mercoledì 11 luglio 2012

l’Europa che ci aspetta, alla stazione!

treni

Era il 1956, quando, in Francia, si decise di abolire la terza classe per il trasporto ferroviario dei passeggeri. Nel 1982, il governo socialista decise di mettere a disposizione di tutti i viaggiatori la prima classe della metropolitana parigina, durante le ore di punta; la prima classe, poi, fu del tutto fatta sparire nel 1991. Nel 1992, la nuova Carta del Trasporto Pubblico definiva nei seguenti termini il diritto al trasporto:
"Ogni utente dev'essere in grado di poter beneficiare del servizio pubblico senza doversi trovare in posizione di inferiorità a causa delle sue condizioni sociali, del suo handicap, della sua residenza o qualsiasi altra ragione che attiene alla sua situazione personale o a quella del gruppo sociale di cui fa parte."
Oggi, il prezzo dei biglietti delle ferrovie francesi è del tutto esagerato, rapportato alle nuove forme di lavoro salariato e di precariato - lavoratori poveri, interinali, tempo di lavoro parziale, ecc. - che di fatto viene penalizzato, se non interdetto, il diritto al trasporto e alla mobilità ad un numero sempre crescente di utenti. Piuttosto che prendere in considerazione una revisione globale delle tariffe, utilizzando una serie di aiuti sociali, la dirigenza della SNCF, dopo aver inventato la Prima Classe Pro, hanno elaborato un progetto che reintroduca, sotto un'altra forma, la Terza classe una volta riservata ai poveri, chiamandola pudicamente "TGV low cost". Un progetto di ghettizzazione dello spazio pubblico mobile, attuato secondo un criterio finanziario. Il futuro utente della terza classe verrà privato di tutta una serie di servizi e verrà sottomesso a tutta una serie di vincoli che renderanno difficile e faticoso il suo viaggio, che richiederà molto più tempo.
Il progetto, chiamato "Aspartame", riprende a grandi linee le caratteristiche del trasporto aereo proposto dalle compagnie low cost, adattate alle ferrovie. Insomma, cose tipo: vendita dei biglietti solo su internet, un solo bagaglio consentito, rimborso del biglietto impossibile, i cambi verranno pagati, ecc. Ovviamente, a tutto questo corrisponderà anche una diversità di trattamento salariale per il personale ferroviario che lavorerà su tali treni. Low cost anche loro!
Chissà come reagirà, il governo "socialista"?!?