lunedì 20 ottobre 2008

il problema della chiesa



Nel 1834 i madrileni bruciarono conventi e chiese dei gesuiti, perché convinti che questi avessero avvelenato l'acqua dei pozzi. Lo stesso si ripetè, in quasi tutta la Spagna, l'anno dopo. Nella cosiddetta settimana tragica di Barcellona, nel 1909, molte chiese e conventi furono bruciati e si cominciò a sparare sui preti. Infine, nel 1931, nelle giornate di maggio, centinai di edifici religiosi furono assaltati e dati alle fiamme, soprattutto in Andalusia e a Madrid. Questa "tradizione spagnola", in realtà, mette in luce il grosso peso della chiesa cattolica negli affari della vita quotidiana, ed il sentimento popolare continuamente umiliato dal suo potere temporale ed economico. Possiamo valutarlo grossomodo così: 80.000 religiosi con un indotto di 140.000 persone occupate direttamente, 11.921 proprietà rurali, 7.828 proprietà urbane, 4.192 censos. Un giro d'affari di circa 129 milioni di pesetas, a cui vanno aggiunti gli interessi bancari di un capitale investito per più di 650 milioni di pesetas. DI fronte a questo impressionante impero non si può non sorridere del candore di Andrés Nin quando, sulle colonne de "La Vanguardia", nel 1936, scriveva: "La classe operaia ha risolto il problema della Chiesa semplicemente non lasciandone in piedi una".

L'espressione "A-dios" (con dio), usata come saluto, fu abolita allo scoppio della guerra civile, nel 1936, per la prima volta, nel piccolo villaggio di Tosas, sul litorale catalano. Venne sostituita con "salud". Furono le donne del paese a volerlo, perché "la guerra aveva fatto loro capire che non c'era più nessun dio in cielo".
Nel 1936, tutte le chiese di Barcellona (ad eccezione della cattedrale, salvata per i suoi tesori artistici) vennero bruciate, saccheggiate o, comunque, distrutte.

4 commenti:

lucharoja ha detto...

sicuramente non l'unico paese provato dall'ingerenza del potere temporale ed economico della chiesa.
l'unico però in cui un potere di tale portata è stato messo in pericolo proprio e principalmente sul piano economico.
dalle desamortizaciones liberali della fine del '700, la chiesa spagnola impara.
e la guerra civile risveglia il timore più grande.
a tutt'oggi rimane l'unica pagina su cui nessuna ritrattazione di facciata da parte del vaticano è stata nemmeno ipotizzata.


l.

franco senia ha detto...

Già, il vaticano si rifà ancora all'omelìa di pio XI, il quale tuonò contro la barbarie comunista.
E' simpatico annotare il fatto che gli uomini dei servizi di sicurezza della repubblica, in "onore" del papa, erano scherzasamente soprannominati "barbari", dai compagni.

salud

Anonimo ha detto...

Interessante e divertente: Si sà poi come vanno a finire queste cose ed infatto: la Chiesa c'è ancora nonostante tutto...i comunisti NO! ;)

Franco Senia ha detto...

sicuramente. Ma vuoi mettere il divertimento!?