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venerdì 13 marzo 2026

Contro il “Religionismo” !!!

Politica dell'identità religiosa
- Sul carattere moderno dei fondamentalismi religiosi -
di Julian Bierwirth

Osservazione preliminare
Nel contesto del lavoro del gruppo "Krisis", e della critica della dissociazione del valore (Wertkritik), quello che è il il significato della religione nella società capitalista è già stato oggetto di numerose analisi. Molti testi sono stati tradotti in francese nella raccolta pubblicata da "Éditions Crise & Critique", "L'Exhumation des dieux" [*1]. In queste riflessioni, la questione relativa alla rinascita del fondamentalismo religioso occupa un posto centrale, e in questo contesto, Ernst Lohoff ebbe a proporre il concetto di "Religionismo". Finora, l'attenzione è stata principalmente sullo studio del Religionismo islamico all'interno del sistema capitalista mondiale. Alla luce degli sviluppi recenti, in Medio Oriente e Nord Africa, Julian Bierwirth non si limita, oggi, in questo discorso presentato in un campo estivo del 2024, a offrire una sintesi delle principali tesi finora sviluppate dai diversi autori del gruppo Krisis. Cerca inoltre anche di interpretare il religionismo ebraico contemporaneo, in quanto reazione specifica alla modernità capitalistica. Tuttavia, qui, non si tratta di offrire un'analisi definitiva, quanto piuttosto di delineare le prime linee di ricerca da poi approfondire.

Indice:
1. La modernità capitalista come reinvenzione della religione
2. I sistemi di credenze moderni visti come offerta di significato
3. Il religionismo come fenomeno moderno
4. Il religionismo come politica identitaria
5. Sionismo ed Ebraismo Neo-ortodosso, nel contesto della modernizzazione capitalista

1. La modernità capitalista come reinvenzione della religione
L'istituzione di una società capitalista globale, ha creato un quadro di riferimento unico, non solo per i processi economici, ma anche per quel che riguarda i riferimenti culturali di significato. Questo processo, viene spesso interpretato come se fosse la Secolarizzazione. In realtà, si tratta piuttosto di una trasformazione della religiosità, ed è quello che si esprime, da un lato, a partire dal fatto che i sistemi di credenze ereditati sono stati sostituiti da dei nuovi riferimenti di significato, quasi-religioso, chiamati "religioni laiche". D'altra parte, la religione stessa non è affatto scomparsa, ma ha semplicemente cambiato carattere, fondamenta e pratiche per adattarsi alle forme moderne di pensiero e azione.
1.1 - Il quadro di riferimento comune della modernità capitalista, non porta a un'omogeneizzazione delle condizioni sociali di vita, ma, al contrario, a un'intensificazione costante delle differenze sociali. Tutto ciò si lega a un'economia dinamica, la quale minaccia costantemente le certezze acquisite, creando così uno scenario di paura generalizzata. Non solo ci sono enormi differenze all'interno di ogni società capitalista, in termini di possibile accesso alla ricchezza sociale, ma, da paese a paese, ci sono anche delle differenze estreme all'interno del capitalismo mondiale. Tutto ciò si accompagna a livello individuale, a una diffusa paura di degrado, e da un senso di minaccia, visto in un contesto di crisi che si sta sviluppando su scala globale.
1.2 - Quando esaminiamo per la prima volta la storia dell'istituzione del quadro di riferimento capitalistico, vediamo subito che questo processo è accompagnato dall'istituzione di una serie di nuovi sistemi di pensiero, i quali assumono un carattere quasi religioso, e che determinano il pensiero di parti importanti dell'umanità. Ciò vale per l'Illuminismo (la fede nella scienza, come credenza nel progresso tecnico e nella trasformazione), per il nazionalismo (la credenza nell'eternità della nazione) e per il socialismo (la credenza nel sacro principio del lavoro, e nella classe vista come unità di tutti i lavoratori). Attraverso queste grandi religioni laiche, sono stati creati dei nuovi riferimenti di significato, offrendo così agli esseri umani sostegno e guida, in un mondo in continuo cambiamento.
1.3 - All'inizio della modernità capitalistica, tra individuo e religione esisteva una forte identità. Ogni persona può così essere collegata a una religione; la conversione tra le diverse visioni del mondo è certamente possibile, ma appare relativamente rara. Con l'ascesa delle religioni laiche, inizialmente, le pratiche religiose tradizionali finirono per trovarsi sulla difensiva. Nella vita di molte persone, l'importanza della religiosità sta diminuendo, anche se non sempre esse rispondono abbandonando apertamente le loro comunità religiose. Con il progresso della modernizzazione capitalista, le conversioni tra religioni diventano sempre più comuni. Con il progredire di una tale evoluzione, la religiosità assume sempre meno il carattere di una caratteristica naturale, e viene sempre più vista come il risultato di scelte individuali. Negli anni '60, c'era già stato un aumento dell'esoterismo, dove la ricerca di senso era diventata tanto individualizzata quanto flessibile. Da quel momento in poi, gli individui cominciano a non vedere più la propria identità come se fosse determinata dalla religione ma, al contrario, arrivano a vedere la religione come se fosse qualcosa che hanno scelto, assemblato liberamente, e che infine hanno riconosciuto come "giusta". Questo, inoltre, comportava anche la costante modifica e l'adattamento dei contenuti dei sistemi di credenze individualizzati, secondo le esigenze dell'individuo. Questa specificità di religiosità individualizzata, gioca ancora oggi un ruolo importante, tanto per coloro che si rivolgono, per la prima volta, a una religione (i convertiti), sia per chi ritorna alla fede. Questo è ancora più vero se lo vediamo man mano che l'instabilità della dinamica capitalista globale rafforza ulteriormente la necessità di sicurezza, e quella di un "terreno solido sotto i nostri piedi".

2. I sistemi di credenze moderni come offerta di significato
La società capitalista globale, è un sistema altamente dinamico che sfida gli individui, e lo fa fisicamente e mentalmente, in modo intensivo. Le nuove religioni laiche, così come i sistemi di credenze, metafisici, modernizzati, offrono offerte che permettono agli "individui isolati" di far fronte a queste richieste.
2.1 - Questa "funzione" concreta, può variare a seconda del sistema di credenze. La convinzione nel progresso, ad esempio, ci permette di credere che presto tutto sarà meglio (anche se la situazione attuale può sembrare dire il contrario). Questa funzione è attualmente esercitata principalmente nel dibattito sulle politiche climatiche (nella discussione sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio o sulla tassa sul carbonio). La convinzione nel progresso, trasmette l'idea che il mondo funzioni "come una macchina", e che sia quindi possibile per l'umanità regolare i processi ecologici su questo pianeta, attraverso una gestione abile della natura. Ora stiamo assistendo all'ultimo sussulto di questa convinzione, la quale perde sempre più credibilità proprio di fronte al peggioramento della crisi climatica. La strategia del governo Netanyahu, in Israele, di voler prendere il controllo di Gaza e della Cisgiordania grazie a  una tecnologia militare superiore, può essere decifrata anch'essa come se fosse un'utopia secolarizzata del progresso. Sarà inoltre importante osservare le forme e le incertezze degli sviluppi legati alla credenza nel progresso, vista nel contesto degli sviluppi rapidi nel campo della "intelligenza artificiale".
2.2 - La fede nella nazione, da parte sua, permette di concepire che la propria esistenza non tragga il suo significato solo dal successo sul mercato, ma anche dall'appartenenza alla comunità immaginata del "popolo". Questa concezione rimane particolarmente popolare in quelle regioni che, nonostante una minaccia o un declino economico e politico imminente, dispongono ancora di considerevoli risorse di potere (Stati Uniti, Germania, Russia). Essa si manifesta nei successi elettorali dei nuovi attori neo-autoritari (come Trump, l'AfD, ecc.). Tutte queste correnti associano la chiamata alla nazione all'idea secondo cui rafforzarla migliorerà anche le condizioni di vita degli individui isolati.
2.3 - La fede nel principio sacro del lavoro, da parte sua, fa sì che si possa vivere il proprio compito come se fosse una soddisfazione dei propri bisogni. La rappresentazione di una comunità di lavoratori - la "classe" - offre inoltre una prospettiva di redenzione: non appena tutti i membri della comunità si vedranno come una classe, e agiranno di conseguenza, ecco che la rivoluzione mondiale porterà immediatamente all'avvento del regno socialista dei cieli. All'interno della sinistra politica (come ZORA, Young Struggle, Klasse gegen Klasse, Kommunistischer Aufbau, ecc.), quest'idea costituisce la base per la rinascita di organizzazioni neo-autoritarie
2.4 - Nella postmodernità del tardo capitalismo, i tipi ideali di questi sistemi di credenze secolari cominciano a sfumarsi e mescolarsi. Il culto della performance della borghesia, ad esempio, aveva dato  origine a una forma di adorazione del lavoro che oggi gode di grande popolarità tra la borghesia media, nella quale la glorificazione del lavoro non viene più giustificata dall'appartenenza a una "classe", ma piuttosto dal desiderio di performance individuale, vale a dire, da una "concezione di normalità" che non viene troppo gravata e dall'ottimismo del progresso. In tal modo, ecco che la fede nel lavoro viene associata a quella nel progresso. Il Patto di Sarah Wagenknecht, invece, associa la fede nella nazione alla fede nel sacro principio del lavoro. Resta da vedere, se questo legame si rivelerà fruttuoso. Si teme però che risieda proprio in questo il potenziale per un movimento regressivo, e tuttavia politicamente efficace. I primi successi elettorali nelle elezioni europee del 2024 sembrano indicare una simile tendenza.
2.5 - Nel processo di crisi in corso, l'uso delle comunità religiose non ha in alcun modo perso la sua rilevanza in quanto offerta significativa, anzi: su scala globale, il numero di membri delle comunità di fede è in aumento da decenni. Tutte queste offerte significative, con i fondamentalismi indù e islamici, così come con l'ebraismo ultra-ortodosso e le varie sette evangeliche (in particolare il movimento pentecostale), negli ultimi decenni, hanno guadagnato costantemente influenza.

