giovedì 7 aprile 2011

Le Fughe di Buster Keaton

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Semmai ne avete voglia, qualche volta, quel che potete fare invece di quel che fate di solito è di accendere la vecchia TV e abbassare completamente il volume in modo da non udire le parole e vedere soltanto le immagini. Potreste anche fare il contrario e accendere la vecchia TV e disturbare l'immagine in modo che non sia più un'immagine ma solo onde e puntini luminosi che si muovono su e giù, e poi alzare al massimo il volume. Allora potrete prendere parte alla nazione di una fuga.
Se osservate le fughe di Buster Keaton siete sicuramente destinati ad imparare qualcosa.
Prima di tutto imparate che non dovete neanche provarci. Lo vedete in azione e notate che si tratta di un'azione doppia con due cose opposte che avvengono simultaneamente. Vi accorgete che la faccia è semplicemente una faccia, niente di più e niente di meno, e per questo motivo diventa più che una faccia, ma non ve ne date pensiero. Osservate il corpo che esegue più operazioni di quanto un corpo non possa eseguirne e talvolta è qualcosa di più di un corpo e talvolta è qualcosa di meno e per questo motivo diventa qualcosa di più di un corpo. Vedete che la faccia non si preoccupa del corpo e che il corpo non si preoccupa della faccia e poi lui fugge. E voi siete intrappolati a guardarlo mentre lui evade. La cosa che vi colpisce di più è che lui non si preoccupa affatto di esser preso.

da - Sam Shepard - La Luna del Falco -

3 commenti:

cog ha detto...

Ottimo blog. Complimenti vivissimi ed auguri di buon lavoro. Carlo O. Gori

cog ha detto...

Ottimo blog: complimenti vivissimi ed auguri di buon lavoro!
Carlo O. Gori

flaco ha detto...

Interessante.
A me fa anche venire in mente la Keaton di Guccini, o meglio di Lolli, e ancora La fine del cinema muto dello stesso Lolli. Canzoni in cui si resta intrappolati.