giovedì 13 dicembre 2007

Non abbiamo cominciato noi!



La rete innesca strani meccanismi, "da quartiere" mi verrebbe da dire. Dopo anni passati a frequentarla, dopo un inizio "roboante" in cui ti spostavi continuamente, macinando siti su siti, seguendo link, cercando quasi la fine dell'arcobaleno, ti accorgi che alla fine ti ritrovi, ogni giorno, giorno dopo giorno, a fare il solito "giro". Il deposito per le eventuali nuove versioni del software che usi, o che ti potrebbe interessare usare. L'edicola, la libreria, il negozio dei dischi per sapere in anticipo le novità. Poi, i siti degli amici e i loro blog. In questi ultimi luoghi, può capitare di orecchiare qualche discorso, magari suscitato da qualcos'altro, magari fuori luogo! Solo che - lo confesso - da tempo mi è venuta meno la spinta ad andare ad "urlare" le mie ragioni in casa d'altri. Per continuare a coltivare tale ghiribizzo conservo solo l'abitudine ad un paio di mailing list, forse per vizio forse - per l'appunto - per abitudine. Ché l'abitudine è di conforto (agli altri, ovviamente), e vuoi mettere la soddisfazione di aspettare la passeggiata di Immanuel Kant, al fine di poter rimettere l'orologio sull'ora esatta, tutti i pomeriggi! Ragion per cui, dicevo, quando ho prestato orecchio ad una discussione che non esito a definire assurda, fatta su un sito gestito da un amico e in cui si parla di canzoni. A partire da un testo del collettivo Victor Jara (dei fratelli David e Chiara Riondino) a proposito della fucilazione di Giancarlo Del Padrone sui tetti del carcere delle Murate, a Firenze, qualcuno è passato a disquisire della susseguente rivolta che avvenne nel quartiere di Santa Croce e poi, con un doppio salto mortale carpiato con avvitamento, a ricordare un episodio in cui avvenne che dei democristiani, un paio di anni dopo, vennero aggrediti da un nutrito gruppo di compagni. Niente di male (letteralmente), solo che la citazione veniva fatta, in mala fede suppongo, riconducendola alla strage di Piazza della Loggia a Brescia e sostenendo che era stato un "errore", in quanto i democristiani sarebbero stati "dalla nostra parte". E, intendendo con questo, non tanto dalla sua, quanto anche dalla mia!
Il discorso ha funzionato, fino al punto che l'ingenuo mio amico, amministratore del sito, ha ritenuto che fosse accaduto che i democristiani erano andati a portare la loro solidarietà e partecipazione al lutto per i caduti a seguito dell'attentato.
A seguito di tutto questo, non ho mai avuto la minima intenzione di intervenire a quella sorta di "forum" - non mi piacciono i forum "amministrati", anche se lo sono da amici: ho dei brutti ricordi in proposito - però, da giorni, rimugino su questo fatto e su come sia facile cambiare le carte in tavola e dare, o far credere, una versione dei fatti che si discosta - poco o molto - dalla verità della realtà di allora. E allora la scrivo qui, per i pochi cui può interessare, considerato anche che essendo oramai tutto prescritto posso "sbruffoneggiare" quanto mi pare!
Sono arrivato a quella che ciascuno può chiamare come gli pare, da coscienza a follia, per mezzo di due episodi che mi hanno dato una "causa". I due episodi, in susseguenza, sono stati: la fucilazione dei braccianti di Avola e la bomba di Piazza Fontana a Milano. Li ho chiamati, insieme a molti altri, "strage di stato", e su questo non ritorno indietro. A me risulta che lo stato fosse gestito da un partito che si chiamava "democrazia cristiana".
Ma veniamo a quella sera...una sera di giugno, per un comizio di Fanfani che doveva chiudere la campagna elettorale del 1976, in Piazza della Signoria, sulla parola d'ordine che la dc non si processa! Sono passati pochi giorni dal tentativo di comizio di Almirante in Piazza Strozzi e il clima è frizzante. Ragion per cui, gruppi di compagni decidono di andare a guardarli in faccia questi democristiani che "rischiano la piazza". Gli scudo-crociati sono gasati e un mini-corteo di lor signori - con slogan del tipo "rossa o nera è sempre dittatura" - suscita delle piccole reazioni. Scoppia una gigantesca rissa, e le bianche bandiere vengono bruciate e le aste delle stesse usate per bastonare sulla testa quei coraggiosi.
Solo di un'unica cosa sono dispiaciuto. Che al terzo cazzotto dato in faccia ad un tizio che non avevo mai visto - e che ritenevo essere un democristiano - smisi solo perché lui riuscì a bofonchiare di essere un compagno ... socialista. Dico che avrei fatto meglio a continuare a cazzottarlo.
Allora eravamo giovani, e come i ragazzi potevamo sempre dire una semplice verità: non abbiamo cominciato noi!