3. Il religionismo come fenomeno moderno
Le varie interpretazioni fondamentaliste delle religioni, possono essere comprese anche in quanto fenomeni moderni. Ernst Lohoff definisce questa ideologia come "religionismo" [*2]. I religionismi non rappresentano in alcun modo un ritorno a un sistema di credenze originale, tradizionale e conservatore. Sono fondamentalmente e altamente moderni, e si disconnettono dagli aspetti centrali dell'ortodossia religiosa.
3.1 - Il religionismo islamico è una reazione all'integrazione del mondo arabo nell'economia di mercato moderna. Nella tradizione filosofica di Jamal ad-Din al-Afghani (1838-1897), fondatore del riformismo islamico, ad esempio, l'idea di un Islam modernizzato è centrale, deve prendere le distanze dalle pratiche religiose tradizionali, e dare così al mondo musulmano il suo giusto posto nel mondo. Da un lato, gli aspetti concreti e materiali della modernizzazione (produzione industriale, tecnologia, dominio razionale della natura) vengono positivamente affermati, mentre in questa tradizione gli aspetti astratti relativi all'economia monetaria e allo stato di diritto moderno (banche, interessi e diritti umani sono considerati non islamici in questa tradizione) vengono respinti. Inoltre, la religione islamica si appropria delle disposizioni ideologiche della modernità. L'Umma, ad esempio, presenta forti somiglianze con una versione non spaziale della nazione; Il riferimento ai testi religiosi deve sostituire i codici legali moderni e questi testi devono ora essere interpretati letteralmente. La comunità non deve più essere siriana, irachena o libanese, ma islamica. L'identità comune ha un nemico che si trova al di fuori della comunità: "l'Occidente".
3.2 - Il religionismo cristiano, è anche ideologicamente orientato verso lo spostamento degli aspetti ideologici del nazionalismo. Aspira a una grande nazione cristiana, e non a una "nazione" americana o tedesca. Deve anche basarsi sui comandamenti degli antichi testi religiosi, interpretati letteralmente. L'idea di un pieno diritto all'istruzione per i genitori, che respinge qualsiasi interferenza dello Stato, o della scuola nell'istruzione, riflette questa concezione moderna del sé. I bambini appaiono come una proprietà che appartiene esclusivamente alla loro sfera d'influenza, e che diventa (supposto) diritto dell'uomo cristiano onesto educare e rimettersi sulla giusta strada. Questo vale anche per i dibattiti intorno o contro i diritti all'aborto, in cui si esprimono rivendicazioni di dominio simili a quelle di proprietà sui corpi delle donne. Queste varianti di "possesso fantasma" (Eva von Redecker), fanno parte delle linee centrali lungo cui i cristiani fondamentalisti, in Nord America o in Europa, delineano la loro identità comune contro un nemico all'interno della propria società: la corrente dominante, secolarizzata e woke, che tradisce la nazione.
3.3 - L'ebraismo (ultra)ortodosso è anch'esso una reazione all'espansione della società mercantile moderna. C'è una forte enfasi sul ritorno alla parola di Dio, così come sulla sua interpretazione generalmente letterale. Inoltre, vengono rifiutati anche gli aspetti astratti della società moderna, mentre si possono utilizzare innovazioni tecnologiche. Questo è particolarmente evidente nel messianismo religioso, che si sta diffondendo sempre di più in Israele, a partire dalla vittoria israeliana nella Guerra dei Sei Giorni (1967). Combinandosi con una profonda fede nei testi sacri, la pratica simultanea delle superstizioni mistiche, insieme a un talvolta aggressivo rifiuto della società maggioritaria laica israeliana, fa sì che nella post-modertnità, questa corrente sia paradigmatica del neo-religionismo. Come altre forme di religionismo, l'ebraismo ultraortodosso risolve la tensione tipica della modernità capitalista tra l'individuo e la generalità astratta, attraverso la totale sottomissione dell'individuo a una volontà divina. L'attuale discussione sul servizio militare obbligatorio per gli ultraortodossi, che si sta svolgendo in Israele, ne è un esempio. I rappresentanti del religionismo ebraico sostengono che il futuro di Israele sia comunque "nelle mani di Dio". Ecco perché lo studio della Torah è almeno altrettanto importante per la conservazione dello stato ebraico quanto per la difesa efficace delle persone che vivono in Israele. Qui, sia l'esistenza individuale che quella collettiva è resa direttamente dipendente dalla "volontà divina".

4. Il religionismo come politica identitaria
Proprio così come le religioni laiche, anche il religionismo funziona, tra le altre cose, come politica identitaria. È proprio perché nelle società secolarizzate la religiosità è tutt'altro che evidente, che essa dev'essere attualizzata dai marcatori pubblici. La marcatura dell'identità diventa così il meccanismo centrale che permette di costruire la propria identità contro una società maggioritaria secolarizzata. Questi sviluppi condividono l'idea che un miglioramento della propria situazione possa essere raggiunto solo riarmonizzando le norme culturali con simboli religiosi. In questo contesto, elementi religiosi, nazionalisti e altri elementi ideologici sono combinati in modo specifico per ciascuna regione.
4.1 - Nell'Islam, la componente della politica identitaria si manifesta in particolare nelle prescrizioni di abbigliamento. La questione di come un uomo musulmano degno di rispetto dovrebbe portare la barba è centrale, quanto lo sono i requisiti per l'abbigliamento e il copricapo delle donne musulmane. Qui, sembra particolarmente importante sapere quali marcatori vengono utilizzati nello spazio pubblico.
4.2 - Anche in Germania, stiamo assistendo alle lotte identitarie del cristianesimo fondamentalista, in particolare sotto forma di lotta per l'iscrizione della croce nello spazio pubblico. I noti dibattiti sulla centralità del Natale e della Pasqua, riguardo la "nostra identità", fanno anch'essi parte di questa politica identitaria religiosa.
4.3 - Nel religionismo ebraico, come detto prima, la differenziazione rispetto alla società maggioritaria israeliana gioca anch'essa un ruolo centrale. Prima di tutto si fa tramite prescrizioni di abbigliamento. L'invito generale a vestirsi con modestia viene qui chiamato Zni'ut [*3]. Ciò include coprire il proprio corpo con abiti che si allontanano dall'accentuazione delle forme del corpo. Gli uomini ortodossi, a volte indossano uno shtreimel, e le donne in tich ricordano sorprendentemente le prescrizioni di copertura note nel fondamentalismo islamico. Negli ambienti ultraortodossi, la distinzione dal mainstream laico è ulteriormente marcata dalla lingua, con lo yiddish che viene preferito all'ebraico moderno. La crescente importanza dei ristoranti kosher in Israele, fa anch'essa parte di questa tradizione religiosa di segnare le differenze in modo visibile, soprattutto verso l'esterno. Il dibattito politico su chi possa essere considerato ebreo, e chi non possa esserlo, fa anch'esso parte di questa messa in scena della politica identitaria. La conversione all'ebraismo è solitamente un prerequisito per ottenere la cittadinanza israeliana. Tuttavia, ciò è riconosciuto dai rabbini ortodossi solo se i (nuovi) credenti mostrano la loro fede in modo sufficientemente visibile.
4.4 - Le diverse costellazioni storiche e sociali nelle diverse regioni del sistema-mondo capitalistico portano anch'esse a differenze nella manifestazione delle ideologie religiose. Nella regione del Medio Oriente e in Nord Africa, ad esempio, la critica alla dipendenza coloniale o imperiale dai centri europei e americani gioca un ruolo centrale nelle produzioni ideologiche. In Europa e Nord America, invece, la paura di un degrado e la sensazione di essere minacciati da altri attori culturali ed economici presumibilmente in forte espansione sono di grande importanza nel determinare le ideologie che attraversano le società capitaliste. In Israele, il dibattito sul sionismo, le relazioni tra diversi gruppi ebraici (come la discriminazione contro gli ebrei mizrahi [*4] o l'importanza della religiosità nella società israeliana) così come l'antisemitismo – inteso come una visione feticizzata delle relazioni sociali capitaliste e onnipresente nel mondo [*5] al fine di "plasmare la concezione di questa espressione regionale del religionismo".

