giovedì 20 marzo 2008

fratelli



In una cameretta per ragazzi, le tende tirate, buio, tranne che per la luce ambrata che emana da una radio, uno di quei modelli anni '50. Due ragazzi, due fratelli, uno di sei e l'altro di dodici anni, sdraiati sul letto, ascoltano una stazione che trasmette musica country dal Grand Ol' Opry, cantando.
Due anni dopo, il più giovane dei due suona "Desolation Row" con il suo ukulele. Ben presto abbandonerà quello strumento per imparare il flauto, il violino e la chitarra.
Nel giro di dieci anni, Garnet Rogers, sarà sulla strada, musicista a tempo pieno insieme a suo fratello Stan.
Questa canzone parla di due fratelli...

Frankie e Johnny
di Garnet Rogers

Io e Johnny eravamo fratelli
Sebbene non ci assomigliassimo molto
Non avevamo molto in comune
Condividevamo poco più che il cognome.

Lui era grande e vivace e bello
Io ero tranquillo, pallido e schivo
Parlava come un fulmine
Io spiccicavo parola a malapena
Laddove io incespicavo, lui avrebbe potuto volare.

Così, otteneva tutto facilmente
Mentre io dovevo darmi da fare
Dove io procedevo quasi strisciando
Johnny aveva il tocco di Mida
Era veloce ad arrabbiarsi, veloce a ridere, veloce a battersi
Veloce a perdonare
Viveva ogni giorno come se fosse l'ultimo
Io, semplicemente vivevo
Andò via di casa quando io avevo diciotto anni
Rammento ancora la sua faccia
Aspettammo invano una sua lettera
Via via che si spostava da una città all'altra
Io mi sistemai e mi sposai
Feci un mutuo e due figli
E gli invidiai la sua libertà
Ed imparai presto anche a nasconderlo.

Coro:
Se ami qualcuno
Puoi darlo a vedere?
Tienili vicini a te e dillo loro
Cosicché sappiano
Prima che sia troppo tardi
Da' loro tutto l'amore che hai, giorno per giorno.

Johnny morì quando io avevo trent'anni
Una morte senza senso, quasi per caso
Lo seppi, misi giù il telefono
Non riuscivo a respirare
I miei genitori la presero anche peggio
Perché io avevo perso un fratello
Ma loro avevano perduto il figliol prodigo
Ciascuno prese su di sé il dolore dell'altro
Provai a sostituire Johnny
Provai ad essere un figlio migliore
Per poco non mi uccise, provare a vivere per due
Potevo solo vivere una vita

Coro

Così mi ritrovai ad essere il solo
Ad andare a prendere i suoi effetti personali
Non ho parole per dire quanto fosse duro frugare i suoi cassetti
Mi sembrava così reale, così vicino
Quest'uomo che avevo conosciuto a malapena
Per la cui libertà ero così risentito
Con ogni cosa che mi girava intorno

E fu così che trovai il pacchetto
Era legato con uno spago
Tagliai il nodo, e lo aprii
E mi rivelò così tante cose
C'erano le lettere
Che non aveva mai spedito
Erano quasi tutte indirizzate a me
E ad ogni pagina, mi rivelarono il prigionero
L'uomo che io avevo immaginato libero
Aveva scritto "Frank
tu pensi che io abbia così tanto
E in realtà ci sono poche cose che non ho fatto
Ma tu sei amato e capace di restituire amore
Sei tu quello fortunato
Il solo fortunato, Frankie
Hai famiglia, amici ed una moglie
E tutto quello che diranno quando non ci sarò più
è che ho avuto una vita intrigante"
E ancora "Frank io non so proprio dire quelle parole
Siamo così diversi noi due
E se tu stai leggendo allora io sono morto
Così Frank, io ti voglio bene"

Coro

Il giorno dopo era tardi
Quando arrivai a casa
Mia moglie era già a letto
Si allungò, si stiracchiò e mi fece spazio
"Va tutto bene?" chiese
E io mi sdraiai sul letto e la tenni vicino
E le baciai i capelli
Poi prendendole la mano
"Ti voglio bene". Dissi.

Coro

1 commento:

franco senia ha detto...

Frankie and Johnny
by Garnet Rogers

Me and Johnny we were brothers
Though we did not look the same
We had not much in common
We shared little but out last name

He was big and bright and handsome
I was quiet, pale and shy
He could talk a streak
I could barely speak
Where I'd stumble, he would fly

So much so easily came to him
Me, I had to work so much
Where I struggled on with everything
Johnny had the Midas touch
He was quick to anger, quick to laugh, quick to fight
Quick to forgive
He lived each day as though it was his last
Me, I merely lived
He left home when I was eighteen
I still recall his face
We waited vainly for his letters
As he moved from place to place
Me I settled down and married
I got a mortgage and two kids
And if I envied him his freedom
I soon learned to keep it hid

chorus:
If you love someone
Can you let it show?
Hold them close to you and tell them
So they know
It's too late
By the grave
Give them all the love you have everyday

Johnny died when I was 30
It was a senseless, random death
I got the news, put down the Œphone
I could not get my breath
My parents took it worse than me
For I had lost a brother
But they had lost their prodigal son
They took their pain out on each other
I tried hard to make up for Johnny
I tried to be a better son
It nearly killed me, trying to live for two
I could only live for one

chorus

And so it fell to me to be the one
To sort through his effects
I have no words to say how hard it was to search his desk
He seemed so real, so near to me
This man I barely knew
Whose freedom I'd so resented
With each turning of the screw

And then I found the package
It was all tied up with string
I cut the knot, and opened it
And it revealed so many things
There were the letters
That he had never sent
He mostly wrote to me
They revealed the prisoner upon each page
The man I'd thought so free
He wrote "Frank
You think I have so much
Indeed there's little I've not done
But you are loved and can give love back
You're the lucky one
You're the lucky one Frankie
You have family, friends, your wife
and all they'll say when I'm gone
is, "he had a busy life"
He wrote, "Frank I just can't say those words
We're so different we two
And if you're reading this then I'm long gone
So Frank, I love you"

chorus

It was late next day
When I got home
My wife had gone to bed
She stretched and stirred and made some room
"Are you okay?" she said
And I lay down and I held her close
And I kissed her on the head
Then reaching out to take her hand
"I love you." I said

chorus