martedì 10 febbraio 2009

Mitologie




A fare una ricerca su ibs, o su qualsiasi altra libreria on-line, di Paul Nizan, in italiano, si trovano solo due romanzi, di cui uno solo in remainder! "Aden Arabia" e "La cospirazione". Al macero, oramai da anni, i volumi che ne raccoglievano, per "La Nuova Italia", tutta la produzione critica e politica, nonché gli altri suoi due romanzi, "Antoine Bloyé" e "Il cavallo di Troia".
Ne scriveva la Rossanda, nell'introduzione ad "Antoine Bloyé", edito per bertani di Verona:
"Datata e collocata geograficamente, la natura della sua inquietudine giovanile,: è il fratello di sinistra di Breton, di Drieu de la Rochelle, perfino di Céline. (...) Eppure al di là di questa gabbia storica, i nodi sui quali si è urtata e si è formata la sua vita non sono affatto sciolti."
Quasi iroso, nello stile, sia che si trattasse di un libello che delle pagine di uno dei suoi romanzi, a Paul Nizan appartiene una collera insopprimibile per lo stato di cose presenti. Nei suoi lbri sanziona, senza scappatoie, che non esiste altrove, che non c'è felicità nel viaggio e che rimane solo il qui ed ora della società capitalistica. Senza vie d'uscita!
Il comunista Nizan si fa portatore di una sorta di umanesimo rinnovato alla luce del materialismo antico (non per niente fu un divulgatore originale di Epicuro e Lucrezio). Volentieri, di Marx citava il passaggio secondo cui "le armi della critica non sostituiscono la critica delle armi". La forza materiale va abbattuta dalla forza materiale, ma anche la teoria diviene forza materiale non appena la classe se ne impadronisce.
Per questo Nizan scriveva romanzi. Per restituire alla classe d'origine (da cui era transfuga) in termini di storia, tutto quello che essa amava allucinare in termini di destino; e per fornire alla classe antagonista un arma ed ... uno specchio ustorio.
Passaggi ideologici in grado di passare dal discorso della parola al discorso dell'azione. Alla ricerca di un'incisività politica del linguaggio letterario. Refrattario ed estremista, Nizan. Urticario, ebbe a definirlo Sartre (già suo compagno di banco alla Ecole Normale Superìeure) che lo tradì per tutta la vita e poi finì per omaggiarlo,
nella prefazione ad "Aden Arabia", consegnandolo alla generazione che di lì a poco avrebbe fatto il '68.
Difficilmente - credo - qualcuno ripubblicherà un romanzo, come "Antoine Bloyé", in cui è contenuta una riflessione come questa:
" Fino a quando gli uomini non saranno completi e liberi, sicuri sulle loro gambe e sulla terra che li porta, essi sogneranno la notte. Essi sazieranno tutte le loro fami, la loro fame reale - perché, nel mondo, ci sono tutti gli uomini che non mangiano a sazietà, che non bevono a sufficienza; ci sono tutti gli uomini della miseria - e sazieranno la loro fame di vendetta, riporteranno vittorie sugli oppressori del giorno, conquisteranno donne arrendevoli. E l'uomo della notte confiderà i suoi segreti alla sua ombra del giorno, a quell'ombra che non li ascolta".

2 commenti:

Spiaccikada ha detto...

In effetti stavo cercando materiale si Nizar senza troppa fortuna, grazie per il tuo post sull'argomento.

franco senia ha detto...

prego :-)