5. Sionismo e Ebraismo Neo-ortodosso nel contesto della modernizzazione capitalista
Il sionismo, è essenzialmente un movimento nazionale laico nella tradizione delle tre religioni laiche: combina le idee dell'Illuminismo, la religione del lavoro e la nazione. L'ebraismo ultraortodosso, invece, rappresenta una variante del religionismo, e può essere intesa come un tentativo di abbandonare i (presunti) malvagi desideri della secolarizzazione, a favore di una nuova religiosità. Tuttavia, questo non è semplicemente un ritorno alle tradizioni religiose arcaiche, ma costituisce una reazione mascherata religiosamente a quelle che sono le sfide della modernità capitalista.
5.1 - Per molti ebrei, l'Illuminismo veniva visto come un'opportunità. Vedevano in esso la possibilità di diventare parte integrante della società maggioritaria all'interno del quadro di un nazionalismo secolarizzato in rapida espansione. Questo desiderio venne rafforzato anche dall'istituzione di una forma specificamente moderna di singolarizzazione. A causa di questa singolarizzazione, la posizione sempre minacciata di questi individui nel mondo, li ha portati a voler sentirsi parte di un grande tutto. Questi ebrei riformisti e secolari, si consideravano appartenenti alla tradizione culturale dell'ebraismo e desideravano associarla alla modernità. Erano radicati sia nella borghesia liberale, sia nel movimento operaio socialista. La corrente religiosa e conservatrice del sionismo, si unì al movimento solo nel XX° secolo, e venne inizialmente in gran parte marginalizzata. Può pertanto già essere vista come una reazione alla (imminente) secolarizzazione della comunità ebraica.
5.2 - Il sionismo, già nel XIX° secolo, fu una reazione al fallimento dei tentativi di integrare le giovani nazioni capitaliste nella "normalità" dell'Europa. Questo fallimento divenne particolarmente evidente con l'Affare Dreyfus (1894-1906). Da ciò in poi, alcuni attivisti conclusero che l'integrazione nelle società nazionali esistenti non fosse possibile, e che gli ebrei avevano quindi bisogno di uno stato-nazione proprio. Il fatto che, da un lato, la corrente sionista principale si considerasse laica, ma dall'altro dovesse sempre ricorrere a motivazioni religiose (come l'idea del ritorno alle Colline di Sion, già presente nel termine "sionismo"), produsse delle contraddizioni insolubili, le quali rimangono ancora oggi al centro del dibattito socio-politico, in Israele. Così, il rapporto tra una società di performance e di difesa da un lato, e la ricerca e l'ortodossia ebraica dall'altro, viene tematizzata in un dibattito interno israeliano riguardo l'introduzione del servizio militare obbligatorio per gli ultraortodossi. Ed ecco che in tal senso, in ogni caso, il sionismo è un fenomeno dell'Illuminismo, e rimane storicamente legato al "centro", o alla "sinistra" politica. Lo slogan popolare odierno secondo cui "il sionismo è di destra", ignora la sua emergenza storica.
5.3 - Il sionismo è una reazione, sotto forma di modernità capitalista, all'antisemitismo della modernità capitalista. L'enfasi sulla nazione, come soggetto della comunità ebraica, deve quindi riprodurre le contraddizioni che sono sempre insite nella nazione come forma moderna di comunione. Inoltre, le radici del sionismo nell'Illuminismo si riflettono anche nelle politiche dell'attuale governo autoritario di destra in Israele. L'idea di poter dominare Gaza e la Cisgiordania, attraverso una tecnologia superiore, si è rivelata una visione del mondo soluzionista-tecnica infondata.
5.4 -  Come parte dell'emergere della modernità capitalista e della laicizzazione, che la accompagnò, vennero intrapresi anche sforzi di riforma all'interno della fede ebraica. In quello che è noto come "Ebraismo Riformato", sono stati importati nella pratica religiosa ebraica alcuni elementi del protestantesimo. Mentre, al contrario, l'emergere dell'Ortodossia ebraica è stata una reazione all'espansione di un tale movimento laico, orientato ai diritti umani e influenzato dall'Illuminismo. Essa rimane segnata dalla paura dell'assimilazione, e quindi desidera aggrapparsi a una presunta tradizione. Questa tendenza ruota attorno a una pratica della fede stretta e letterale. Questa corrente è profondamente religiosa e ancora oggi si oppone al progetto sionista. Secondo la concezione (ultra)ortodossa della fede, l'antica espulsione dai luoghi storici dell'ebraismo è considerata una punizione inflitta da Dio. Non sarebbe quindi legittimo tornare nella regione senza un chiaro segno divino. Gran parte di queste correnti è quindi ancora contraria a un insediamento nella regione del Medio Oriente e Nord Africa, e allo Stato di Israele.
5.5 - Nel 1967, nel contesto delle vittorie di Israele nella Guerra dei Sei Giorni, alcune frange dell'Ortodossia così come il campo nazionale-religioso interpretarono queste vittorie inaspettate di un piccolo paese contro gli eserciti di paesi vicini molto più grandi come un segno divino necessario e, quindi, come un incentivo a colonizzare attivamente gli ex insediamenti storici. Questa corrente è all'origine del movimento dei coloni che fonda nuovi insediamenti in Cisgiordania e si oppone politicamente a qualsiasi restituzione di territori sotto amministrazione israeliana. Questo movimento non si considera sionista. Il suo obiettivo non è né uno stato-nazione ebraico laico, né l'acquisizione di potere politico nei confronti di altri stati-nazione. L'obiettivo dichiarato è, al contrario, quello di ripopolare le regioni in cui l'ebraismo storico è esistito. Qui gli ebrei devono praticare la loro fede, ognuno a modo proprio, ma rispettando la lettera del testo. All'interno della società israeliana, questi sono i gruppi politici situati all'estrema destra. Gli "ultra-destra" in Israele quindi non sono necessariamente sostenitori di uno stato-nazione sionista laico nella tradizione dell'Illuminismo.
5.6 - La rottura centrale, che questo gruppo crea con la tradizione religiosa, non va sottovalutata. Si manifesta principalmente in un cambiamento nel messianismo dell'ebraismo. Le speranze messianiche tradizionali sono sempre state passive, poiché attendevano l'iniziativa di Dio per riportare gli ebrei nella Terra Promessa attraverso le sue azioni. Questa visione del mondo viene ora sempre più sostituita da un messianesimo attivo, che vuole promuovere la "causa ebraica".

- Julian Bierwirth, 2024 -  Pubblicato su  "Critique de la valeur-dissociation. Repenser une théorie critique du capitalisme", il 13/3/2026 -

NOTE:

[1] In francese, si può leggere la raccolta del gruppo Krisis, L'Esumazione degli Dei. Per una teoria critica dell'islamismo e del fondamentalismo dei "valori occidentali" nell'era del capitalismo di crisi, Albi, Crise & Critique, 2021.

[2] Vedi Ernst Lohoff, "L'Esumazione di Dio. Dalla Nazione Sacra al Regno Celeste Globale", in L'Esumazione degli Dei, op. cit.

[3] Il termine "Zni'ut"  è un termine ebraico che in inglese significa modestia. Esso si riferisce ai limiti del modo in cui gli ebrei religiosi devono vestirsi e comportarsi in pubblico, cioè una sorta di codice di condotta. Ad esempio, una donna non dovrebbe indossare una minigonna o una maglietta senza maniche in pubblico, poiché questo può avere un effetto erotico disturbante in determinate circostanze. Anche i modi di fare di una persona giocano un ruolo molto importante.

[4] Ebrei mizrahi è il termine ebraico comune per indicare popolazioni o individui ebrei provenienti da Africa, Asia e soprattutto dal Medio Oriente.

[5] Vedi Clément Homs (a cura di), Il pericolo antisemita. Antisemitismo strutturale nella modernità capitalista, Albi, Crisis & Critique, 2025.

giovedì 12 marzo 2026

« Vendilo, amico, con la tua libertà... »

Cammino più lentamente, ché gli anni cominciano a pesare…

   Comincio a essere stanco. Ma non della vita; che quella non mi è mai bastata, nemmeno nei giorni più bui e più disperati, e credo mai mi basterà! No, sto parlando di altro. Parlo della miseria della vita quotidiana. Di quella che, per farla respirare, devi afferrarla e cominciare a sbatterla contro il muro, fino a che non si deciderà a urlare, o  a rantolare e a crepare, una buona volta per tutte! Non sto ad accampare scuse, o a piangere su quella miseria che mai ho condiviso, ma mi limito - si fa per dire - a rimpiangere il tempo perso, forse diventato oramai anche fin troppo in questa assurda contabilità di tutti i giorni che tengo in maniera assai poco lungimirante. A che pro, poi ?!?? Solo per potermi dire che non ho sbagliato un colpo? Oppure che forse, i colpi, li ho sbagliati tutti? E che eppure non riesco a fare altro, in questa mia assurda vita, se non continuare a sbagliarli tutti quei pochi colpi che mi rimangono da mettere a segno.

