giovedì 21 luglio 2011

Gulag

gulag

Quando, nel 1939, finisce la guerra civile spagnola, in Unione Sovietica si trovano 4.506 esuli spagnoli, 2.982 figli della guerra e 130 insegnanti ed educatori che li hanno accompagnati, 891 militanti e dirigenti del partito comunista, 192 marinai, lo stesso numero di aspiranti piloti andati per ricevere addestramento militare dall'Unione Sovietica, e 75 disertori della División Azul – però, "di ideologia di sinistra".
Fra loro, ci furono centinaia di persone rimaste intrappolate in URSS nel 1939, e che non riuscirono ad uscirne fino al 1954, alcuni, e fino al 1956, altri. Quelli che ci riuscirono! Perché dei 270 che vennero mandati nei gulag, con una condanna media ad undici anni, ne tornarono molto pochi. Dopo essersi giocata la pelle, combattendo contro Franco, finirono a fare lo sciopero della fame, fianco a fianco con i prigionieri della División Azul, nei terribili campi di concentramento nel Circolo Polare Artico, dove si doveva lavorare per dodici ore al giorno a 50 gradi sottozero e con una razione minima.
Prima di arrivare al gulag, la prassi era quella di passare attraverso gli interrogatori della Lubianka, dove era normale che il prigioniero ignorasse assolutamente di che cosa veniva accusato. Alcuni venivano bollati come spie, altri veniva accusati di essere anti-sovietici. Questione di sfumature, il trattamento era identico. Visite mediche selvagge e vessatorie, privazione del sonno e isolamento per settimane in celle con le pareti coperte di fango congelato, sempre sul filo della morte per fame.
Il minimo comune denominatore, quello che apriva le porte dell'inferno, era l'essersi rifiutati di voler rimanere in Unione Sovietica. Aver richiesto di tornare in Spagna, pur sapendo cosa li aspettava, oppure di emigrare in altri paesi. Questo era considerato, dalle autorità sovietiche, come un segno di disaffezione politica e di tradimento. Tanto più che la stessa direzione del Partito Comunista Spagnolo, con a capo Dolores Ibarruri, era favorevole a che si fucilassero piuttosto che permettere loro di abbandonare l'Unione sovietica, facendo ad essa una cattiva propaganda.

6 commenti:

gianni alias "severino" ha detto...

Franco, fai bene a diffondere queste notizie che per alcuni non sono novità,ma per moltissimi sono solo degli scoop, mentre penso sarebbe molto utile segnalare un po' di bibliografia..tipo:
1-I racconti di Kolyma di Salomov Ed.Einaudi
2-La verità nuda di lev razgon ed. ancora del mediterraneo
3- Odissea rossa di Didi Gnocchi ed.Einaudi
4-Prigioniera di Stalin ed Hitler di Margarete Buber-Neuman Ed. Il Mulino
5- Arcipelago Gulag di Solzenicyn Ed. Mondadori
6- la resa dei conti di tibor déry Ed. Cargo
.....e si potrebbe continuare con gli anni successivi a Stalin!!
Volevo soltanto dare un contributo al tuo interessante blog che vedo poco commentato...c'è molta aridità politica in Europa. Ti pare? SEMPRE PRONTI COMUNQUE!! Gianni

Cirano ha detto...

a parte la ricca bibliografia citata nel commento di gianni, esiste qualcosa nell ospecifico sugli spagnoli in unione sovietica??

franco senia ha detto...

Ne esiste almeno uno:
"Republicanos españoles en el gulag (1939-1958)"
di Luiza Iordache
pubblicato da Institut de Ciències Polítiques i Socials de Barcelona.
Sono solo 85 pagine.

franco senia ha detto...

Qualcosa di più, sull'argomento, si trova qui:
http://chisland.com/forum/index.php/topic,301.0.html

GIANNI LANDI ha detto...

Cirano, ti consiglio di leggere un libro che non è proprio attinente ai gulag ma è eloquente riguardo al Lenin-Stalin pensiero nel mondo: Russia, Spagna '36... e tieni presente che il sottoscritto oggi è un fervente bakuninista ed archinovista (tanto per non perdere l'attitudine al comando!! Leggiti se lo trovi da qualche parte:La memoria dei vinti di Michel Ragon Ed. Jaca Book 1996 saluti anarchici Gianni LaNDI

franco senia ha detto...

Bel libro!
Pare sia disponibile, pur aspettando un paio di settimane, su ibs:

http://www.ibs.it/code/9788816280496/ragon-michel/memoria-dei-vinti.html