venerdì 31 agosto 2012

fantascienza e comunismo

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Un fascicolo dell'FBI su Ray Brabdury rivela che il governo federale aveva indagato lo scrittore, sospettato di essere un comunista, negli anni '60 e '70. Appellandosi al "Freedom of Information Act Request", l'Huffington Post ha ottenuto una copia del file di Brabdury, e così è venuto fuori che l'FBI controllava i timbri sul passaporto dello scrittore e piantonava la sua casa. Solo che, ad un certo punto decisero di non avere abbastanza elementi per dare seguito all'indagine, e rinunciarono ad interrogare lo stesso Brabdury.
Il nome di Brabdury, era stato fatto da più informatori, compreso lo sceneggiatore Martin Berkeley, il quale spiegò, all'FBI, per filo e per segno, le connessioni fra fantascienza e comunismo.

"L'informatore ha dichiarato che la finalità generale di questi scrittori di fantascienza è quella di spaventare la gente, mettendola in uno stato di paralisi psicologica che confina con l'isteria, che potrebbe verosimilmente portare ad una Terza Guerra Mondiale che il popolo americano si convincerebbe di non poter vincere, dal momento che il suo morale è stato distrutto."

Ma poi, evidentemente, l'FBI realizzò che, sebbene avesse tuonato contro il maccartismo, lo scrittore non aveva poi questa gran simpatia per il comunismo. Infatti, nel 1959, durante una conferenza, aveva dichiarato che il suo libro "Il pompiere" (che poi sarebbe diventato "Fahrenheit 451”) era stato proibito in Unione Sovietica.

2 commenti:

alpexex ha detto...

quanti impiegati federali hanno trovato lavoro grazie alla paranoia!

franco senia ha detto...

e quanti sceneggiatori si sono liberati di colleghi ben più capaci di loro!