   "Io so che un giorno"... Curioso, come a volte certe cose tornino alla mente emergendo dai più profondi abissi del passato, per venire a raccontarti la nostra propria storia. Una canzone che ricordo allora non conoscevo (e quante mai avrei potuto conoscerne allora, di canzoni nuove, nei primi giorni di quell'inverno del 1970?!!???) e che ero felice di imparare da tutti quei nuovi amici e compagni, che mi avevano accolto in una città non mia per farmi sentire a mio agio anche in quella nuova sconosciuta nebbia che ora mi avvolgeva. "Viva la vita, pagata a rate, con la 600, la lavatrice...", così cominciava quella canzone sbeffeggiando il nostro presente di allora, e il nostro futuro che allora diventava sempre più vicino, per mettersi poi a tratteggiare, spietatamente, quel pericolo che allora ignoravamo incombesse su di noi, inconsapevoli com’eravamo della realtà che sarebbe di lì a poco venuta a tirarci per la giacchetta e a minacciarci, agitando lo spettro di quell' "uomo bianco vestito di bianco" che sarebbe venuto da noi tutti, a dirci - a uno, via l'altro - "mio caro amico tu sei stanco" !!! Bella canzone! Bella e terribile  - e questo anche malgrado, se non invece proprio grazie ai ridicoli tentativi di edulcorarla, da parte di certi "cantautori dell'anarchia" un tanto al chilo. Bella canzone, non per nulla scritta da chi io considero come il più grande sceneggiatore di western mai esistito, e che più volte, inascoltato nelle se canzoni - da "il rosso è diventato giallo" a "Lettera a Michele" - è venuto a metterci tutti in guardia. Ma, a quanto pare, eravamo tutti forse un po' troppo occupati, o troppo lontani, per ascoltare il suo dolore (cit. De André).

   Ma in tutto questo contesto, ecco che l'altro giorno, nel corso di una “curiosa” diatriba - a proposito di "scuola e sanità mentale" *** - con una assai cara amica, che dell'autore di quella canzone porta orgogliosamente il cognome - mi sono visto minacciato di internamento sanitario, da parte dei paladini dell'obbligo scolastico, magari in una di quelle loro "felici" oasi sovietiche, che nel loro immaginario avrebbero dovuto essere piuttosto quei manicomi nei quali avremmo dovuto marcire; e dove, per diversi di loro, saremmo ancora a tempo per potere ... espiare le nostre colpe e... la nostra aggressività. Così, di conseguenza, ecco che allora c'è stato anche chi mi ha "tolto l'amicizia" - in quanto colpevole di dileggio e di risata (sguaiata, s’intende, e come sennò ?!!???) ai danni dei loro ridicoli e idioti influencer da quatto soldi  - quelli che – come lui stesso denuncia - per poter pensare (a differenza di chi come me lo fa semplicemente per vizio) necessita dell’obbligo di dover aspettare il treno pendolare di prammatica; e questo pur avendo in tempi non lontani diviso con loro, in qualche “ricorrenza” (ché solo a pensarci mi scappa da ridere), quel "cum panis" che ritengo oramai non valga più una beata sega. Piuttosto, come ebbi a dire sul muso a uno di questi soggetti, che ora imperversano per dirci e spiegarci quella "realtà" che essi non riconoscerebbero nemmeno se li investisse sotto provvidenziale forma di TIR - credo ex di "avanguardia operaia", e di che cos'altro, sennò??) - in un empito di rabbia, reagendo a come lui stava calpestando ... i "miei morti" - : «Sei tu, il nemico!!».

 

NOTA *** Lettera a Valeria, su FB del 10/3/2026

Cara Maria Valeria , credo che il nostro disaccordo su innumerevoli argomenti sia altrettanto proverbiale del nostro "affetto" , "amore", "conoscenza" - o di quel che meglio possa servire, non dico a definire, ma quanto piuttosto a descrivere quello che ci lega da una data che sta rischiando di diventare troppo lunga, per raccontarla nel tempo e nel rispetto, oltre che nell'amicizia; qualsiasi cosa essa possa essere. Approfitto di questo mio "strano" periodo che sto attraversando, e che fatico a esprimere, per dirti che su molte cose credo che sia davvero arrivato il momento di farla finita... di cercare, come di, attaccare la "coda al cane"; quasi fosse un'imposizione di ... saggezza, nel mentre che invece continua a essere solo una manifestazione di quel vecchio e logoro "buon senso" che era già stato smascherato dai tempi di ... Udite udite... Giovanni Papini    e del suo "contro la scuola"…; cui ricordo anche potop, nel 1972, aveva cercato di richiamarsi, contro tutti quegli squallidi personaggi che oggi sembrano rifiorire da tutte le parti per raccontarci di quanto sia bella la sofferenza e il sacrificio!! Ora, mi rendo conto che possa essere forse un po' troppo, per certe menti piccine picció - e non mi riferisco alla tua... - andarsi a cercare e leggere le sagge parole di H. M. Enzensberger sulla figura del precettore, ma non posso fare a meno di caldeggiare che ancora grazie a qualche lettura si possa uscire da quel pantano in cui state sprofondando tristemente e senza alcuna possibilità di salvezza... Non sto godendo del mio essere "rivoluzionario" a 73 anni, e sono triste. Ma credo sia davvero ora di dire basta, e tirarsene fuori. Non ci riuscirete a farlo usando i lacci delle scarpe di Munchausen!! Ma solo ricordandovi i vostri diciassette anni. Che stanno sempre li, ad aspettare. Senza stanchezza. Avevamo ragione!! Un abbraccio forte.

mercoledì 11 marzo 2026

La Guerra e… la guerra !!

Economia di guerra e/o guerra economica
- Prima valutazione delle conseguenze economiche della guerra in Iran - 
di Tomasz Konicz ***

Da un punto di vista puramente militare, l'Iran non ha alcuna possibilità di sopravvivere alla guerra contro la macchina militare statunitense, altamente sofisticata grazie ai sistemi di intelligenza artificiale [*1]. Per il regime dei mullah, indebolito internamente e che è riuscito a mantenersi al potere solo attraverso un'ondata di repressione omicida,  l'unica opzione è quella di aumentare i costi della guerra, e attuare una strategia di escalation economica che porterà non solo a un sconvolgimento economico regionale ma addirittura globale, in modo che così, Washington sarà costretta a porre fine alla guerra. Quella che vediamo in atto, è una vera e propria distopia, alimentata da una crisi globale, sempre più intensa, del capitale [*2] , la quale sta colpendo i centri da molto tempo. Tutto ciò,  non è vero solo ideologicamente, solo perché le ideologie apocalittiche con connotazioni religiose sono virulente da entrambe le parti (sciismo statale ed evangelicalismo), ma lo è anche anche economicamente. Gli islamofascisti [*3], a Teheran, stanno infatti conducendo una guerra economica contro l'economia di guerra che viene invece impostata tramite aggressione imperialista dai fascisti [*4], animati [*5] dall'evangelicalismo [*6] della Casa Bianca. Questo conflitto apocalittico, condotto letteralmente ai fini dell'Armageddon da elementi evangelici fascisti all'interno dell'esercito statunitense [*7], potrebbe effettivamente scatenare la prossima crisi globale, dal momento che il potenziale di crisi è già sufficientemente presente nei centri del sistema mondiale [*8]. La "economia mondiale" è instabile, ed è "matura" per la prossima crisi catastrofica; e la guerra potrebbe scatenarla.

La guerra economica dell'Iran
Il regime di Teheran non ha più nulla da perdere; ad essere in gioco è la sua esistenza, che potrebbe essere garantita solo per mezzo di enormi sconvolgimenti economici globali. L'interruzione dell'approvvigionamento di combustibili fossili proveniente dalla regione - già in gran parte raggiunta grazie al blocco dello Stretto di Ormuz (circa il 20% dell'approvvigionamento mondiale) -  è essenziale. Inoltre, l'Iran ha attaccato direttamente i dispotismi del Golfo, al fine di paralizzare la produzione di petrolio e/o di gas, e distruggere così nella regione, il turismo di influencer e oligarchi. Anche questo obiettivo è stato in gran parte raggiunto. Per i dispotismi arabi del Golfo – i quali avevano sostenuto l'attacco statunitense a monte [*9] – la guerra contro l'Iran rappresenta una grande catastrofe economica. Non solo le entrate economiche essenziali degli stati petroliferi del Golfo stanno crollando, ma lo sta facendo anche la loro strategia di diversificazione; il turismo di alto livello potrebbe aver subito un colpo fatale a causa della guerra. Con questi attacchi, l'Iran vuole aumentare le tensioni esistenti tra Washington e i suoi alleati regionali, affinché gli attacchi iraniani vengano formalmente legittimati dalla presenza di basi militari statunitensi nella regione. Presumibilmente, i despoti del Golfo chiederanno una rapida fine dei combattimenti.

