giovedì 16 ottobre 2008

poeti



"Trasformare il mondo, ha detto Marx, cambiare la vita, ha detto Rimbaud: per noi queste due parole d'ordine fanno un tutt'uno".

Così concludeva il suo discorso André Breton, nel 1935, al Congresso degli Scrittori per la Difesa della Cultura. Inizialmente censurato dal Partito Comunista Francese, organizzatore del Congresso, l'intervento fu poi letto, dopo molte mediazioni, da Paul Eluard.
Sembra che il suicidio di René Crevel, avvenuto in quei giorni, non sia estraneo a quelle mediazioni.

"Si sa che la condizione del poeta pone automaticamente colui che la rivendica ai margini della società", così scriveva Benjamin Péret, qualche anno più tardi, dal suo esilio messicano, dopo la sfortunata conclusione della rivoluzione spagnola.
Sarà sempre lo stesso Breton a ricordarlo, con un'immagine esemplare:
Péret, in divisa da miliziano, sulla soglia di una casa di pescatori, una mano sul fucile, l'altra occupata ad accarezzare il capino di un gatto!

9 commenti:

lucharoja ha detto...

péret, uno dei pochi a partire davvero. che al contrario di quanto diceva bunuel "messo al centro del vulcano" non ha avuto paura.

"intellettuali di tutto il mondo, unitevi ai proletari di tutto il mondo" rené crevel.

l.

teoderica ha detto...

Cambiare il mondo !Basta cambiare sè stessi e poi chi te lo dice che l' altro vuol essere cambiato. Intellettuali unitevi ai proletari , scusatemi sono giunta qui seguendo le tracce di Bob Dylan e mi ritrovo 30 anni indietro.Cordiali saluti e scusate la mia intromissione .

franco senia ha detto...

Succede, che a seguire i passi di Bob Dylan ci si ritrovi trent'anni indietro. Ma qui fra guerra di spagna e surrealisti, direi anche qualcosina in più.
Attenta, a non seguirlo troppo dylan.
Rischi di rimanere ... spaesata!

salud

teoderica ha detto...

Ti prego, i surrealisti come i cristiani credono in un' altra vita, ed hanno scopiazzato gli italiani ,la guerra è sempre guerra sia che sia giusta o sbagliata ed è costretto a subirla anche chi non la vuole.

franco senia ha detto...

!!!???
Ah, nel senso di un'altra vita, intesa come vita dopo la morte ...
no, non credo.
E sai una cosa? il casino è che anche la "pace", tocca subirla a chi non la vuole.

salud

teoderica ha detto...

un' altra vita intesa come ricerca di altro da sè , a furia di cercare il sè si perde l' io , se sogni troppo non afferri la realtà , se l' utopia si avvera non lo è più. Adieu.

franco senia ha detto...

insomma, suiciadiamoci per paura di morire!

salud (adios venne abrogato già a partire da 1935, sempre)

teoderica ha detto...

Se la vita è sogno (Shakespeare e Lazzarillo Da Tormes lo dicono)e se fosse la morte sogno ? Scusami prometto che non verrò più ad intromettermi. MA perchè è stato abolito adios nel 1935?

franco senia ha detto...

Sogno, incubo ... tutto quello che vuoi. Del resto, per dirla con Camus, il problema principale è stabilire se suicidarsi o meno.
Non vivom comunque, i tuoi commenti come intromissioni.
Ci mancherebbe!
Per qualno riguarda l'abolizione di "a-dios" (con-dio), diciamo che fu un modo per abolire ... dio

salud