2 commenti:

Pasquale Paoli ha detto...

"...sulla parola d'ordine che la dc non si processa!"

"Dalla radiolina accesa uno scemo tutto emozionato comunicò a Giampy e a me che le BR avevano rapito Frezza Bianca e che avevano fatto a coriandoli i suoi guardaspalle.
Mi accesi una Malboro, dolce, profumata, ricca, e di straforo feci notare a Giampy come per essere di marzo quella fosse una mattina veramente splendida. Giampy si dichiarò d'accordo, andò allo stereo e mise su "Heroes" di David Bowie, ma solo così, perché era una canzone che ci piaceva tanto. La ascoltammo credo tre volte.
MESSO PER UN BREVE ATTIMO ALL'ANGOLO DALLE MOLTE, TROPPE PUTTANATE CHE I SUOI COMPLICI E SOCI AVEVANO PERPETRATO PER MOLTO, TROPPO TEMPO, ALDO IL BARESE TEMPO PRIMA SI ERA ALZATO DAVANTI AL PARLAMENTO E, IN UN MEMORABILE DISCORSO, AVEVA IN PRATICA STATUITO CHE CHI RUBAVA PER LA D.C. NON RUBAVA. Chissà se se ne era ricordato, mentre si alzava davanti ai brigatisti e con la stessa facondia pronunciava l'altro suo famoso discorso "Cosa vogliono da me, mi lascino stare".
"Ah! Ah! Ah! Che strippato Moro!!" commentò Giampy.

Filippo Scòzzari, Prima pagare poi ricordare, Roma 2004.

Venturik ha detto...

Ecco qua l' "ingenuo" tuo amico che amministra quel sito di canzoni. Devo dire che in molte occasioni sono effettivamente ingenuo, sovente potrei obbiettare ben poco a questo epiteto; però, stavolta, mi sento di contestarlo. Ignaro, casomai. Mi sono basato su quel che leggevo e ho risposto di conseguenza, direi peraltro con conclusioni che nella sostanza non sono dissimili dalle tue. Magari sarò anche "ingenuo", ma spero che non crederai che, comunque sia andata, leggendo di "democristiani dalla nostra parte" io non sia sobbalzato sulla sedia. Certo, leggendo da te come fossero andate effettivamente le cose, mi viene da pensare che magari te lo avrei potuto, e dovuto, domandare prima; ma di cose per la testa ne ho mille, e a volte qualcuna non mi viene.
Un'ultima cosa sui "forum amministrati". Mi ci ritrovo anch'io, a volte, a ragionare su quel che faccio, specialmente quando devo far passare o non far passare qualcosa. Avrai notato che proprio quella discussione, che anche io peraltro trovo discretamente assurda, a un certo punto l'ho troncata. Se fosse stato un "forum" non amministrato, sarebbero passati circa una decina di commenti di fascisti vari che si erano (ovviamente) attaccati alla menzione del rogo di Primavalle, strofette del tipo "spara al punto rosso" e altre cosine del genere. Mi dispiace, ma in tali casi evviva il "forum" amministrato. E evviva il blog, perché tra le altre cose, vedo anche tu ed io, sui rispettivi blog, abbiamo attiva la "moderazione dei commenti"; se poi non ti va (anzi, non ami) di intervenire sulle discussioni di quel sito, è ovviamente una tua scelta che rispetto e non ti ho mai certamente sollecitato nessun intervento pur avendone riportati a decine ripresi dal tuo blog e da altri luoghi, "motu proprio". Questo perché m'interessa sempre ciò di cui parli, m'interessa e lo condivido. Ma, così come si è venuta evolvendo la discussione in rete, ora è tutta questione di spazi "amministrati". Saluti enormi e due ingenui abbracci.