Dal terremoto di mercato alla stagflazione
Le onde d'urto globali della prima settimana di guerra, possono essere facilmente rintracciate attraverso il crollo dei mercati azionari. Tra il 28 febbraio e il 7 marzo, gli indici di riferimento di tutte le regioni centrali sono scesi in modo spettacolare, passando dal 4,4% (Dow Jones) a oltre il 5,7% (Nikkei giapponese), fino al minimo del Dax europeo e dell'Euro Stoxx 50 (rispettivamente -6% e -7,4%). È curioso notare che il calo del mercato azionario riflette in realtà le differenze tra le regioni economiche in termini di sicurezza di approvvigionamento dei combustibili fossili: gli Stati Uniti, che producono il proprio gas e petrolio, sono molto meno vulnerabili alle conseguenze del blocco energetico rispetto all'Europa o al Giappone. La dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio del Golfo non è mai stata così bassa come lo era alla vigilia della guerra in Iran [*10]. L'Iran ha dichiarato anche che permetterà alle petroliere cinesi di attraversare lo Stretto di Hormuz, il che ha causato perdite moderate in borsa inferiori a un punto percentuale alla Borsa di Shanghai[ *11]. Il fattore centrale della crisi, è ovviamente il prezzo del petrolio (WTI), che è letteralmente esploso [*12]: da 71 dollari all'inizio di marzo a più di 90 dollari il 6 marzo, un aumento di oltre il 25% in una settimana di contratti. Una situazione simile si sta verificando con il prezzo della benzina, che in Europa potrebbe ben raddoppiare a 74 euro/MWh se la guerra dovesse durare più di un mese. Un blocco durato mesi dello Stretto di Hormuz porterebbe a prezzi del gas superiori a €100 nell'UE [*13]. Il principale esportatore di gas della regione, il Qatar, rifornisce principalmente l'Asia, principalmente la Cina. La riduzione dell'approvvigionamento di combustibili fossili sembra essere un obiettivo strategico dell'offensiva imperialista degli Stati Uniti, che hanno attaccato due "stazioni di servizio" nella Repubblica Popolare, Venezuela [*14] e Iran [*15]. Nel frattempo, Israele e Stati Uniti stanno apertamente bombardando le infrastrutture energetiche iraniane [*16], e stanno anche considerando degli attacchi al terminal di carico iraniano nel Golfo [*17], che ridurrebbero le esportazioni iraniane verso la Cina. Quali sarebbero le conseguenze di un tale shock di prezzo? Dal punto di vista economico, ciò potrebbe portare a un ritorno alla stagflazione palese che caratterizzava l'ultima crisi scatenata dalla pandemia [*18], cioè un rallentamento economico, o addirittura una recessione, accompagnata da un rapido aumento dei prezzi e da un'ondata di inflazione generale. I prezzi dei combustibili fossili in aumento non solo portano a prezzi più alti della benzina o del riscaldamento, ma porteranno anche a una nuova ondata di inflazione diffusa se il conflitto nel Golfo si protrasse per mesi invece che per settimane. Questo porterebbe semplicemente a un calo della domanda e a un rallentamento generale nella valorizzazione del capitale nella produzione di beni, che porterebbe a una stagnazione economica o addirittura a una recessione. Dopo la fine dell'economia mondiale basata sulla bolla finanziaria, il sistema capitalistico tardo si trova comunque in un'epoca di stagflazione, che precede l'inevitabile svalutazione del valore (vedi a riguardo: "Ritorno alla stagflazione" [*19]).

"In The Raw": L'economia di guerra fascista di Trump
I prezzi dei combustibili fossili stanno aumentando in tutto il mondo. Ma, come detto prima, non tutte le regioni sono colpite allo stesso modo. Gli Stati Uniti, possono in gran parte sostenersi da sè soli [*20], cosa che attenuerebbe gli shock dei prezzi. In Europa, Giappone e Corea, invece, la dinamica stagflazionistica si farebbe pienamente sentire. La Cina - la cui sicurezza energetica è compromessa dalle guerre guidate dagli Stati Uniti -  rimane, in ogni caso, l'obiettivo indiretto degli attacchi statunitensi (nel caso di Israele, l'obiettivo della guerra è stato in realtà quello di rovesciare l'islamofascismo iraniano, cosa che così ha elevato lo sterminio messo in atto dallo stato ebraico al livello di dottrina statale. Si prevede, che durante la guerra sorgeranno tensioni tra Washington e Tel Aviv.) I fascisti che si trovano alla Casa Bianca, sono sulla difensiva quando si tratta di politica interna, si trovano con le spalle al muro, e cercano dei modi per riuscire a evitare il carcere, dopo una sconfitta elettorale imminente. Sul fronte economico, il protezionismo di Trump non sembra dare i suoi frutti [*22]. Al contrario, la disoccupazione negli Stati Uniti è aumentata sorprendentemente, mentre l'inflazione rimane ostinatamente vicina al 3% [*23]. Finora, il protezionismo di Trump non ha portato ad alcun ritorno economico, accelerando al contempo il declino del dollaro statunitense in quanto valuta di riferimento mondiale. Come negli anni di crisi e di stagflazione della fine degli anni '70, e dei primi anni '80, vale a dire all'alba dell'era neoliberista, le "élite funzionali" fasciste alla Casa Bianca ora cercano un nuovo modo autoritario di governare, dato che il neoliberismo ha avuto il suo tempo. A livello interno, la guerra contro l'Iran potrebbe, in caso di escalation militare, essere usata per manipolare le elezioni statunitensi di novembre; come hanno recentemente avvertito i media statunitensi [*24], non ancora controllati dagli oligarchi di destra, sostenitori di Trump [*25].
Debito elevato, un dollaro al collasso, impoverimento diffuso, disoccupazione in aumento: questa instabilità legata alla crisi rende gli Stati Uniti di Trump impegnati in una vera e propria frenesia imperialista, così pericolosa; la situazione geopolitica globale sta lentamente prendendo una piega pre-apocalittica. Nel frattempo, Trump sta speculando sui prossimi obiettivi della macchina da guerra statunitense: Cuba è in cima alla lista [*26]. Quella che ora emerge, come reazione di Washington alla crisi, è un'economia di guerra permanente che potrebbe portare a mitigare le conseguenze della crisi negli Stati Uniti, e lo fartebbe a scapito dell'estero. Non si tratta degli effetti congiunturali dei programmi di armamento keynesiani generati da un complesso militare-industriale. Questi sono piuttosto dei costi economicamente improduttivi, i quali non contribuiscono alla valorizzazione del capitale e che, in tempi di alto debito pubblico, sono assai difficili da sopportare. Per comprendere la situazione attuale, è essenziale tenere conto del rapido apprezzamento del dollaro USA, dopo lo scoppio della guerra, la quale il 6 marzo ha registrato "il più grande aumento settimanale" visto in più di un anno, come è stato sottolineato dai media americani [*27]. La guerra scatenata dagli Stati Uniti, ha scatenato una domanda per un "rifugio sicuro" nei mercati finanziari globali, e il che ha portato a un afflusso di capitali nella zona del dollaro. E tutto questo, rappresenta un cambiamento di tendenza, perché il protezionismo di Trump ha portato gli Stati Uniti a perdere il loro status di "rifugio sicuro". A metà 2025, la stampa economica stava ancora discutendo le implicazioni di un simile sconvolgimento [*28]. Ecco alcune informazioni di contesto: è stato il miglior segnale a dirci che il dollaro stava iniziando a perdere concretamente la sua posizione di valuta di riferimento mondiale, e il che ha permesso a Washington di indebitarsi a costi molto bassi. In tempi di crisi, i tassi di interesse solitamente aumentano, ma grazie al dominio del dollaro, gli Stati Uniti hanno potuto beneficiare di quei tassi bassi che hanno permesso loro di avviare rapidamente armamenti o programmi di stimolo economico, ecc. La caduta del dollaro ha comportato un aumento del peso degli interessi del bilancio americano, rendendo prevedibile una crisi di bilancio [*29].

