lavati le palle !!
Nella sua biografia di "Dante" (6° capitolo: "L'amore e gli amici"), Alessandro Barbero parla di una novità che era apparsa qualche anno prima rispetto all'epoca di Dante - forse una o due generazioni prima - vale a dire, una nuova tecnica di espressione, se non addirittura un nuovo modo di accedere ed esprimere certi sentimenti: Barbero rievoca il momento de "la Vita nova" nel quale Dante parla del suo primo incontro con Beatrice e, di conseguenza, della sua passione per lei e del suo fascino; a partire da questo incontro Dante mobilita quella novità: analizzare la passione d'amore, e tradurre tale analisi in versi non in latino - come sarebbe normale, come ci si aspetterebbe - ma bensì in lingua volgare, in quello che è il linguaggio quotidiano.
«Anticamente» scrive lo stesso Dante «non erano dicitori d’amore in lingua volgare, anzi erano dicitori d’amore certi poeti in lingua latina... E non è molto numero d’anni passati, che appariro prima questi poete volgari».
Tuttavia, questa novità linguistica, viene rafforzata da un metodo di proliferazione di informazioni, il quale vantava un uso consolidato già ai tempi di Dante: l'invio di poesie a vari destinatari, come lettere, per alimentare lo scambio e creare così una rete di critica e di sperimentazione poetica; e qui, ancora una volta, questo asse fondamentale della lettera, della corrispondenza e dell'invio, è parte costitutiva della tradizione, dalla Lettera VII di Platone, passando per le lettere di Cicerone, da quelle dell'apostolo Paolo e di Sant'Agostino (ed è, ancora una volta, la questione dell'indirizzo secondo cui Heidegger parla nella "lettera", e che Sloterdijk affronterà nelle "regole per il parco umano"; e che Derrida affronterà qualche anno dopo quando parlerà della "cartolina").
Dante poi invia il suo sonetto - in lingua volgare, creato dall'incontro con Beatrice - anonimamente a vari destinatari, fidandosi delle regole del gioco che tutti allora conoscevano: ben presto ci saranno delle risposte, anch'esse poetiche, le quali metteranno in evidenza i punti deboli, e ampliando certi temi. I destinatari risposero, a volte nello stesso stile elevato, a volte invece con brusco e comico abbassamento di tono: come fece Dante da Maiano, che consigliò al ragazzino di sciacquarsi i testicoli in acqua fredda, per farsi passare i bollori («che lavi la tua coglia largamente, / a ciò che stinga e passi lo vapore»).
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