Guerra e bolla dell'IA
Gli attacchi statunitensi ai paesi produttori nemici di petrolio, mirano quindi non solo a minare l'approvvigionamento energetico della Cina, ma anche a rafforzare il dollaro statunitense. Durante l'egemonia americana nell'era della globalizzazione neoliberista, furono proprio i deficit commerciali degli Stati Uniti a mantenere il dollaro come valuta di riferimento. D'ora in poi, nella tradizione fascista, sono acciaio e ferro che ora devono permettere agli Stati Uniti di rimanere il centro dei mercati finanziari mondiali: il luogo di afflusso di flussi di capitale destinati a finanziare il deficit. Nel suo stato grezzo: dopo solo un anno di Trump, tutta la vaghezza che circondava l'egemonia americana negli ultimi decenni si è già dissolta. La macchina militare di Washington, piena di sistemi di intelligenza artificiale che sono senza pari al mondo, se necessario, bombarderà per finanziare il deficit di Washington. L'unico luogo sicuro per il capitale, dove esso sarebbe relativamente protetto dagli atti militari arbitrari dei fascisti alla Casa Bianca, sarebbe proprio il mercato finanziario statunitense. I flussi di capitale sarebbero infatti regolati militarmente, mentre l'approvvigionamento di risorse alla competizione imperialista verrebbe reso più difficile. Ma anche questa "economia di guerra" che cerca di imporre il dominio della zona del dollaro con la forza militare, sembra impotente di fronte all'imminente sconvolgimento della sfera finanziaria, che già si profila molto chiaramente. La gigantesca bolla dell'IA [*30], che è stata il principale motore della situazione economica americana, sta ora inviando dei segnali evidenti di crisi. Diversi di quegli spettacolari accordi di investimento che hanno alimentato la corsa all'oro dell'IA, sono stati cancellati pochi giorni fa: lo spettacolare accordo tra OpenAI e Nvidia, che doveva arrivare alla favolosa somma di 100 miliardi di dollari, è stato successivamente ridotto a 20 miliardi di dollari [*31], se ma  verrà effettivamente eseguita. Tagli agli investimenti simili sono attualmente in corso tra OpenAI e Oracle, dove la costruzione prevista di interi data center è stata abbandonata [*32]. Blue Owl, uno dei principali investitori nel settore dell'IA, ha anche portato a termine un accordo di investimento da 10 miliardi di dollari con Oracle; e il colosso IT ha già annunciato il licenziamento di 30.000 dipendenti [*33]. La tensione attuale nel settore degli investimenti privati, è diventata evidente all'inizio di marzo, quando la società di investimenti BlackRock ha dovuto limitare i pagamenti ai propri investitori per la prima volta nella sua storia, poiché questi volevano ritirare il capitale in massa e hanno superato di gran lunga il limite usuale del 5% [*34]: Dei 1,2 miliardi richiesti, solo 620 milioni sono stati effettivamente pagati. Una simile "affezione degli investitori" si era già verificata presso il concorrente BlackStone, dove il limite era stato semplicemente aumentato al 7%. Nell'autunno del 2025, BlackRock stava ancora investendo decine di miliardi nel settore dell'IA, mentre il suo CEO, Larry Flink, cercava di dissipare i timori di una bolla speculativa [*35]. Lo scoppio di questa bolla devasterebbe la società americana, che già si trova in impoverimento. I miliardi attualmente spesi nel Golfo dovrebbero in realtà essere usati per sostenere l'economia statunitense, e gli alleati oligarchici di Trump nel settore delle tecnologie dell'informazione, perché lo shock socioeconomico imminente potrebbe essere distruttivo quanto lo sarebbe una guerra su larga scala. Non ci sono abbastanza guerre che si possano combattere, come parte dell'economia di guerra statunitense, per attutire, tramite afflussi di capitali, questo imminente shock.

- Tomasz Konicz ***, 8 marzo 2026 -

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NOTE:

[1] https://www.konicz.info/2026/03/06/time-to-ki-kill/

[2] https://www.konicz.info/2026/03/01/krieg-als-krisenkatalysator/

[3] https://www.kritiknetz.de/images/stories/texte/Islamischer_Staat.pdf

[4] https://www.konicz.info/2026/01/11/die-herrschaft-der-terror-clowns/

[5] https://x.com/Scavino47/status/2029661050174328878

[6] https://x.com/AntiTrumpCanada/status/2029188769769730131

[7] https://www.military.com/daily-news/2026/03/03/military-officers-accused-of-framing-iran-war-biblical-mandate.html

[8] https://www.konicz.info/2026/02/19/zentren-vor-kernschmelze/

[9] https://www.washingtonpost.com/politics/2026/02/28/trump-iran-decision-saudi-arabia-israel/

[10] https://x.com/KobeissiLetter/status/2030281639352303755

[11] https://www.finanzen.net/indizes

[12] https://www.finanzen.net/rohstoffe/oelpreis/chart

[13] https://www.tagesschau.de/wirtschaft/energie/gaspreis-hormus-gasspeicher-iran-krieg-100.html

[14] https://www.konicz.info/2026/01/11/die-herrschaft-der-terror-clowns/

[15] https://www.konicz.info/2026/03/01/krieg-als-krisenkatalysator/

[16] https://www.bbc.com/news/videos/c7vj9redqz2o

[17] https://www.eenews.net/articles/the-oil-island-that-could-break-iran/

[18] https://www.konicz.info/2021/11/16/zurueck-zur-stagflation/

[19] https://www.konicz.info/2021/11/16/zurueck-zur-stagflation/

[20] https://usafacts.org/articles/is-the-us-energy-independent/

[21] https://www.konicz.info/2026/01/11/die-herrschaft-der-terror-clowns/

[22] https://jungle.world/inhalt/2026/10

[23] https://www.reuters.com/business/fed-rate-cut-bets-rise-after-weak-jobs-data-2026-03-06/

[24] https://eu.usatoday.com/story/opinion/columnist/2026/03/04/trump-iran-war-federalize-midterm-elections/88961977007/

[25] https://www.konicz.info/2026/03/04/neue-oligarchische-realitaet/

[26] https://edition.cnn.com/2026/03/06/politics/trump-cuba-marco-rubio-fall

[27] https://www.cnbc.com/2026/03/06/dollar-set-for-steepest-weekly-gain-in-a-year-as-iran-crisis-boosts-haven-bid.html

[28] https://fortune.com/2025/04/11/us-dollar-losing-safe-haven-status-investor-response/

[29] https://www.konicz.info/2026/02/19/zentren-vor-kernschmelze/

[30] https://www.konicz.info/2025/11/09/die-kuenstliche-intelligenzblase/

[31] https://futurism.com/artificial-intelligence/nvidia-100-billion-deal-openai-fallen-apart

[32] https://www.ft.com/content/2fa83bbf-abf2-43f1-b2f0-84a1391150b9

[33] https://www.livemint.com/companies/news/oracle-layoffs-tech-giant-to-slash-30-000-jobs-as-banks-pull-out-from-financing-ai-data-centres-11769996619410.html

[34] https://www.reuters.com/business/blackrock-limits-withdrawals-private-credit-fund-redemptions-mount-2026-03-06/

[35] https://fortune.com/2025/10/15/blackrocks-40-billion-deal-highlights-the-unstoppable-ai-data-center-gold-rush-as-ceo-larry-fink-pushes-back-on-ai-bubble-fears/

martedì 10 marzo 2026

nuove oligarchie crescono…

 

Nuova realtà oligarchica
- Il modo in cui, le relazioni politiche negli Stati Uniti determinano le decisioni strategiche economiche di Trump e favoriscono l'egemonia fascista -
di Tomasz Konicz

Una gioia prematura
All'inizio del mese di dicembre 2025, Netflix ha annunciato l'acquisizione del gruppo mediatico Warner Bros., in difficoltà, ma ora il comunicato stampa corrispondente è scomparso dal sito web del servizio di streaming [*1]. Giovedì 27 febbraio, il leader di mercato ha annunciato il ritiro della sua offerta [*2]. Netflix aveva fatto i suoi calcoli senza considerare il conduttore, il quale siede alla Casa Bianca [*3]. Poche ore prima del ritiro del servizio di streaming, il suo CEO, Ted Sarando, era stato invitato a una riunione alla Casa Bianca per valutare le probabilità di successo che avrebbe avuto una presa di controllo [*4]. Poche ore dopo l'incontro, Netflix ha annullato l'accordo. Il servizio di streaming si è ritirato da ogni nuova offerta di acquisizione, dopo che la rivale Paramount Skydance, la quale puntava a un'offerta ostile con il sostegno della Casa Bianca, aveva aumentato l'offerta da 30 a 31 dollari per azione. In precedenza, Trump aveva dichiarato apertamente che Netflix doveva portare a termine una pulizia politica del proprio consiglio di amministrazione. Pochi giorni prima dell'incontro, il presidente aveva chiesto al servizio di streaming di licenziare il membro del consiglio, Susan Rice, perché aveva già lavorato nell'amministrazione Obama, e aveva recentemente messo in guardia le istituzioni statunitensi contro ogni e qualsiasi politica illegale di appeasement nei confronti dell'amministrazione Trump, sostenendo che i democratici, dopo una vittoria elettorale, avrebbero intrapreso azioni legali. Nell'entourage di Trump, si sono poi levate voci per chiedere che l'acquisizione di Warner Brothers da parte di Netflix venisse impedita.

Una famiglia terribilmente amichevole
La motivazione data, appare essere semplicemente legata alla legge sui cartelli, dato che Netflix è già leader nel mercato dei servizi di streaming. Ma lo stesso si potrebbe dire del conglomerato mediatico reazionario che ora ha vinto l'accordo – e che ha ricevuto la benedizione aperta di Washington. Il gruppo mediatico Paramount Skydance, creato all'inizio del 2025, è di proprietà del reazionario e miliardario di estrema destra David Ellison (un stretto alleato politico di Donald Trump) che ha costruito il suo impero mediatico chic sulla capitale di suo padre, Larry Ellison. Papa Ellison a sua volta controlla il colosso "IT Oracle" (database, software aziendale, infrastruttura cloud), ed è uno degli uomini più ricchi al mondo, considerato anche un confidente stretto dell'attuale capo di stato americano. Gli Ellison hanno approfittato del secondo mandato presidenziale di Trump, per poter continuare la loro espansione fulminea nel settore dei media. La casa di produzione cinematografica Skydance di David Ellison, che dal 2006 produce spazzatura culturale, se non veramente fascista, come Top Gun Maveric, si è fusa con Paramount Global nell'agosto 2025. L'accordo raggiunto nell'estate del 2024 è rimasto sospeso per un anno, fino a quando Paramount non ha raggiunto un accordo legale con il presidente, che prevedeva il pagamento di 16 milioni di dollari a Trump. Trump aveva citato in giudizio la CBS per un'intervista con la sua rivale democratica alla presidenza, Kamala Harris, poiché riteneva che favorisse i democratici. Dopo il pagamento, la FCC - il regolatore dei media controllato dall'amministrazione Trump - diede il via libera all'accordo, mentre gli Ellison spostarono rapidamente la CBS, un tempo radicata nel mainstream neoliberale, a destra e tagliarono il programma comico critico su Trump The Late Show with Stephen Colbert. Durante l'acquisizione da parte di Warner Brothers, gli Ellison hanno preso impegni politici significativi con l'amministrazione Trump, i quali riguardavano principalmente il canale di notizie CNN, come riportato dal Wall Street Journal [*5]. Questo canale, che Trump ama definire "fake news", dovrebbe, come la CBS, abbandonare la sua vecchia linea neoliberale e diventare il portavoce della destra americana. Secondo i media americani, il presidente sarebbe personalmente coinvolto nelle negoziazioni, le quali rappresentano una novità politica negli Stati Uniti [*6]. Gli eventi del 27 febbraio, menzionati all'inizio di questo articolo sembrano ora prendere forma. Trump ha raggiunto un accordo politico con gli Ellison, che garantisce la "lealtà" del nuovo gruppo verso il regime, così come avviene anche nelle oligarchie tipo  Russia o Ucraina, cosìcchè in un incontro con collaboratori dell'amministrazione Trump è stato chiarito al concorrente Netflix che la FCC avrebbe bloccato qualsiasi possibile fusione. Probabilmente, è per questo che Netflix ha gettato la spugna.

Egemonia fascista
Quello che sta emergendo, è un impero mediatico trionfante, il quale tende verso l'estrema destra e che dovrebbe contribuire all'instaurazione di un'egemonia fascista all'interno dell'opinione pubblica americana. Gli Ellison controllano già CBS, MTV e Comedy Central, oltre a CNN, HBO, TNT, TBS, Nickelodeon, Cartoon Network, TNT Sports e Discovery. Inoltre, ci sono dei gruppi mediatici come  DC Studios, Paramount, Warner Bros., New Line Cinema e Fandango [*7]. Si tratta di quel clan di oligarchi, strettamente legato ai Trump, che finanziò l'acquisizione ostile di Warner grazie a quelle stesse fonti oscure dei fondi sovrani arabi, tramite il genero di Trump, Jared Kushner, cosa che permise anche l'acquisto da parte di Jared del più grande produttore di videogiochi Electronic Arts [*8], e che ha anch'esso un'influenza considerevole sul servizio di streaming TikTok (Oracle dovrebbe garantire la sicurezza dei dati). Cosa significa questo in termini concreti? Ebbene, dopo che la milizia ICE di Trump ha ucciso due manifestanti a Minneapolis, gli utenti di TikTok si sono lamentati per non poter più caricare video critici di ICE. Problemi "tecnici" simili sono emersi anche per pubblicazioni che trattano dello scandalo della pedofilia di Epstein [*9]. I gruppi mediatici di destra già dominano il mercato dell'opinione negli Stati Uniti. News Corp, di proprietà del miliardario Rupert Murdoch, è il gigante reazionario consolidato del settore mediatico australiano e americano, che controlla decine di giornali ed emittenti televisive ed è stato determinante nell'instaurare un'egemonia discorsiva di destra negli Stati Uniti attraverso il suo canale via cavo Fox News. Murdoch ha favorito l'ascesa di Trump dal 2016 attraverso Fox News. Fox News rimane fedele al capo di stato americano, anche quando sfiora il ridicolo, come nel caso degli elogi dati al documentario di Amazon sulla first lady Melania Trump [*11].
Le forme oligarchiche di dominazione senza soggetto sotto il capitalismo [*12] vengono ulteriormente caratterizzate da dei conflitti permanenti, lotte tra diversi racket, fazioni e gruppi per prebende economiche e posizioni di potere, che vengono realizzate strumentalizzando l'apparato statale. Anche i blocchi di potere di destra, con tendenze fasciste, si stanno combattendo tra loro. Sappiamo che Trump sta cercando di usare il sistema giudiziario americano per combattere i suoi avversari politici. Ma questo si può vedere anche nei conflitti tra News Corp e la famiglia Trump. Il capo di Stato degli Stati Uniti, che continua a essere corteggiato da Fox News, ha fatto causa al Wall Street Journal di Murdoch per la somma astronomica di dieci miliardi di dollari perché ha pubblicato una lettera allusiva di Trump con auguri di compleanno, che avrebbe inviato a Epstein. Si può quindi considerare certo che News Corp non crescerà di nuovo durante il regno di Trump. I racket fascisti, clan oligarchici reazionari, competono quindi su una base ideologica comune che diventa egemonica nel settore mediatico negli Stati Uniti. La "destra dei più forti" social-darwinista, apertamente propagata dall'estremismo fascista del centro, è in realtà solo una forma degenerata dell'ideologia neoliberista della competizione. Questa transizione, verso una forma oligarchica selvaggia, delle élite funzionali capitalistiche, è proprio dovuta al processo di crisi che - nella produzione di merci dovuta alla sostituzione del lavoro salariato con la razionalizzazione -  riduce al minimo la valorizzazione del capitale, spingendo in tal modo il capitale fin dentro i suoi limiti intrinseci. La borghesia, diventa in tal modo un'oligarchia, e questo perché la base della valorizzazione reale, del capitale nella produzione di merci, si sta sgretolando, e pertanto le posizioni nel mercato e nel potere possono essere mantenute solo occupando e strumentalizzando i mezzi del potere statale. Quello Stato - che un tempo, in quanto "capitalista ideale globale" - doveva garantire il funzionamento di tutto l'intero sistema , diventa ora solo un oggetto, un mezzo nella lotta per l'imposizione di interessi speciali oligarchici. La semi-periferia, dove la crisi è già più avanzata, può ora qui servire da esempio: come avviene nei sistemi oligarchici della Russia e dell'Ucraina. La base ideologica comune al sistema oligarchico, emergente negli Stati Uniti, è un'ideologia fascista della crisi, simile a quella dell'oligarchia statale russa. Le somiglianze sono sorprendenti: il successo imprenditoriale in Russia, dipende decisamente dai rapporti con il Cremlino, il quale, grazie agli oligarchi fedeli a Putin, similmente a quanto avviene nella situazione attuale negli Stati Uniti, mantiene sulla retta via anche i media. Ciò che così prevale ampiamente, nell'opinione pubblica americana, è un'egemonia di destra che costituisce il rumore mediatico di sottofondo alle aspirazioni apertamente autoritarie dell'amministrazione Trump. Ed è qui che risiede la vera base ideologica del fascismo. L'intero sistema di coordinate politiche si sta spostando a destra. Ciò che attualmente sembra "normale", e comune negli Stati Uniti, solo pochi decenni fa sarebbe stato liquidato come di estrema destra .

Lotta distopica per l'Intelligenza Artificiale
L'intervista rilasciata da Dario Amodei - CEO della società di intelligenza artificiale Anthropic -  al canale CBS di Ellison [*13] dopo che la sua azienda si è allontanata dal Pentagono, ci permette di studiare concretamente cosa significhi l'egemonia fascista. Fu un vero e proprio interrogatorio quello che venne condotto da una "giornalista" aggressiva, la quale non nascose il suo disappunto, e che in realtà assunse la posizione e il punto di vista del Pentagono, guidato da Pete Hegseth, un fascista coperto di tatuaggi di estrema destra. Siamo già nel regno della TV di Trump, dove le differenze con Fox News sono solo marginali. Almeno, ha evidenziato quanto pochi siano i requisiti di Anthropic. Amodei si oppone solo alla sorveglianza di massa dei cittadini americani. Il guru dell'IA ha semplicemente insistito che l'uso militare futuro dei suoi sistemi debba basarsi su solide basi giuridiche. In tal caso, Anthropic supporterebbe anche le macchine assassine autonome in stile Terminator. Il Congresso dovrebbe semplicemente definire il quadro giuridico per le armi basate sull'IA, attraverso la legislazione, secondo Amodei, mentre la CBS ritiene che il potere del Pentagono, il cui leader sociopatico di estrema destra ha appena respinto tutte le regole di ingaggio militare durante il bombardamento dell'Iran [*14], sia sufficiente. L'intervista ha anche chiarito il cambiamento di paradigma per quel che riuarda il capitalismo di Stato negli Stati Uniti, causato dalla crisi: Amodei insisteva sulla democrazia, sul mercato, mentre il giornalista della CBS implicitamente suggeriva che egli fosse colpevole di tradimento, dal momento che si rifiutava di seguire le istruzioni del Pentagono. I due interlocutori erano tormentati da una paranoia fascista alimentata dalla crisi, che ha fatto loro vedere  "nemici" ovunque, mentre gli Stati Uniti sotto Trump stanno intraprendendo una vera e propria campagna di intervento imperialista. Non ci saranno limiti o tabù nell'uso militare dei sistemi di IA, se non altro a causa delle dinamiche di crisi in rapido progresso che stanno creando una domanda per forme barbare di gestione delle crisi [*15].
La marginalizzazione intenzionale di Anthropic, che il Pentagono di Trump vuole ottenere designando l'azienda di IA come "rischio per la sicurezza", apre semplicemente la porta alla competizione. Ancora una volta, i rapporti con la Casa Bianca sembrano essere un vantaggio. Elon Musk, il grande promotore della campagna elettorale di Trump, dopo un disaccordo iniziale [*16], si è da tempo riconciliato con il suo presidente . Inoltre, questo convinto tecno-fascista ha affermato che il suo sistema AI Grok poteva essere usato senza alcun scrupolo etico. Sebbene, secondo le stime degli esperti del Pentagono, Grok non raggiunga la qualità della soluzione Anthropic Claude, il sistema di Musk è ora stato mantenuto dal "Dipartimento della Guerra" di Pete Hegseth, mentre il Pentagono sta tirando l'allarme a causa dell'inaffidabilità di Grok; oltre a Musk, anche il CEO di OpenAI, transumanista [*19], Sam Altman [*20], si è unito al movimento militare del Pentagono. Poche ore dopo che il Dipartimento della Guerra si era separato da Anthropic, Altman ha raggiunto un accordo che, inizialmente, non poneva praticamente limiti all'uso della forza assistita dall'IA da parte dell'esercito statunitense. Nel frattempo, Altman ha dovuto entrare in modalità crisi e lavorare per limitare i danni dopo che molti utenti hanno terminato i loro abbonamenti OpenAI. Altman ha dichiarato il 2 marzo che il contratto con il Pentagono era stato integrato da passaggi che vietavano all'esercito di "sorveglianza di massa dei cittadini americani." Il Pentagono di Hegseth fece quindi a OpenAI esattamente quella promessa che aveva rifiutato ad Anthropic. Questo è stato l'unico punto di contesa degno di nota. Questo trattamento diseguale poteva – chi l'avrebbe mai detto? – essere spiegato dalle linee del fronte e dalle alleanze formate, o semplicemente dalle relazioni personali all'interno dell'oligarchia americana.
Proprio come accade in Russia o Ucraina [*23], OpenAI è una startup di IA in perdita che non ha un proprio modello di business redditizio, a differenza del suo concorrente Google, che potrebbe effettivamente sovvenzionare la sua soluzione Gemini all'infinito. Di conseguenza, la piccola attività di IA spietata e sopravvalutata di Altman è particolarmente a rischio [*24], e questo avverrà non appena la Grande Bolla dell'IA, in cui si trovano principalmente gli Stati Uniti, inevitabilmente scoppierà [*25]. Non esiste una società madre che possa attutire gli shock finanziari. Altman spera di usare l'accordo con il Pentagono come ancora di salvezza per la sua start-up, che ha già dovuto ridurre i suoi piani di investimento megalomani da 1,4 trilioni di dollari a 600 miliardi di dollari. Questo non è l'importo concreto dell'accordo da 200 milioni di dollari, che è solo una goccia nell'oceano per il settore dell'IA. Questi ricavi non salveranno OpenAI. Si tratta del fatto che OpenAI ora fa parte della macchina militare degli Stati Uniti, che il sistema sarà profondamente integrato nei processi del Pentagono, dei servizi segreti e dei vari rami, come Claude d'Anthropic, la cui rimozione altamente complessa richiederà ora settimane o addirittura mesi. OpenAI vuole diventare indispensabile per lo Stato statunitense, che si trova nel mezzo di una fascisazione aperta, e sarebbe costretto a mantenere viva questa piccola azienda di IA in perdita con salvataggi da miliardi di dollari quando la bolla dell'IA scoppi. Sam Altman vuole usare la cooperazione con la macchina militare americana per rendere la sua azienda troppo importante perché la Casa Bianca fallisca.
Questa, è proprio una caratteristica della tendenza al capitalismo di stato indotta dalla crisi mondiale del capitale, che ora si manifesta anche nei centri. La vicinanza allo stato, l'interdipendenza con l'apparato statale, aumentano le possibilità di sopravvivenza di fronte alla crisi che inevitabilmente incombe. E lo stato è attualmente al di fuori di Donald Trump. E questo ci riporta alla famiglia Ellison, terribilmente amichevole. Il gruppo IT Oracle di papà Ellison è strettamente legato a OpenAI. Un enorme accordo di investimento di circa 300 miliardi di dollari prevede a Oracle di costruire capacità di calcolo per la start-up di IA, che consumerebbe 4,5 gigawatt di elettricità [*27]. Oracle sta costruendo enormi data center il cui unico cliente è una piccola azienda di IA in perdita e spietatamente sopravvalutata, che ora sta vivendo le sue prime difficoltà finanziarie. Oracle è già fortemente indebitata: nell'autunno del 2025, il rapporto debito/capitale di Oracle era del 427%, rispetto al solo 32,7% di Microsoft. Cosa significa questo in termini concreti? Se OpenAI dovesse fallire, anche Oracle, l'azienda di Larry Ellison, sarebbe minacciata [*28]. È proprio per questo motivo che il suo rapporto personale con la Casa Bianca è attualmente così importante, persino prezioso, per Larry Ellison. Ed è anche per questo motivo che la concorrenza di Anthropic è soggetta a una vera e propria inchiesta sul canale CBS, di proprietà di Ellison, al fine di ottenere ai clienti di OpenAI l'accordo che è stato negato ad Anthropic. Inoltre, la divisione media degli Ellison, gestita dal figlio, è anch'essa in difficoltà finanziarie, soprattutto dopo l'acquisizione della Warner Bros. Ecco perché le catene degli Ellison sono anche pienamente allineate con la linea di Trump: devono dimostrare alla Casa Bianca di meritare un salvataggio, se ce ne è uno. Gli oligarchi vicini a Trump non dovrebbero andare in bancarotta in tempi di crisi, proprio come sono accaduti oligarchi vicini al Cremlino nella Russia di Putin.

- Tomasz Konicz, - 4 marzo 2026 - Pubblicato su TOMASZ'S NEWSLETTER -

NOTE:

[1] https://about.netflix.com/de/news/netflix-to-acquire-warner-bros

[2] https://apnews.com/article/warner-paramount-netflix-5ddba4049473903b35b65e62e37d66bf

[3] https://www.cnbc.com/2026/02/26/netflix-sarandos-trump-white-house-wbd-paramount.html

[4] https://www.cnbc.com/2026/02/26/netflix-sarandos-trump-white-house-wbd-paramount.html

[5] https://www.wsj.com/business/media/paramount-netflix-warner-bros-battle-ellisons-a86fe15c

[6] https://variety.com/2025/biz/news/trump-blasts-ellisons-warner-bros-discovery-hostile-bid-1236610188/

[7] https://www.tvfandomlounge.com/paramount-taking-over-warner-bros-should-terrify-everyone/

[8] https://www.vanityfair.com/news/story/jared-kushner-saudi-arabia-ea-games

[9] https://arstechnica.com/tech-policy/2026/01/tiktok-claimed-bugs-blocked-anti-ice-videos-epstein-mentions-experts-call-bs/

[10] https://www.konicz.info/2013/01/19/die-erste-macht-im-staate/

[11] https://www.youtube.com/watch?v=In0r6iWexWU

[12] https://www.konicz.info/2022/10/02/die-subjektlose-herrschaft-des-kapitals-2/

[13] https://www.youtube.com/watch?v=MPTNHrq_4LU

[14] https://x.com/Acyn/status/2028459380132446599

[15] https://www.konicz.info/2024/03/23/ki-und-krisenverwaltung/

[16] https://www.thenation.com/article/politics/elon-musk-donald-trump-maga/

[17] https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/13/elon-musk-grok-hegseth-military-pentagon

[18] https://www.wsj.com/politics/national-security/elon-musk-xai-grok-security-safety-government-73ab4f6e

[19] https://techcrunch.com/2026/02/21/sam-altman-would-like-remind-you-that-humans-use-a-lot-of-energy-too/

[20] https://edition.cnn.com/2026/02/27/tech/openai-pentagon-deal-ai-systems

[21] https://www.independent.co.uk/tech/cancel-chatgpt-ai-war-claude-anthropic-b2930007.html

[22] https://www.nytimes.com/2026/03/02/technology/openai-pentagon-deal-amended-surveillance.html

[23] https://de.paperblog.com/oligarchie-und-staatszerfall-898269/

[24] https://www.konicz.info/2026/01/05/auf-dem-altar-des-techno-gottes/

[25] https://www.konicz.info/2025/11/09/die-kuenstliche-intelligenzblase/

[26] https://futurism.com/artificial-intelligence/openai-cuts-spending-plan

[27] https://www.techspot.com/news/109418-openai-turns-oracle-historic-300-billion-cloud-partnership.html

[28] https://www.fool.com/investing/2025/11/30/oracle-might-be-the-riskiest-ai-stock-as-bubble-fe/